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1 febbraio 2013 - La news ha avuto 29 visite
Attivato da Confartigianato un Osservatorio per vigilare sui pagamenti puntuali della P.A.

Attivato da Confartigianato un Osservatorio per vigilare sui pagamenti puntuali della P.A.

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Come già più volte sottolineato, dal 1.1.2013 è in vigore il decreto legge 192/2012 che, recependo una Direttiva europea, fissa a 30 giorni i tempi di pagamento nelle transazioni commerciali tra Stato, privati ed imprese: quindi, da tale data, nessuna scappatoia. La pubblica amministrazione dovrà pagare le imprese in 30 giorni di calendario.

E’ sicuramente questa la vittoria d una battaglia che ha visto Confartigianato costantemente in prima linea. E proprio di questi giorni è che un’altra nostra specifica richiesta, quella cioè che le nuove regole sui tempi di pagamento si applicassero a tutte le transazioni commerciali ed a tutti i settori produttivi, quindi anche all’edilizia, come previsto dalla direttiva europea la quale fa esplicito riferimento alla progettazione ed all’esecuzione di opere e di edifici pubblici nonché ai lavori di ingegneria civile, ha trovato accoglimento da parte del Governo: il Ministero dello Sviluppo Economico ha appena emanato una circolare in cui si chiarisce che la nuova disciplina si applica a tutti i settori produttivi inclusi i lavori pubblici, dove operano le imprese di costruzione che rappresentano uno dei settori maggiormente colpiti dal grave fenomeno dei ritardi di pagamento delle Pubbliche Amministrazioni e delle imprese private.

Il problema dei mancati pagamenti puntuali alle imprese da parte della P.A. è stato fino ad oggi un macigno che ha contribuito non poco ad affossare tante piccole e medie imprese. Troppe imprese sono fallite aspettando di farsi pagare una fattura. Nell’anno appena concluso il 58% delle piccole imprese si è indebitato per poter pagare le tasse. Ad oggi infatti l’Italia ha il record in Europa di ritardo nei pagamenti: i tempi medi di pagamento della Pubblica Amministrazione e dei privati nei confronti delle piccole imprese sono di 193 giorni e nell’ultimo anno sono aumentati di 54 giorni. Nel nostro Paese i tempi medi di pagamento sono il doppio della media UE per quanto concerne i privati ed il triplo della media europea per i pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione. E’ stato calcolato che questi ritardi costano agli imprenditori artigiani circa 2,6 miliardi l’anno di maggiori oneri finanziari!

I ‘cattivi pagatori’ avranno però, da oggi, i giorni contati. Nel vero senso della parola, perchè da giovedì 31 gennaio un Osservatorio di Confartigianato vigilerà sul rispetto della normativa entrata in vigore il 1° gennaio scorso e che fissa a 30 giorni il termine ordinario per saldare le fatture nelle transazioni commerciali tra Enti pubblici e aziende private e tra imprese private.
Nell’Osservatorio, disponibile sul sito www.confartigianato.it, (“30 giorni, non ti pagano?”) gli imprenditori troveranno informazioni sul funzionamento delle nuove norme, consulenza su come far rispettare i propri diritti di creditori e potranno segnalare nuovi ritardi e mancate applicazioni della legge. Una sezione dell’Osservatorio è dedicata allo strumento della certificazione del crediti accumulati dagli imprenditori prima dell’entrata in vigore della nuova legge. Anche in questo caso, oltre alle istruzioni per l’utilizzo della certificazione, sarà monitorata l’efficacia dello strumento.
– La nuova normativa sui tempi di pagamento – afferma il Presidente Provinciale di Confartigianato Imprese Macerata Folco Bellabarba – è stata fortemente voluta da Confartigianato ed è un passo avanti per ristabilire etica e correttezza nei rapporti economici tra imprese e Pubblica Amministrazione, tra imprese committenti e imprese subfornitrici. Ma la legge non deve restare sulla carta. Va rispettata. L’Osservatorio serve proprio per monitorarne l’applicazione e periodicamente renderemo pubblici i casi dei ‘cattivi pagatori’, siano essi Enti pubblici o soggetti privati. Insomma, non molleremo la presa. Ne va della sopravvivenza delle imprese e della possibilità che l’Italia diventi un Paese europeo sul fronte dei pagamenti.-

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