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30 gennaio 2013 - La news ha avuto 20 visite
Confartigianato: imprese artigiane, in tutto il 2012 perse in regione 533 aziende: la provincia di Macerata unica in controtendenza (+ 139 imprese)

Confartigianato: imprese artigiane, in tutto il 2012 perse in regione 533 aziende: la provincia di Macerata unica in controtendenza (+ 139 imprese)

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Confartigianato Imprese Macerata ha rielaborato ed analizzato le rilevazioni di Movimprese/Unioncamere relative alla situazione regionale e provinciale del comparto artigiano con riferimento sia al IV ° trimestre 2012 che all’intero appena concluso.

Nelle Marche le imprese artigiane attive al 31 dicembre 2012 risultano essere 49.831: nel  trimestre si è avuto un saldo negativo pari a – 210 imprese (tasso di crescita –0,43%), frutto di 689 nuove iscrizioni e di 899 cancellazioni. Tale cifra è la risultante dei “saldi” relativi rispettivamente alla provincia di Ancona (-48), di Ascoli Piceno (-19), di Fermo (-31), di Pesaro Urbino (- 83) e di Macerata (- 29 corrispondente ad un tasso di nati/mortalità del –0,25%, il migliore della regione). 

In provincia di Macerata, nel dettaglio, nel corso del IV° trimestre, si sono avute 225 nuove iscrizioni e 254 cessazioni (totale imprese artigiane attive 11.540), con un saldo lievemente negativo, come detto, pari a -29 imprese. Tra i comparti più significativi registrano un segno positivo quello della ristorazione (+ 6 aziende, crescita dello 1,50%), dell’alimentazione (+ 4 aziende, crescita dell’1,32%), dei servizi a cose e persone (+ 3 aziende, crescita dello 0,23% ), dell’autoriparazione (+ 2 imprese, crescita dello 0,35% ), dei trasporti (+ 2 aziende, crescita del comparto pari al + 0,32%); negativi i comparti delle costruzioni (-37 imprese, tasso di crescita pari a –0,85%), del tessile-abbigliamento (-5 aziende, tasso di crescita –1,56%) e del legno – mobile (-2 imprese, calo pari al –0,47%); invariato il comparto più grande del manifatturiero, cioè quello del cuoio-pelle-calzature.

Se facciamo riferimento all’intero anno 2012, notiamo che il dato regionale segna un decremento pari a – 533 aziende (risultante di 3.921 nuove iscrizioni e 4.454 cessazioni, tasso di crescita pari a –1.07%), frutto di saldi negativi in tutte le province (Pesaro Urbino – 372, Ascoli Piceno –115, Fermo – 95, Ancona – 90) eccetto quella di Macerata (+139 imprese, tasso di crescita pari a +1,22%) dove, a fronte di 1.137 cessazioni si sono avute 1.276 nuove iscrizioni.

Ecco alcuni dati significativi dei principali comparti nella nostra provincia nell’arco di tutto il 2012: tutti positivi eccetto quello dei trasporti (-5 aziende, tasso di crescita pari a  -0,80%); cuoio – pelle – calzature +14 aziende (incremento dell’1,30%), alimentazione +12 imprese (crescita del 3,80%), tessile/abbigliamento +8 imprese (+2,50%), ristorazione +23 aziende (tasso crescita +5,85%), servizi a cose/persone +32 imprese (crescita pari a +2,30%), autoriparazione +13 aziende (crescita di +2,25%) e costruzioni +13 imprese (tasso di crescita pari a +0,30%).

– Questi dati – dichiara il Presidente Provinciale della Confartigianato di Macerata Comm. Folco Bellabarba – confermano purtroppo che le difficoltà che stanno attraversando le nostre imprese artigiane sono ancora tante e complesse. Preoccupano soprattutto i dati delle cessazioni: nella nostra provincia sono state ben 1137 (più di 3 al giorno!) le imprese costrette a chiudere i battenti nel 2012 e molte di esse erano imprese ben strutturate per cui le nuove iscrizioni che si sono avute nell’arco dell’anno (1.276) non sono state sufficienti ad impedire, purtroppo, una perdita di occupazione. Pertanto, benché i dati globali relativi alla nostra provincia sono i migliori della regione, essi non sono di entità tale da ridurre timori e preoccupazioni per il futuro: sono ancora tante le nostre piccole imprese in sofferenza! Ci aspettiamo che dopo il voto sia possibile avere un Governo attento sì ai conti ma prodigo di interventi e semplificazioni a favore delle imprese: nessuno deve dimenticare che sono solo le imprese che creano ricchezza e che poi la riversano nel sistema sotto forma do occupazione e di tasse! Difficoltà di accesso al credito, ritardi di pagamento, imposizione fiscale alle stelle, burocrazia, elevato costo del lavoro, sono tutti problemi ben noti ai nostri politici che li utilizzano però solo per procacciarsi voti durante le loro campagne elettorali per poi dimenticarsene una volta eletti. Tutti oggi parlano di crescita: ma essa sarà possibile solo dando  sostegno all’impresa più piccola, quella diffusa, quella cioè da cui dipende, come nel passato, il destino di centinaia di migliaia di famiglie e di giovani soprattutto –

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