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10 dicembre 2012 - La news ha avuto 75 visite
CREDITO ALLE IMPRESE, rapporto di Confartigianato: Macerata al 2° posto in Italia per finanziamenti all’artigianato

CREDITO ALLE IMPRESE, rapporto di Confartigianato: Macerata al 2° posto in Italia per finanziamenti all’artigianato

 

A giugno 2012 lo stock dei prestiti concessi al totale delle imprese diminuisce, in Italia, del 2,5% (il valore più basso dal dicembre 2010, pari ad euro 978,5 miliardi). Nel dettaglio sono le piccole imprese a mostrare la flessione maggiore (3,7%) ed è in particolare l’artigianato a segnare il dato più negativo con un calo pari al 7,2% rispetto all’anno precedente (53,3 miliardi di euro in valore assoluto). La distribuzione del credito a livello regionale appare marcatamente polarizzata: il 75% del credito totale alle imprese è assorbito da sole 6 regioni: Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Veneto, Toscana e Piemonte; le Marche assorbono il 2,8% delle risorse nazionali con una cifra pari a 24.375 milioni di euro (-4,7% sul 2011); l’artigianato marchigiano ha ricevuto prestiti pari a 2.773 milioni di euro, il 5,2% dello stock nazionale destinato ai prestiti all’artigianato: nonostante la flessione del 7,6% sull’anno precedente, comunque la percentuale dei finanziamenti all’artigianato sul totale concesso alle piccole imprese è, nelle Marche, la più alta d’Italia, con il 37,8% (media nazionale = 27,5%). Per quanto concerne i dati provinciali, l’incidenza degli impieghi all’artigianato in rapporto al totale degli impieghi alle piccole imprese (media nazionale del 27,5% con flessione sull’anno precedente del 7,2%) vede al secondo posto della graduatoria nazionale, nonostante una flessione dell’8,1% sul 2011, la provincia di Macerata, con un rapporto del 41,0% (erogazioni pari a 646 milioni di euro).

Tutto ciò lo rileva un rapporto di Confartigianato (dati Banca d’Italia – Artigiancassa) dal quale emergono altri dati interessanti. Ad esempio quelli sui tassi di interesse.

Se il credito cala, i tassi di interesse sono sempre più alti. A settembre 2012 il tasso medio alle imprese applicato in Italia si è attestato al 3,46%, ma sale al 4,42% per i prestiti fino a 1 milione di euro e arriva al 4,86% per i prestiti fino a 250.000 euro. Con questi valori, l’Italia è al primo posto per i più alti tassi d’interesse sui finanziamenti registrati nell’area Euro dove la media dei tassi si ferma al 2,56%, con uno spread di 80 punti base tra il nostro Paese e la media Ue. Siamo maglia nera in Europa anche per il maggiore rialzo dei tassi: 28 punti base in più tra aprile 2011 e settembre 2012. Nello stesso periodo, invece, nel resto d’Europa il denaro è diventato meno costoso: i tassi d’interesse sono infatti diminuiti in media di 56 punti base, e addirittura in Germania il calo è stato di 95 punti base.

E proprio nei confronti della Germania, Confartigianato ha misurato i maggiori costi delle imprese italiane rispetto a quelle tedesche derivanti dai nostri tassi d’interesse più alti: complessivamente essi ammontano a 10,7 miliardi di euro, con punte differenti da territorio a territorio. Infatti i tassi di interesse sono notevolmente diversi da provincia a provincia: quelli più elevati per le aziende italiane si registrano a Crotone dove gli imprenditori pagano l’8,21%, con un aumento di 161 punti base tra giugno 2011 e giugno 2012, e Vibo Valentia, a pari merito con tassi d’interesse dell’8,21% ma cresciuti di 257 punti base. All’altro capo della classifica, i tassi d’interesse più bassi si registrano a Bolzano, con il 3,91% (+76 punti base in un anno), seguito da Trento (tassi del 4,52% cresciuti di 105 punti base tra il 2011 e il 2012) e da Cuneo (4,60%, + 107 punti base in un anno). La provincia di Macerata è al 27° posto della graduatoria, con un tasso effettivo del 5,15% e + 157 punti base rispetto allo scorso anno. “Le nostre rilevazioni – sottolinea il Direttore della Cooperativa di garanzia Pierucci Giuseppe Tesei – confermano che la situazione creditizia delle imprese, soprattutto quelle di piccola dimensione, rimane molto critica. Non bisogna abbassare la guardia. Serve uno sforzo comune per trovare soluzioni che invertano questa tendenza: gli imprenditori debbono fare la loro parte investendo in innovazione e cercando di riposizionarsi in un mercato che è profondamente mutato, ma anche il sistema creditizio deve ritornare a sostenere le imprese. Non è obiettivamente accettabile che le politiche espansive messe in campo dalla BCE nel corso della crisi dei debiti sovrani europei, caratterizzate da una forte iniezione di liquidità a sostegno degli attivi bancari, si siano di fatto tramutate in una crescita del 60% nel portafoglio delle banche italiane in titoli di Stato ed al contempo siano calati dell’1% (4.922 milioni in meno) i prestiti alle famiglie consumatrici e del 4,8% (48.500 milioni in meno) i prestiti alle imprese. Il credito è il carburante indispensabile per rimettere in moto l’economia e ridare slancio e fiducia ai nostri imprenditori“.

 

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