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21 novembre 2012 - La news ha avuto 14 visite
IMU SU FABBRICATI A CARATTERE PRODUTTIVO E SECONDE CASE: ALIQUOTE AGGIORNATE DA UN'INDAGINE DI CONFARTIGIANATO

IMU SU FABBRICATI A CARATTERE PRODUTTIVO E SECONDE CASE: ALIQUOTE AGGIORNATE DA UN’INDAGINE DI CONFARTIGIANATO

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Lo scorso maggio, in prossimità della scadenza della prima rata dell’IMU, le imprese, soprattutto le piccole imprese, fortemente preoccupate  per le conseguenze di quello che si annunciava come un vero e proprio salasso, avevano lanciato ai singoli Comuni della provincia un appello attraverso le loro quattro più grandi associazioni di categoria: una lettera firmata da Folco Bellabarba per Confartigianato Imprese, da Maurizio Tritarelli per C.N.A., da Mario Volpini per Confcommercio e da Ulderico Orazi per Confesercenti, in rappresentanza delle circa 15.000 imprese associate, venne inviata ai Sindaci dei 57 Comuni maceratesi affinchè, almeno, nella discrezionalità concessa loro dalla legge, i consigli comunali stessi si orientassero ad applicare l’aliquota più bassa possibile per tutti i beni strumentali delle imprese. Ricordiamo infatti che il Governo, nel determinare le aliquote base (0,4% abitazioni principali – 0,76% per tutte le altre tipologie) lasciava poi alle singole amministrazioni individuare categorie e fissare le relative aliquote con possibilità di aumenti o diminuzioni nell’ordine dello 0,3% (0,2% per l’abitazione principale).

Nei fatti ………….. quasi lettera morta!!

 

L’aliquota media applicata dai nostri Comuni per i fabbricati a carattere produttivo (laboratori, opifici ecc.) è dello 0,90% (incremento dello 0,15%, la metà del massimo ammesso). Il dato è però di fatto più pesante in quanto i Comuni maggiori, quelli a più alta intensità di insediamenti produttivi, eccetto Corridonia sono tutti sopra il valore medio. In dettaglio: 1,06% (il massimo) hanno applicato Civitanova, Colmurano, Gagliole, Mogliano, Recanati, San Ginesio ed Ussita; 1,05% Matelica; 1,0% Castelraimondo e Penna S. Giovanni 0,99% Macerata, Morrovalle e Pollenza; 0,96% Apiro, Montecassiano, Pievebovigliana, P.Recanati, San Severino Marche, Sarnano, Sefro, Tolentino e Visso; 0,95% Esanatoglia, Fiuminata e Montecosaro; 0,94% Cingoli, M.S.Giusto e P.Picena; 0,90% Montelupone, Pioraco e Treia; 0,86% Appignano, Bolognola, Caldarola, Fiastra, Fiordimonte, Gualdo, Monte S.Martino, Montefano, Petriolo, S.Angelo in Pontano; 0,85% Camerino; 0,825% Ripe S.Ginesio; 0,80% Poggio S.Vicino, Urbisaglia; 0,76% Acquacanina, Belforte del Chienti, Camporotondo, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Corridonia, Loro Piceno, Montecavallo, Muccia, Pievetorina, Serrapetrona; unico Comune in controtendenza quello di Serravalle di Chienti che ha addirittura portato l’aliquota al minimo possibile: 0,46%!!

 

Per quanto concerne le “seconde case” i nostri Comuni hanno applicato in linea generale l’aliquota base eventualmente incrementata la quale coincide con quella applicata sui fabbricati a carattere produttivo (C1 – C3 – D) eccetto che nei Comuni di:

– CALDAROLA “base” 0,96% opifici ecc. 0,86%

– CAMERINO “base” 1,00% opifici ecc. 0,85%

– LORO PICENO “base” 0,80% opifici ecc. 0,76%

– PIEVETORINA “base” 1,06% opifici ecc. 0,76%

– SAN SEVERINO M. ”base” 1,01% opifici ecc. 0,96%

– TOLENTINO “base” 1,06% opifici ecc. 0,96%

– SERRAVALLE del CHIENTI “base” 0,76% opifici ecc. 0,46%

 

 

Un orafo, un’estetista, un parrucchiere, un fabbro, proprietario dei locali in cui lavora, magari acquistati con estremo sacrificio, – afferma il Presidente di Confartigianato Imprese Macerata Folco Bellabarba – si troverà così a dover pagare una tassa che rispetto all’ICI precedente toccherà livelli insostenibili. In un periodo di crisi quale è quello attuale si rischia seriamente che questa possa esser la goccia che fa traboccare il vaso. L’IMU, in questo modo, viene a configurarsi, di fatto, come una vera e propria “patrimoniale” su chi produce, su chi mantiene l’occupazione, su chi cerca disperatamente di sopravvivere alla crisi, rischiando così di esser lo strumento per dare il colpo di grazia ad un’economia già duramente provata. I nostri amministratori non possono non ricordare che un’impresa rappresenta un valore per tutto il territorio, non solo per l’imprenditore! Non è proprio tollerabile, specie in un momento di recessione qual è quello che stiamo vivendo, che ogni singolo Comune costruisca il proprio “bilancio” (o copra “buchi” improvvisi) chiedendo tributi insostenibili a chi tutti i giorni cerca disperatamente di mantenere in vita le proprie imprese e di conseguenza di salvaguardare il livello occupazionale sul territorio.

 UFFICIO STAMPA CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA

 

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