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30 ottobre 2012 - La news ha avuto 36 visite
"EXPORT, CULTURA E GREEN ECONOMY SONO I DRIVER DELLA TRASFORMAZIONE IN TEMPI DI RECESSIONE: ANALISI, EVOLUZIONE, TRASFORMAZIONI E PERCORSI DI SVILUPPO DELL’ECONOMIA PROVINCIALE NEL CONVEGNO DI CONFARTIGIANATO " CRISI ECONOMICA, I CAMBIAMENTI DELL’ECONOMIA MACERATESE".

"EXPORT, CULTURA E GREEN ECONOMY SONO I DRIVER DELLA TRASFORMAZIONE IN TEMPI DI RECESSIONE: ANALISI, EVOLUZIONE, TRASFORMAZIONI E PERCORSI DI SVILUPPO DELL’ECONOMIA PROVINCIALE NEL CONVEGNO DI CONFARTIGIANATO " CRISI ECONOMICA, I CAMBIAMENTI DELL’ECONOMIA MACERATESE".

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“Export, cultura e green economy sono i driver della trasformazione”. E’ quanto è emerso dal convegno organizzato da Confartigianato Macerata lo scorso venerdi 26 ottobre presso la Sala Guizzardi della Camera di Commercio di Macerata, dedicato alla crisi economica e ai cambiamenti dell’economia maceratese.

Ad intervenire all’evento, introdotto dal saluto del Presidente Provinciale di Confartigianato comm. Folco Bellabarba e moderato dal vice segretario Giuseppe Tesei, sono stati il responsabile nazionale dell’Ufficio Studi di Confartigianato Enrico Quintavalle, che ha analizzato alcune dinamiche dell’economia maceratese e marchigiana nell’attuale recessione economica, l’assessore regionale alle Attività Produttive Sara Giannini, che è intervenuta sul ruolo della Regione Marche per il rilancio dell’economia maceratese, ed il Capo Area Crediti di Banca Marche Franco Leone Salicona, che ha approfondito il tema del credito alle imprese in tempi di crisi. Le conclusioni sono state infine affidate a Giuliano Bianchi, Presidente della Camera di Commercio, nonché segretario di Confartigianato Imprese Macerata.

 

– L’autunno 2012 si annuncia non privo di turbolenze dal punto di vista della recessione economica – ha affermato Enrico Quintavalle – che nelle Marche è di 0,2 punti peggiore della media nazionale. Il quadro recessivo del 2012 sarà pesante sui consumi delle famiglie e sugli investimenti fissi. Tuttavia nel 2012, il PIL nella regione Marche avrà una diminuzione del 5,0%, di un punto percentuale in meno di quello nazionale, tendenza confermata anche per il 2013. Dal punto di vista delle Imprese – continua Quintavalle – esse sono purtroppo ancora nella bufera dei debiti pubblici e dei vincoli alla competitività. I dati evidenziano infatti un vero e proprio boom della pressione fiscale al 44,7% nel 2012 e al 45,3% nel 2013, che si riflette nei dati territoriali: nelle Marche l’Irap è più alta della media nazionale, pur essendo diminuita di 0,4 punti in 4 anni, e nella provincia di Macerata, i costi per la burocrazia a carico delle imprese sono 132,9 milioni di euro. A questa fase negativa del ciclo economico corrisponde una tendenza all’aumento del lavoro irregolare, che arriva nelle Marche ad un 10,8 sul totale delle unità di lavoro. Spostandosi sul versante credito, la dinamica riferita all’artigianato marchigiano è in peggioramento: nel I trimestre 2012 il credito all’artigianato in provincia di Macerata diminuisce del 6,3% rispetto a giugno 2011. Si osserva poi che nella crisi sono cresciuti di più i prestiti alle MPI garantite dai Confidi. Le ultime tendenze del mercato del lavoro ci indicano inoltre un -0,8% di occupazione nelle Marche. Di contro, Macerata è l’unica provincia in cui si riduce il tasso di disoccupazione 25-34 anni -. – Le Marche e la provincia di Macerata – ha sottolineato ancora Quintavalle – presentano tuttavia degli asset che dimostrano il coraggio delle imprese e le loro potenzialità per la crescita del sistema. Il primo di essi è proprio l’imprenditorialità artigiana: Macerata è addirittura al primo posto in Italia per dinamica delle imprese artigiane, con una crescita del 2,6 % nel III trimestre del 2012. Ci sono poi alcuni settori drivers nella provincia di Macerata che crescono del 4,5%, tra cui informatica, produzione di carta, di articoli in gomma e plastica, riparazione e manutenzione. Altro asset fondamentale è l’export, per il quale le Marche sono al primo posto in Italia, con una crescita nel 2012 del 7,3% in più rispetto all’anno precedente, e con un valore pari a 2.180,3 milioni di euro. Su questo versante Macerata cresce del 4,1% con un valore di oltre 480 milioni di euro. Altro driver per la dinamica imprenditoriale è l’energia da fonti rinnovabili: le Marche hanno il primato in Italia per incidenza dell’energia fotovoltaica sul totale e la provincia di Macerata è al 1° posto nel 2011 per produzione degli impianti fotovoltaici. Altri primati vanno a Macerata che al II trimestre 2012 è al primo posto per crescita delle donne titolari di ditte individuali artigiane attive rispetto al II trimestre 2011, ed alle Marche, al 1°posto per valore aggiunto delle imprese collegate alla cultura -.

 

– I dati presentati ci confortano – ha detto l’assessore regionale alle Attività Produttive Sara Giannini – perché parlano di primati raggiunti da piccole imprese che con sacrifici e caparbietà hanno aggredito settori e mercati che le hanno portate ad essere competitive  anche all’estero. Tuttavia la recessione è una realtà che va affrontata con misure anticrisi quali fondi anticrisi e fondi di garanzia stabili. Alcuni sono già stati messi in campo dalla Regione Marche, fungendo da paracadute nella crisi. Tuttavia stiamo continuando a lavorare anche a livello nazionale come coordinamento degli Assessorati Regionali presso il Ministero dello Sviluppo Economico, affinché si arrivi ad una semplificazione vera che porti tagli necessari alla burocrazia che soffoca imprese e cittadini. Altri driver da percorrere sono sicuramente poi quello delle reti d’impresa, del sostegno della ricerca nelle imprese artigiane, e dell’export, una strada che va sostenuta e percorsa guardando sempre a nuovi mercati interessati all’unicità dei nostri prodotti -.

Il confronto è poi ritornato sul versante del credito, che ha visto intervenire il Capo Area Crediti di Banca Marche Franco Leone Salicona, che ha affermato: – Il fenomeno del credit crunch ha caratterizzato e purtroppo caratterizza ancora l’attività bancaria. Banca Marche sta facendo in tutto ciò un grande sforzo per andare incontro alle problematiche delle piccole imprese, accorciando il più possibile la distanza tra banca ed impresa, nel segno di una maggiore snellezza delle pratiche e di un accorciamento dei tempi di risposta per l’erogazione dei finanziamenti. Un consiglio che ci sentiamo di dare alle piccole imprese, alle quali eroghiamo il 90% dei prestiti, è quello di evitare le dipendenze da una sola grande impresa: un modo per minimizzare, in tempi di crisi, il rischio, ed anche per avere maggiori opportunità di business -.

 

– Dai dati analizzati emergono segnali positivi, che, nonostante le evidenti difficoltà mostrano il coraggio delle imprese e di un territorio che non sta con le mani in mano – ha detto in chiusura il Presidente della Camera di Commercio Giuliano Bianchi – La nostra piccola impresa, prettamente manifatturiera, va tutelata e sostenuta ancora una volta attraverso drivers fondamentali quali reti d’impresa, internazionalizzazione, promozione del 100% Made in Italy, impulso alla green economy. Tuttavia, se non si metterà mano seriamente all’opera di semplificazione l’economia potrà difficilmente ripartire. Viviamo in tempi in cui la parola cambiamento è divenuta la parola chiave, un cambiamento che è sempre più repentino e che può improvvisamente sbarrare alcune strade ed aprirne delle altre, ed al quale è necessario adattarsi per mantenere alti gli standard di competitività e di qualità che caratterizzano le piccole imprese del nostro territorio -.

 

Visiona il video del convegno:

 

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