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24 luglio 2012 - La news ha avuto 26 visite
Al via la "RIFORMA MERCATO DEL LAVORO"

Al via la "RIFORMA MERCATO DEL LAVORO"

 

Dal 18 luglio 2012 il DDL Fornero è diventato legge (Legge n. 92 pubblicata in Gazzetta Ufficiale  N. 153 del 3 luglio 2012, S.O. N. 136). Tuttavia sono già in discussione al Parlamento alcune modifiche.

Di seguito pubblichiamo le principali novità introdotte con effetto immediato dalla legge Fornero.

 

 

1) Apprendistato. Nelle imprese da 10 dipendenti in su è stata inserita la clausola di stabilizzazione. Ossia si prevede l’obbligo, quale condizione per l’assunzione di ulteriori apprendisti, di conferme in servizio del 50% nell’ultimo triennio. Per il primo triennio di vigenza della nuova legge tale percentuale è ridotta al 30%. In caso di totale mancata conferma è consentito assumere un apprendista. Si introduce una durata minima di apprendistato di 6 mesi, fatte salve durate inferiori per attività stagionali. Durante l’eventuale periodo di preavviso, decorrente dal termine del periodo di formazione, continua ad applicarsi la disciplina dell’apprendistato.

2) Convalida dimissioni (dimissioni in bianco, tutela maternità e paternità). Si modifica la disciplina e si introduce la preventiva convalida delle dimissioni presentate dalla lavoratrice o dal lavoratore quale condizione sospensiva della risoluzione del rapporto ed estendendola alla risoluzione consensuale. Si prevede l’estensione da uno a tre anni di età del bambino del periodo per cui le dimissioni per essere efficaci devono essere convalidate. Al di fuori delle ipotesi di risoluzione o dimissioni durante il periodo di gravidanza o durante i primi tre anni del bambino, la legge prevede due modalità alternative per esprimere volontà di risolvere il rapporto: convalida presso la DTL, o CIOF o sedi individuate dai Ccnl oppure la sottoscrizione di una dichiarazione in calce alla ricevuta di trasmissione della comunicazione (Unilav).

Salvo che il fatto costituisca reato, l’abuso del foglio firmato in bianco comporta una sanzione amministrativa da 5.000 a 30.000 euro comminata dalla D.T.L.

3) Contratto di lavoro intermittente. Prima dell’inizio della prestazione lavorativa il datore deve dare comunicazione preventiva alla D.T.L. a mezzo fax, posta elettronica, sms. ( fax 0733 4050216 e.mail dpl-macerata@lavoro.gov.it ) La violazione è punita con una sanzione amministrativa, non diffidabile, da Euro 400,00 a Euro 2.400,00 per ogni lavoratore. Si potranno assumere soggetti di età inferiore a 24 anni ( le prestazioni dovranno essere svolte entro il 25mo anno di età) e superiore a 55 anni. Si potrà utilizzare tale contratto durante tutto l’anno per le attività previste dal DM 23 ottobre 2004 (elenco previsto dal R.D. n. 2657 del 1923). Disciplina transitoria: i contratti di lavoro intermittente già sottoscritti che non siano compatibili con le nuove disposizioni cessano di produrre gli effetti decorsi 12 mesi dalla data di entrata in vigore della nuova legge.

 

4) Lavoro a progetto. Le collaborazioni a progetto non potranno essere ricondotte ad un programma di lavoro o fase di esso ma solo ad un progetto specifico che non potrà coincidere con l’oggetto sociale del committente. Inoltre non può comportare lo svolgimento di mansioni meramente esecutive o ripetitive. Presunzione di subordinazione se attività analoga a quella dei dipendenti dell’azienda e se manca il progetto. Corrispettivo minimo individuato dai CCNL o in mancanza si applicano i minimi dei CCNL per mansioni equiparabili.

5) Lavoro a tempo parziale. I CCNL stabiliranno le condizioni e le modalità che consentano al lavoratore di richiedere l’eliminazione o la modifica delle clausole flessibili ed elastiche.

6 )Lavoro accessorio. I buoni lavoro devono essere orari numerati progressivamente e datati con adeguamento delle aliquote previdenziali. L’importo dei compensi non può essere superiore a 5.000 euro l’anno riferito alla totalità dei committenti ed il compenso reso nei confronti di ogni impresa commerciale o del professionista non può essere superiore a 2.000 euro. Utile il compenso per rilascio del permesso di soggiorno. Resta ferma l’attuale disciplina per i buoni già richiesti al momento entrata in vigore legge e non oltre il 31 maggio 2013.

7) Contratto di inserimento. Viene abrogato.La disciplina vigente continua a trovare applicazione per assunzioni effettuate fino al 31.12.2012.

8) Contratto a tempo determinato. Viene eliminato, per il 1° contratto di durata non superiore a 12 mesi, l’obbligo di indicare il causalone restando ferma invece  tale indicazione per i contratti successivi  Aumento dell’intervallo temporale tra scadenza del contratto e stipula di nuovo: 60 giorni per contratti fino a 6 mesi e 90 giorni per contratti superiori a 6 mesi. Prolungamento da 20 a 30 giorni durante il quale in contratto può proseguire oltre la scadenza per i contratti fino a 6 mesi e da 30 a 50 per quelli superiori a 6 mesi. Obbligo di corrispondere le maggiorazioni retributive e di comunicazione al CIOF della prosecuzione del rapporto. Confermata la durata massima di 36 mesi comprensiva di proroghe e rinnovi computando anche i periodi di lavoro somministrato a termine.

9) Partite Iva. Presunzione relativa del carattere coordinato e continuativo della collaborazione resa dal titolare di P.Iva se la durata è superiore a 8 mesi nell’anno solare, se il collaboratore ricava da tale collaborazione oltre l’80% dei propri corrispettivi nell’anno solare e se fruisce di postazione fissa di lavoro presso il committente. Tale presunzione non opera se sono presenti due condizioni: prestazioni connotate da alto grado di  competenze teoriche o capacità tecnico-pratiche e redditi minimo di 18.662 euro.

10) Associazione in partecipazione. Nel caso in cui l’apporto dell’associato consista anche in una prestazione di lavoro, il numero degli associati non può essere superiore a tre con l’eccezione di coniuge e parenti fino al 3° grado o affini entro il 2°. In caso di violazione del tetto massimo il rapporto con tutti gli associati si considera di lavoro subordinato a tempo indeterminato tranne nel caso di contratti certificati ai sensi D.Lgs. 276.2003.

11) Diritto lavoro disabili. Nella base di calcolo della quota di riserva per l’assunzione dei disabili, sono oggi compresi tutti i lavoratori dipendenti con esclusione di alcune tipologie: disabili già in forza, dirigenti, soci di cooperativa, contratti di reinserimento, lavoratori assunti per attività all’estero, lavoratori somministrati, lavoratori socialmente utili, lavoratori a domicilio, lavoratori aderenti a programmi di emersione.  

12) Licenziamenti individuali. Per l’impugnativa del licenziamento nel solo caso dei contratti a tempo determinato si ampliano i termini che passano da 60 a 120 giorni per la stragiudiziale, mentre si riducono da 270 a 180 giorni per quella giudiziale. Il datore di lavoro che intende intimare il recesso, dovrà specificare la motivazione cha ha determinato il licenziamento. Tale adempimento si applica a tutte le aziende di qualsiasi dimensione. Le aziende con più di 15 dipendenti (a cui si applica l’art. 18 della L. 300/70) in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo dovranno osservare una procedura di conciliazione obbligatoria presso la D.T.L. ed antecedente alla intimazione di licenziamento. Ciò si applica ai licenziamenti intimati dopo l’entrata in vigore della legge.

13) Licenziamenti art. 18 L. 300/70. E’ stato riscritto l’articolo. Previsti tre regimi sanzionatori a seconda della tipologia del licenziamento che il giudice dovesse accertare: discriminatorio o illecito, illegittimità del giustificato motivo soggettivo (licenziamenti soggettivi o disciplinari); illegittimità del giustificato motivo oggettivo (licenziamento oggettivi o economici). Per i licenziamenti per motivi economici e per alcune casistiche di quelli disciplinari si prevede un risarcimento da 12 a 24 mensilità in luogo della reintegrazione sul posto di lavoro.

 

 

 

                       

Per ulteriori informazioni:

 

0733.366412

 

c.marincioni@macerata.confartigianato.it

 

 

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