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6 giugno 2012 - La news ha avuto 21 visite
Imu su beni strumentali: le associazioni tornano a chiedere ai Comuni aliquote eque

Imu su beni strumentali: le associazioni tornano a chiedere ai Comuni aliquote eque

 

Il 18 giugno scade il termine per il pagamento della prima rata dell’IMU: un termine che preoccupa fortemente le imprese, soprattutto quelle di piccole dimensioni, per le conseguenze di un balzello che nel momento presente si annuncia come un vero e proprio salasso.

Da qui è nato l’appello lanciato alla fine di aprile, tramite lettera, ai singoli Comuni della Provincia da parte delle quattro più grandi associazioni di categoria delle medie e piccole imprese, soprattutto costituite da artigiani e commercianti (Confartigianato Imprese, C.N.A., Confcommercio e Confesercenti, in rappresentanza delle loro circa 15.000 imprese associate) affinchè, almeno, nella discrezionalità concessa loro dalla legge, le amministrazioni comunali abbiano ad applicare l’aliquota più bassa possibile per tutti i beni strumentali delle imprese. Appello questo, al quale nessuno dei Sindaci dei Comuni della Provincia di Macerata ha dato ancora una risposta.

 

Le Associazioni di categoria si sentono quindi in dovere, quali rappresentanti delle micro, piccole e medie imprese della provincia, di evidenziare l’iniquità e la pesantezza del carico fiscale ed impositivo che grava sempre più su chi è stato, finora, il motore dell’economia del territorio.

 

                                             

L’IMU, l’ultima imposta nata, la tassa sugli immobili, comincia a far davvero paura. Si avvicina infatti sempre più il 18 giugno, data  in cui si dovrà pagare la prima rata. Se essa è per tutti i contribuenti un odiato balzello, diventa un vero incubo per artigiani, commercianti e piccoli imprenditori: l’IMU infatti sarà più onerosa, rispetto all’ICI che veniva pagata gli anni precedenti, sui laboratori, sui magazzini e depositi, sui negozi, sugli opifici ed immobili industriali. Per essi infatti, oltre all’abnorme rivalutazione ai fini imponibili dovuta all’applicazione dei coefficienti moltiplicatori introdotti dal decreto “Salva Italia”, è previsto l’assoggettamento (nel caso in cui i singoli Comuni propendano per l’applicazione dell’aliquota base del 7,6 per mille!)  alla stessa aliquota delle seconde case! Capannoni e laboratori saranno quindi tassati come ville con vista sui monti o sul mare! Un artigiano o un qualsiasi commerciante, proprietario dei locali in cui lavora, magari acquistati con estremo sacrificio, si troverà a dover pagare una tassa che rispetto all’ICI precedente tocca in alcuni casi punte di incremento del 150%. Si è calcolato infatti che, sempre se verrà applicata l’aliquota base già prevista dal “decreto sul federalismo fiscale”, l’aggravio medio dell’imposta per le piccole imprese sarà superiore ai 1.150 euro (maggiormente penalizzate le imprese artigiane in cui tale incremento medio supererà i 1.500 euro). E, paradossalmente, le attività gestite in piccoli locali saranno quelle più tartassate!

 

Di fatto quindi, l’IMU, in questo modo, viene a configurarsi come una vera e propria “patrimoniale” su chi produce, su chi mantiene l’occupazione, su chi cerca disperatamente di sopravvivere alla crisi, rischiando così di esser lo strumento per dare il colpo di grazia ad un’economia già duramente provata, ed in un periodo di crisi quale è quello attuale si rischia seriamente che questa possa esser la goccia che fa traboccare il vaso.  

                                             

Alla luce di tutto ciò, le Associazioni di Categoria intendono rinnovare la richiesta ai Comuni di applicare, su tutti gli immobili produttivi, un’aliquota ridotta (l’aliquota base può esser abbassata per legge fino al 4 per mille) o, qualora ciò non potesse esser proprio possibile, mantenere, almeno, l’aliquota base del 7,6 per mille, non prendendo quindi nemmeno in considerazione l’innalzamento della stessa (sarebbe possibile farlo fino ad un massimo del 10,6 per mille).

 

                                              

Le Associazioni vogliono infatti ricordare ai Sindaci, alle Giunte ed ai Consigli Comunali, che un’impresa rappresenta un valore non solo per l’imprenditore, ma per tutto il territorio! Pur comprendendo quindi le difficoltà di ogni singolo Comune nel costruire il proprio “bilancio” con risorse sempre più ridotte, le Associazioni sono a rinnovare la richiesta di non dimenticare l’interesse comune a sostenere il livello occupazionale sul territorio, in relazione a cui il ruolo dell’artigianato, del commercio e della piccola impresa, come sempre nel passato, è sicuramente di primo piano.

 

 

UFFICIO STAMPA CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA

 

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