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16 maggio 2012 - La news ha avuto 14 visite
COMPENSAZIONE CREDITI-DEBITI: bene le dichiarazioni del Viceministro all’Economia Vittorio Grilli, ma contro l’emergenza dei ritardi di pagamento ora occorrono scelte più incisive "

COMPENSAZIONE CREDITI-DEBITI: bene le dichiarazioni del Viceministro all’Economia Vittorio Grilli, ma contro l’emergenza dei ritardi di pagamento ora occorrono scelte più incisive "

 

L’Italia deve alle sue imprese circa 90 miliardi di euro di debiti scaduti con tempi di pagamento medi di circa 10 mesi, che raggiungono i picchi massimi nel caso di province e Comuni. Una situazione pesante – afferma il comm.Folco Bellabarba, Presidente Provinciale di Confartigianato Imprese Macerata – che affligge anche le nostre aziende artigiane e che non fa che aggravare lo stato di salute già precario delle tante aziende del territorio già alle prese con la crisi attuale. Per questi motivi, i due decreti annunciati dal Viceministro all’Economia Vittorio Grilli per la certificazione dei crediti delle imprese e la compensazione con debiti iscritti a ruolo, vanno sì registrati con soddisfazione, poichè possono contribuire a risolvere l’emergenza dei ritardi di pagamento, ma c’è senza dubbio bisogno di più chiarezza nelle scelte e, nell’immediato, rapidità di attuazione del provvedimento>.

 

Un intervento, quello del Presidente Bellabarba, in merito al meccanismo secondo il quale saranno articolati i due decreti previsti dal Ministero dell’Economia, secondo cui la certificazione dei crediti con la Pubblica Amministrazione e la compensazione con le somme iscritte a ruolo viaggeranno a braccetto. Il Ministero dell’Economia sta infatti ultimando il processo di attuazione e armonizzazione tra i due strumenti e già nei prossimi giorni potrebbe portare alla firma del premier Mario Monti i due decreti attuativi della legge 78 del 2010, contenente “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”, attesi da più di un anno dal mondo delle imprese. In sostanza quello che si vorrebbe creare è una sorta di doppio binario dove l’imprenditore potrà scegliere se farsi certificare il credito commerciale vantato con la pubblica amministrazione o al contrario, se lo ritiene opportuno, compensarlo con somme iscritte a ruolo. Un decreto ministeriale definirà le regole per far decollare il «meccanismo di certificazione semplificato», con due moduli uno di domanda e uno di risposta entrambi precompilati. Il tutto, dovrà avvenire entro 60 giorni. Con la Consip che sta già lavorando a una piattaforma elettronica per gestire e velocizzare la procedura senza scambi di carta. Ottenuta la certificazione, sulla base degli accordi con l’Abi, le imprese potranno usarla immediatamente per scontare pro solvendo il loro credito vantato direttamente in banca, come prevede ora il decreto fiscale appena approvato dalle Camere. Il credito potrà essere ceduto senza atto notarile o ufficiale giudiziario. La certificazione sarà poi strettamente coordinata con l’altro strumento per accelerare il recupero dei crediti commerciali maturati dalle imprese con gli enti locali, ovvero con la compensazione di questi crediti con le somme iscritte a ruolo.

 

Si tratta di un primo passo importante – afferma in proposito Bellabarba –  anche se la compensazione si limita ai crediti commerciali vantati dalle imprese nei confronti delle regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale per somministrazioni, forniture e appalti. Un meccanismo che rappresenta una buona notizia per le tante imprese col fiato corto per le ritardate erogazioni di risorse da Stato, enti locali ed altri segmenti dell’apparato pubblico, ma che guardiamo con prudenza. E’ necessario infatti che con tali decreti non si scarichi ancora una volta sulle imprese il rischio di insolvenza della pubblica amministrazione. La nostra posizione è critica verso tutte quelle soluzioni, più volte adottate, che prevedono interventi con il meccanismo della cessione del credito prosolvendo, che, prevedendo per il cedente l’obbligo di rispondere dell’eventuale inadempienza del debitore, fanno pagare gli interessi ai creditori e non ai debitori. In sostanza è l’ imprenditore che paga gli interessi alla banca e non lo Stato che è debitore. Insomma, chi ha causato il problema non paga niente, chi fa l’intermediazione riscuote qualcosa e chi ha credito ci perde. Il problema è infatti quello della liquidità e bisogna uscire da questo circolo vizioso con proposte serie. L’amministrazione pubblica ci mette anche 4 anni a pagare le fatture, mentre l’imprenditore se tarda un giorno ha Equitalia alle calcagna. Questo è sbilanciato, occorre ricostruire il rapporto di fiducia tra contribuente e fisco, dando un segnale di liquidità vera e non di carta. Basta meccanismi dove il creditore deve pagare interessi all’intermediario per avere il dovuto”.

 

Tra le cause principali dei mancati pagamenti – aggiunge infine il Presidente Bellabarba – al primo posto c’è senza dubbio il patto di stabilità: agli enti locali è vietato spendere le risorse che hanno in cassa. Nel triennio 2012-2014 questo meccanismo provocherà un blocco di investimenti pari a 32 miliardi di euro. E’ necessario in questo senso che sia ristabilito un equilibrio contrattuale fra le parti. Chiediamo quindi che la compensazione valga per tutti i crediti vantati dalle imprese e per tutti i debiti tributari e non soltanto per le somme iscritte a ruolo. E’ fondamentale dare un segnale forte e tempestivo, per favorire una maggiore serenità nel rapporto fra Fisco e contribuenti e per venire incontro al crescente disagio degli imprenditori>.

 

 

 

 

 UFFICIO STAMPA CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA

 

 

 

 

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