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4 aprile 2012 - La news ha avuto 17 visite
ARTIGIANI E PICCOLI IMPRENDITORI :"NON SIAMO NOI GLI EVASORI"!!

ARTIGIANI E PICCOLI IMPRENDITORI :"NON SIAMO NOI GLI EVASORI"!!

 

Nell’anno appena concluso – afferma il Presidente provinciale di Confartigianato Imprese Macerata Comm. Folco Bellabarba – sono ben 11.615 le imprese che, in Italia, hanno chiuso i battenti per fallimento!  Questo dato fa ben comprendere quanto siano oggi in difficoltà le aziende italiane, soprattutto quelle di piccole dimensioni, che comunque continuano a rimanere il motore occupazionale ed economico del Paese. La stretta creditizia, i ritardi nei pagamenti ed il forte calo della domanda interna sono le principali cause che hanno costretto molti piccoli imprenditori a portare i libri in tribunale. E purtroppo questo dramma non è stato vissuto solo da questi datori di lavoro ma anche dai loro dipendenti: si calcola che almeno in 50.000 abbiano perso il posto di lavoro!>>.

<< Per un imprenditore – continua Bellabarba – il fallimento non è solo un fatto esclusivamente economico, spesso esso viene vissuto come un fallimento personale: se a questo aggiungiamo che alla figura del piccolo imprenditore viene nella quotidianità abbinata l’etichetta di  “evasore fiscale” ecco che, seppur in casi estremi, reazioni spropositate ed apparentemente incomprensibili quali suicidi o tentativi di suicidi, come i due recenti episodi verificatisi a Bologna e Novara, trovano se non una giustificazione almeno una motivazione. Lo Stato non può stare a guardare, occorre una risposta forte e concreta per far sì che episodi di tal genere non si ripropongano. Ecco quindi che invitiamo innanzitutto il Governo a prendere in seria considerazione l’istituzione di un “fondo di solidarietà” che corra in aiuto a chi si trova a corto di liquidità, come pure sollecitiamo fermamente analisti e “media” ad analisi serie e rigorose: non è tollerabile fare disinformazione, utilizzando chiavi interpretative fuorvianti e non corrispondenti alla realtà, su dati oggettivi quali ad esempio quelli relativi alle dichiarazioni Irpef diffusi nei giorni scorsi dal Ministero dell’Economia. Affermazioni quali “i dipendenti dichiarano più dei loro datori di lavoro” non fanno altro che gettare ulteriore benzina sul fuoco etichettando di fatto gli imprenditori come un popolo di evasori: nessuno ha avuto l’intelligenza o l’onestà intellettuale di non prendere in considerazione, nel calcolo della retribuzione media dei dipendenti quelle dei dirigenti, dei professori universitari, dei magistrati…….. Le comparazioni vanno fatte tra soggetti omogenei, come ad esempio tra gli artigiani ed i loro dipendenti: ed in questi casi si vede che il titolare dichiara mediamente il 40% in più di un suo dipendente!  Quella di additare l’artigiano ed il piccolo imprenditore come il prototipo dell’evasore è purtroppo un vezzo della nostra “malata” opinione pubblica: se oggi sono i dati delle denunce dei redditi, ieri lo erano le stime sull’abusivismo ed il lavoro nero. Mai che si faccia riferimento alle nostre prese di posizione in materia di fisco (congruità degli studi di settore) o alle nostre battaglie contro l’abusivismo ed il sommerso, mai che si faccia soprattutto riferimento a doppi o tripli lavori (questi sì in nero e capaci di distorcere anche il mercato con gravi danni per gli operatori regolari, i tanto vituperati artigiani) non infrequenti tra i dipendenti, soprattutto pubblici: non vorrei che questo sistema di procedere non sia alla fine un pretesto per chiedere e giustificare, prima o poi, un ulteriore inasprimento di contributi e di tasse per la piccola impresa! >>. 

 

 

                                                                                                  UFFICIO     STAMPA

                                                                              CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA

 

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