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21 marzo 2012 - La news ha avuto 11 visite
IN PROVINCIA DI MACERATA IL 25% DELLE IMPRESE SONO "AL FEMMINILE".E' quanto emerge da uno studio di Confartigianato Imprese su dati forniti dalla Camera di Commercio di Macerata

IN PROVINCIA DI MACERATA IL 25% DELLE IMPRESE SONO "AL FEMMINILE".E’ quanto emerge da uno studio di Confartigianato Imprese su dati forniti dalla Camera di Commercio di Macerata

 

 

In provincia di Macerata il 24,87% dell’imprenditoria è oggi rappresentato da donne.

E’ quanto risulta da uno studio di Confartigianato Imprese Macerata che ha elaborato dati forniti dalla Camera di Commercio di Macerata

Sono infatti, alla data del 31 dicembre 2011, ben 9.149 ( 67 in meno rispetto all’anno precedente) le imprese attive “al femminile nella nostra provincia. Da un punto di vista metodologico si considerano “imprese femminili” quelle imprese in cui le donne rappresentano percentualmente sul numero dei soci, degli amministratori e per le eventuali quote societarie possedute, più del 50% (presenza femminile “maggioritaria”), più del 60% (presenza femminile “forte”) o il 100% (presenza femminile “esclusiva” – è questo il caso di tutte le imprese individuali che vedono come titolare una donna). Nella nostra provincia l’89,5% delle imprese femminili hanno la caratterizzazione “esclusiva”, l’ 8,2% quella c.d. “forte” ed il 2,3% quella detta “maggioritaria”.

Per quanto attiene la distribuzione per Comune chiaramente i numeri più alti si hanno nei centri maggiori ma ognuno dei 57 centri della provincia ha, almeno, un’impresa femminile sul proprio territorio ( Civitanova Marche guida la graduatoria con 1.220 imprese femminili, seguita poi da Macerata con 1.054 imprese, da Recanati con 639 e da Tolentino con 580; agli ultimi posti i piccoli comuni di Bolognola e Castelsantangelo sul Nera con 7, Fiordimonte con 5, Acquacanina con 3 e Monte Cavallo con 2 ); più significativa, forse,  una graduatoria comunale stilata sulla base del rapporto imprese femminili/imprese totali: qui troviamo al vertice Bolognola (33,33%) seguita da Pioraco (31,82%), Fiuminata (31,67%); all’ottavo posto Recanati (27,30%), al tredicesimo Treia (26,42%), al ventesimo e ventunesimo rispettivamente Civitanova Marche (25,90%) e Tolentino (25,89%), al ventisettesimo Macerata (24,72%); chiudono la graduatoria Fiuminata (18,75%), Fiordimonte (18,52%), Castelsantangelo sul Nera (16,67%) e, fanalino di coda, Monte Cavallo (8,33%).

Interessante anche uno sguardo sui campi di attività di dette imprese: ben 2.680 sono le imprese operanti nel settore agricolo (e in questo campo la presenza femminile “esclusiva” raggiunge il 97%); ben rappresentate le attività manifatturiere con 1.157 imprese al femminile (82% la partecipazione femminile “esclusiva”, 14% “forte”, 4% “maggioritaria”): nel manifatturiero le tipologie più rappresentate sono la fabbricazione di articoli in pelle e cuoio calzature (419), l’abbigliamento ed il tessile (239), le attività alimentari (126); ben 681 le imprese operanti nel settore alloggio e ristorazione, 829 quelle operanti nei servizi alla persona; rappresentati anche segmenti più tipicamente maschili quali quelli dell’edilizia (260 imprese) e dei trasporti (93).

Confartigianato Imprese Macerata, la più grande organizzazione della categoria artigiana della provincia, annovera, fra gli oltre 6.000 suoi associati, più di 1.000 imprenditrici le quali, all’interno dell’Associazione, per meglio tutelare e veder rappresentate le proprie esigenze, si sono costituite nel gruppo “Donne Impresa”.  << Il ruolo della donna imprenditrice – afferma la presidentessa provinciale del gruppo Katia Fidani, titolare dello studio grafico K-Brush di Tolentino – è sempre più enfatizzato e riconosciuto ma ciò è più frequentemente sulla carta che nella pratica quotidiana: benché notevoli passi avanti siano, negli ultimi anni, effettivamente stati fatti per migliorare la condizione femminile, molto vi è ancora da fare soprattutto per ciò che concerne il lavoro, in particolare quello autonomo. Le scarse tutele sociali ancora oggi esistenti, le grandi difficoltà a conciliare gli impegni di madre, di moglie, di assistente per i familiari ammalati o anziani e di casalinga con il mondo del lavoro, sono tutt’oggi un disincentivo ad intraprendere un’attività in proprio. Ed è questo il fronte su cui le associazioni di rappresentanza debbono convergere. Le donne sul lavoro, come negli altri campi, non vogliono privilegi, quote o riserve di posti: chiedono solo “pari opportunità” >>.

                                                                                               UFFICIO     STAMPA

                                                                           CONFARTIGIANATO IMPRESE  MACERATA

 

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