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20 marzo 2012 - La news ha avuto 43 visite
Confartigianato Alimentazione: aggiornamenti sui decreti varati dal Governo in materia di liberalizzazioni e semplificazioni

Confartigianato Alimentazione: aggiornamenti sui decreti varati dal Governo in materia di liberalizzazioni e semplificazioni

 

In precedenza Confartigianato Alimentazione è intervenuta in merito alla predisposizione e presentazione di una serie di emendamenti all’art. 62 del DL 24 gennaio 1012 n. 1 che ricordiamo prevede una regolamentazione dei rapporti commerciali relativi alla fornitura di prodotti agricoli ed alimentari.

 

Prima di ricordare sinteticamente gli emendamenti presentati ci preme chiarire che, laddove si specifica che le imprese che vendono direttamente al consumatore finale sono esentate dall’applicazione della normativa, ciò vale per i contratti di vendita mentre resta l’obbligo della redazione per iscritto per i contratti di fornitura siglati dalle imprese in questione. Inoltre per consumatore finale deve intendersi il soggetto che praticamente acquista il prodotto per proprio consumo; per cui gli esercizi di somministrazione, i ristoranti, le mense o le collettività non possono essere  considerati  consumatori finali in quanto cedono a loro volta il prodotto. 

 

Gli emendamenti puntavano a:

 

–            prevedere la obbligatorietà della forma scritta del contratto solo per forniture il cui valore sia superiore ad € 20.000;

 

–          rendere coerente la disposizione sul termine legale di pagamento con i contenuti della direttiva 2011/7/UE sui ritardi di pagamento ovvero stabilire per tutti i prodotti il termine massimo dei 60 gg;

 

–            applicare la norma sul termine legale di pagamento alle sole micro e piccole imprese mentre per le altre imprese ( medie e grandi ) viene ammessa la facoltà di deroga espressamente concordata nel contratto sempre che ciò non risulti gravemente iniquo per il creditore;

 

–          stabilire la decorrenza del termine legale unicamente dalla data di ricevimento della fattura per consentire all’acquirente di verificare la corrispondenza/abbinamento tra il documento del fornitore e quanto rilevato in ricevimento;

 

–            attenuare i limite massimo della sanzione amministrativa pecuniaria prevista per la violazione dei termini di pagamento in quanto sproporzionata rispetto alla gravità della  violazione e tale da mettere addirittura in pericolo l’esistenza stessa dell’impresa sanzionata.

 

I relatori in Commissione industria del Senato hanno presentato una nuova stesura del testo dell’articolo 62, poi approvato,  che ha recepito soltanto l’emendamento relativo a stabilire quale termine legale per la decorrenza la data del ricevimento fattura fissando che i 30 gg. per i prodotti deperibili ed i 60 gg. per quelli non deperibili sono calcolati a partire  dall’ultimo giorno del mese in cui si riceve la fattura. Inoltre viene stabilito che le disposizioni dell’articolo hanno efficacia decorsi sette mesi dalla data di pubblicazione della legge di conversione del decreto e che le modalità applicative delle disposizioni dell’ articolo 62 saranno definite con decreto del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico da emanarsi entro tre mesi dalla data di pubblicazione della legge di conversione dello stesso decreto. 

 

Gli emendamenti sui vari articoli approvati in Commissione industria hanno costituito il maxi emendamento all’art. 1 della legge di conversione del decreto legge , sul quale il Governo ha posto la fiducia, che ha superato l’esame del Senato nella seduta del 1 Marzo ed è passato al vaglio attuale della Camera, nelle Commissioni riunite Attività Produttive e Finanze, ove il provvedimento è stato illustrato.

 

 

Vi informiamo che nel Decreto legge 5/2012 ” Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo”, all’art. 41 è prevista una regolamentazione sull’attività temporanea di somministrazione di alimenti e bevande in occasione di sagre, fiere, manifestazioni varie od eventi locali che consente l’avvio della stessa con la sola segnalazione certificata di inizio attività ( SCIA ), e quindi  priva di dichiarazioni asseverate ai sensi dell’articolo 19 della legge n. 241 del 1990 ed indipendentemente dal possesso dei requisiti a carattere morale e professionale, previsti dall’art. 71 del D. Lgs. 59/2010.

 

In merito a tale articolo è stato rilevato  che, pur condividendo lo spirito della norma, occorra una certa cautela nel prevedere una totale deroga ai requisiti previsti dalla normativa prima richiamata, particolarmente la non applicazione di alcune cause ostative all’esercizio dell’attività di vendita e di somministrazione, quali ad esempio le condanne per reati contro l’igiene e la sanità pubblica, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali. Pertanto si è ritenuto di predisporre un emendamento che quanto meno salvaguardasse l’obbligatorietà del possesso dei requisiti morali. Questo emendamento è stato approvato dalle Commissioni Riunite Affari Costituzionali e Attività Produttive della Camera.

 

Contestualmente si è tentato di inserire con appositi emendamenti la soluzione di alcune questioni rimaste aperte e che interessano la categoria.

 

Un primo emendamento mira a consentire alle imprese artigiane ed alle piccole imprese di produzione e trasformazione alimentare l’attività di vendita per il consumo immediato dei prodotti, purché in misura prevalente di propria produzione, utilizzando i locali, le attrezzature e gli arredi dell’azienda, comprese le eventuali superfici pertinenti aperte al pubblico, con esclusione del servizio assistito di somministrazione e ferma restando l’osservanza delle prescrizioni igienico-sanitarie.

 

Parimenti alle stesse imprese che svolgono l’attività in locali che per propria struttura non possono essere resi conformi ai requisiti previsti dalle norme vigenti in materia di somministrazione degli alimenti e delle bevande, è consentita l’attività di somministrazione assistita, purché avente ad oggetto alimentari prodotti prevalentemente dall’impresa stessa, utilizzando arredi ed attrezzature di dimensioni congrue all’ampiezza ed alla capacità ricettiva dei medesimi locali, comprese le eventuali superfici pertinenti aperte al pubblico e ferma restando l’osservanza delle prescrizioni igienico-sanitarie.

 

Un secondo emendamento propone la soppressione dell’obbligo della contabilità specifica UTF  eseguita sia su registri cartacei che informatici per le imprese alimentari che utilizzano alcool etilico per uso alimentare ad accisa assolta.

 

Per alcuni tipi di materie prime tra cui l’alcool etilico l’Erario esige il pagamento dell’accisa.

Pertanto gli stabilimenti che utilizzano questa materia prima ad accisa assolta pagano l’alcool al produttore (distilleria) o al grossista (deposito fiscale) comprensivo dell’accisa che lo stesso provvede a destinare all’Erario.

 

Non solo, ma i predetti stabilimenti sono obbligati alla tenuta di registri cartacei ed informatici di una complessità e farraginosità al limite del comprensibile in cui vengono richiesti tanti dati inutili e di borbonica memoria tali da mettere in forte difficoltà le aziende più piccole, penalizzate dalle incombenze burocratiche tra l’altro anche di totale inutilità.

 

In pratica non esiste alcun motivo valido per caricare le aziende di una tale mole di incombenze burocratiche per controllare una materia prima, quale l’alcool ad uso alimentare, che, con l’assolvimento dell’accisa dovuta, perde quella valenza di rigoroso controllo che aveva prima del pagamento del tributo.

 

Questi due emendamenti purtroppo sono stati rigettati in quanto ritenuti inammissibili per non recare disposizioni strettamente connesse o consequenziali a quelle contenute nel testo del decreto-legge.

 

Il decreto-legge n. 5 del 2012, nel testo elaborato dalle Commissioni Affari costituzionali e Attività produttive, che lo hanno esaminato congiuntamente è stato approvato dall’Assemblea della Camera nella seduta di giovedì 8 marzo. Dopo il voto finale, nella seduta dello scorso 13 marzo, il decreto passerà all’esame del Senato.

 

 

Per informazioni:

f.meriggi@macerata.confartigianato.it    

0733.366228

 

 

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