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27 febbraio 2012 - La news ha avuto 38 visite
Canone Radio TV - Richiesta alle imprese e alle associazioni di abbonamento speciale alla televisione - Ultimi aggiornamenti

Canone Radio TV – Richiesta alle imprese e alle associazioni di abbonamento speciale alla televisione – Ultimi aggiornamenti

 

Facciamo seguito alla nostra nota di qualche giorno fa per fornirvi ulteriori aggiornamenti in ordine alle richieste, da parte della RAI, di pagamento del Canone Speciale alle imprese.

 

Giovedì scorso, 23 febbraio, il Sottosegretario allo sviluppo economico Massimo Vari ha risposto alle interrogazioni parlamentari presentate da diversi Senatori a seguito della nostra presa di posizione pubblica sull’argomento. Nel testo del resoconto stenografico della risposta del Sottosegretario, si legge puntualmente che:

 

“il Ministero per lo sviluppo economico ha già fornito elementi esplicativi all’Agenzia delle entrate in merito alla definizione di apparecchi assoggettabili al pagamento del canone RAI, precisando che questo si applica al solo servizio di radiodiffusione e non alle altre forme di diffusione su portanti fisici diversi come i tablet, gli smartphone ed i personal computer, cioè gli strumenti suscettibili di per sé, in linea di principio, di connessione alla rete Internet e la RAI ha aderito al medesimo criterio di definizione.

Per quanto riguarda aziende e società, l’obbligo di indicare nella dichiarazione dei redditi il numero dell’abbonamento speciale alla radio e alla televisione e la categoria di appartenenza ricorre nella misura in cui sussiste il correlativo obbligo di pagare il canone speciale nei limiti sopra accennati. Il Governo accerterà le responsabilità nella diffusione di notizie che hanno ingiustificatamente allarmato l’opinione pubblica”.

 

Come può leggersi, pertanto, la posizione del Governo appare chiara ad escludere dal pagamento del Canone speciale qualsiasi apparecchiatura diversa da televisori e trasmettitori, limitando l’interpretazione della norma al solo ambito della radiodiffusione.

 

A seguito di questo chiarimento “ufficiale” di fonte governativa, pertanto, possiamo legittimamente indicare alle imprese che, qualora detengano nei propri locali elaboratori e apparecchi diversi da TV e radio trasmettitori, non sono tenute al pagamento del Canone nonostante siano pervenute le richieste da parte della RAI.

 

Riteniamo tuttavia auspicabile un chiarimento definitivo in via legislativa che preveda espressamente l’esonero delle imprese dal pagamento del Canone TV in tutti i casi di uso strumentalmente legato all’attività di impresa di tutti gli apparecchi atti o adattabili alla ricezione del segnale radio televisivo.

 

 

 

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