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22 febbraio 2012 - La news ha avuto 25 visite
Il Presidente Bellabarba: ora la Rai vorrebbe tassare anche i computer usati dagli imprenditori Confartigianato sollecita l'intervento chiarificatore del Legislatore, richiedendo l'esonero delle imprese dal pagamento del Canone TV in tutti i casi di uso legato all'attività di impresa di tutti gli apparecchi atti o adattabili alla ricezione del segnale radio televisivo

Il Presidente Bellabarba: ora la Rai vorrebbe tassare anche i computer usati dagli imprenditori Confartigianato sollecita l’intervento chiarificatore del Legislatore, richiedendo l’esonero delle imprese dal pagamento del Canone TV in tutti i casi di uso legato all’attività di impresa di tutti gli apparecchi atti o adattabili alla ricezione del segnale radio televisivo

1329911337_Lettera_canone_Rai.pdf 

Un altro assurdo balzello si sta abbattendo sulle imprese italiane. Questa volta è la Radiotelevisione italiana ad esigere il pagamento dell’abbonamento speciale per il possesso di apparecchi come computer e simili, normalmente non finalizzati alla ricezione di programmi televisivi. Insieme alla neve, infatti, nei giorni scorsi sono fioccate su milioni di imprenditori e  lavoratori autonomi anche le richieste della Rai (con tanto di bollettino allegato) di pagare il canone speciale dovuto in virtù di un Regio Decreto del 1938, il n. 246, che recita :”chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento”.

Sembra proprio quindi che la RAI stia cercando di imporre il tributo del canone sul possesso non solo di televisori ma anche di qualsiasi dispositivo atto o adattabile a ricevere il segnale tv, inclusi monitor per il Pc, videofonini, videoregistratori, Ipad, se non addirittura sistemi di videosorveglianza (alcuni di essi sono connessi ad internet via telefonino) . Come dire che basta avere un computer per essere costretti a pagare una somma che, a seconda della tipologia di impresa, va da un minimo di 200 euro fino a 6.000 euro l’anno. Un vero balzello ma di una certa consistenza visto che le quasi 5 milioni di aziende italiane dovranno sborsare almeno 1.000 milioni di euro. Nella nostra provincia l’onere totale per le imprese ammonterebbe a circa 8 milioni di euro (e di questi oltre 2 milioni di euro sarebbero a carico di piccole e medie imprese artigiane!). Chi non paga è soggetto a pesanti sanzioni e a controlli da parte degli organi di vigilanza.

<< Questa del canone speciale Rai – afferma il Presidente di Confartigianato Imprese Macerata Comm. Folco Bellabarba – è una richiesta che definire assurda è il minimo: nessuna persona di buon senso può pensare che le aziende acquistino PC o Iphone per vedere… Sanremo o una partita di calcio in live streaming! Forse è più probabile che gli imprenditori li acquistino perché considerano questi strumenti indispensabili al proprio lavoro!!

Verrebbero in questo modo ‘tassati’ non oggetti voluttuari ma strumenti di lavoro. Tutto ciò poi in un momento in cui il Governo sta investendo e spingendo proprio sull’informatizzazione anche al fine di semplificare i rapporti tra imprese e Pubblica Amministrazione. In una situazione di grande difficoltà per i nostri imprenditori qual è quella attuale, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un altro onere così pesante e, soprattutto, ingiustificato”.

Il canone va pagato e va combattuta l’evasione, ma basta con balzelli e stravaganze!

La nostra Confederazione nazionale, assieme alle altre associazioni facenti parte di Rete Imprese Italia, si è attivata presso Governo e Parlamento per porre rimedio a questa situazione.

 

Un primo importante effetto lo abbiamo già ottenuto: la RAI in un confronto sul tema presso il Ministero dello Sviluppo ha precisato che il mero possesso del computer e delle altre apparecchiature non comporta il pagamento del canone speciale, pagamento dovuto dalle imprese solo in caso di possesso di computer utilizzati come televisori.

 

Sicuramente un’inversione a U rispetto alla strada finora seguita dall’azienda di Stato (centinaia di migliaia di richieste di pagamento già trasmesse alle imprese), anche se la questione non è completamente chiarita. Pertanto rimane la richiesta dell’intervento di Governo e Parlamento per chiarire, al di là di ogni dubbio ed una volta per tutte, la normativa sul canone. La nostra Confederazione nazionale è infatti tornata a sollecitare l’intervento chiarificatore del Legislatore, richiedendo espressamente l’esonero delle imprese dal pagamento del Canone TV in tutti i casi di uso strumentalmente legato all’attività di impresa di tutti gli apparecchi atti o adattabili alla ricezione del segnale radio televisivo >>.

 

1329911337_Lettera_canone_Rai.pdf

 

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