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9 febbraio 2012 - La news ha avuto 73 visite
Il decreto "Salva Italia" e' legge - Guida alle disposizioni di carattere fiscale

È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 27.12.2011, n. 300 la L. 22.12.2011, n. 214, in vigore dal 28.12.2011, di conversione del D.L. 6.12.2011, n. 201, recante “Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici”. 
 
Ecco di seguito le principali norme contenute nel dispositivo.
 
 
F I S C A L E
 
A) DEDUZIONE FISCALE DEL COSTO DEL LAVORO
 
• A decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31.12.2012 è ammesso in deduzione, ai fini Irpef e Ires, un importo pari all’Irap relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato, al netto delle altre deduzioni spettanti [art. 11, cc. 1, lett. a), 1-bis, 4-bis, 4-bis.1 D. Lgs. 446/1997].
• Tale deduzione spetta ai soggetti che determinano la base imponibile Irap quale differenza tra componenti positivi e negativi del valore della produzione, ossia:
– le società di capitali e gli enti commerciali (art. 5 D. Lgs. 446/1997);
– le società di persone e le imprese individuali (art. 5-bis D. Lgs. 446/1997);
– gli esercenti arti e professioni, in forma individuale e associata (art. 8 D. Lgs. 446/1997);
– le banche, società finanziarie e le imprese di assicurazione (artt. 6 e 7 D. Lgs. 446/1997).
• La deduzione è effettuata in base all’art. 99 Tuir, ossia secondo il principio di cassa (imposta pagata).
• Per i lavoratori di sesso femminile e per i lavoratori di età inferiore a 35 anni assunti, anche prima del 2012, a tempo indeterminato, la deduzione base ai fini Irap è aumentata da € 4.600,00 a € 10.600,00 e da € 9.200,00 a € 15.200,00 per le aree svantaggiate. Tali disposizioni si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2011.
• A decorrere dal periodo di imposta in corso al 31.12.2012, l’importo ammesso in deduzione ai fini Irpef e Ires, pari al 10% dell’Irap, è forfetariamente riferito solo all’imposta dovuta sulla quota imponibile degli interessi passivi e oneri assimilati al netto degli interessi attivi e proventi assimilati (e non più anche alle spese per il personale dipendente e assimilato).
 
 
B) DETRAZIONE DELLE SPESE PER INTERVENTI DI RECUPERO DEL PATRIMONIO EDILIZIO (36%)
 
• Dal 1.01.2012 diventa strutturale la detrazione del 36% delle spese sostenute per il recupero edilizio, mediante l’inserimento dell’art. 16-bis nel Tuir. Dall’imposta lorda si detrae un importo pari al 36% delle spese documentate, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a € 48.000,00 per unità immobiliare, sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale  sono effettuati gli interventi:
– di manutenzione ordinaria, restauro, risanamento e ristrutturazione  effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale;
– di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento e ristrutturazione effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze;
– necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi (ancorché non rientranti nelle categorie precedenti, sempreché sia stato dichiarato lo stato di emergenza anche anteriormente alla data di entrata in vigore della presente disposizione);
– relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali anche a proprietà comune;
– finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi, alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia adatto a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap in situazione di gravità;
– relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi;
– relativi alla realizzazione di opere finalizzate alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico;
– relativi alla realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici (dal 1.01.2013), con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia. Tali opere possono essere realizzate anche in assenza di opere edilizie propriamente dette, acquisendo idonea documentazione attestante il conseguimento di risparmi energetici;
– relativi all’adozione di misure antisismiche, con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica, in particolare sulle parti strutturali, per la redazione della documentazione obbligatoria atta a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio, nonché per la realizzazione degli interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione;
– di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici.
• Tra le spese sostenute sono comprese quelle di progettazione e per prestazioni professionali connesse all’esecuzione delle opere edilizie e alla messa a norma degli edifici, ai sensi della legislazione vigente in materia.
• Nel caso in cui gli interventi realizzati in ciascun anno consistano nella mera prosecuzione di interventi iniziati in anni precedenti, ai fini del computo del limite massimo delle spese ammesse a fruire della detrazione si tiene conto anche delle spese sostenute negli stessi anni.
• Se gli interventi sono realizzati su unità immobiliari residenziali adibite promiscuamente all’esercizio dell’arte o della professione, ovvero all’esercizio dell’attività commerciale, la detrazione spettante è ridotta al 50%.
• La detrazione è cumulabile con le agevolazioni già previste sugli immobili oggetto di vincolo ai sensi del D. Lgs. 42/2004 (immobili di interesse storico-artistico), ridotte nella misura del 50%.
• La detrazione è ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi (è eliminata la possibilità di rateazione abbreviata per i soggetti oltre 75 anni).
• In caso di vendita dell’unità immobiliare sulla quale sono stati realizzati gli interventi la detrazione non utilizzata, in tutto o in parte, è trasferita per i rimanenti periodi di imposta, salvo diverso accordo delle parti, all’acquirente persona fisica dell’unità immobiliare. In caso di decesso dell’avente diritto, la fruizione del beneficio fiscale si trasmette, per intero, esclusivamente all’erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene.
• Rimangono invariati gli adempimenti previsti dal D.M. 41/1998 per la fruizione dell’agevolazione.
 

C) DETRAZIONE 36% PER INTERVENTI ESEGUITI DA IMPRESE DI COSTRUZIONE

 
• Diventa strutturale anche la detrazione 36% che spetta nel caso di interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia di cui all’art. 3, c. 1, lett. c) e d) Dpr 380/2001, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano, entro 6 mesi dalla data di termine dei lavori, alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile.
• La detrazione spetta al successivo acquirente o assegnatario delle singole unità immobiliari, in ragione di un’aliquota del 36% del valore degli interventi eseguiti, che si assume in misura pari al 25% del prezzo dell’unità immobiliare risultante nell’atto pubblico di compravendita o di assegnazione e, comunque, entro l’importo massimo di € 48.000,00.
• È prorogata fino al 31.12.2012 la detrazione del 55% delle spese sostenute per la riqualificazione energetica degli edifici.
• La detrazione si applica anche alle spese per interventi di sostituzione di scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria, con decorrenza 1.01.2012.
• Dal 1.01.2013 le spese per il risparmio energetico potranno beneficiare della detrazione del 36%. La detrazione, pertanto, da tale data non potrà più essere fruita dai soggetti Ires.
 
D) ISEE PER AGEVOLAZIONI FISCALI E BENEFICI ASSISTENZIALI
                         
• Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da emanare entro il 31.05.2012, sono rivisti le modalità di determinazione e i campi di applicazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE).
• Con il medesimo decreto saranno individuate le agevolazioni fiscali e tariffarie, nonché le provvidenze di natura assistenziale che, dal 1.01.2013, non possono essere più riconosciute ai soggetti in possesso di un ISEE superiore alla soglia individuata con il decreto stesso.
 
E) REGIME PREMIALE PER PROFESSIONISTI, IMPRESE INDIVIDUALI E SOCIETÀ DI PERSONE
 
• Al fine di promuovere la trasparenza e l’emersione di base imponibile, a decorrere dal 1.01.2013, ai soggetti che svolgono attività artistica o professionale ovvero attività di impresa in forma individuale o con le forme associative di cui all’art. 5 Tuir (società di persone ed equiparate), sono riconosciuti i seguenti benefici:
– semplificazione degli adempimenti amministrativi;
– assistenza negli adempimenti amministrativi da parte dell’Amministrazione finanziaria;
– accelerazione del rimborso o della compensazione dei crediti Iva;
– per i contribuenti non soggetti agli studi di settore, esclusione dagli accertamenti basati sulle presunzioni semplici;
– riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento; (la disposizione non si applica in caso di violazione che comporta obbligo di denuncia ai sensi dell’art. 331 c.p.p. per uno dei reati previsti dal D. Lgs. 74/2000).
• I benefici sono riconosciuti a condizione che il contribuente:
a) provveda all’invio telematico all’Amministrazione finanziaria dei corrispettivi, delle fatture emesse e ricevute e delle risultanze degli acquisti e delle cessioni non soggetti a fattura;
b) istituisca un conto corrente dedicato ai movimenti finanziari relativi all’attività artistica, professionale o di impresa esercitata.
• Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate sono individuati i benefici con particolare riferimento agli obblighi concernenti l’Iva e gli adempimenti dei sostituti d’imposta. Il provvedimento potrà prevedere, con le relative decorrenze:
– predisposizione automatica, da parte dell’Agenzia delle Entrate, delle liquidazioni periodiche Iva, dei modelli di versamento e della dichiarazione Iva, eventualmente previo invio telematico da parte del contribuente di ulteriori informazioni necessarie;
– predisposizione automatica, da parte dell’Agenzia delle Entrate, del modello 770 Semplificato, del modello CUD e dei modelli di versamento periodico delle ritenute, nonché gestione degli esiti dell’assistenza fiscale, eventualmente previo invio telematico da parte del sostituto o del contribuente delle ulteriori informazioni necessarie;
– soppressione dell’obbligo di certificazione dei corrispettivi mediante scontrino o ricevuta fiscale;
– anticipazione del termine di compensazione del credito Iva, abolizione del visto di conformità per compensazioni superiori a € 15.000,00 ed esonero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi Iva.
• Il contribuente può adempiere agli obblighi previsti per il riconoscimento delle agevolazioni o direttamente o per il tramite di un intermediario abilitato.
• I soggetti che non adempiono agli obblighi previsti per il riconoscimento delle agevolazioni, nonché a quelli di cui al D. Lgs. 231/2007 (antiriciclaggio), perdono il diritto di avvalersi dei benefici previsti e sono soggetti all’applicazione di una sanzione amministrativa da € 1.500,00 a € 4.000,00.
• I soggetti che adempiono all’obbligo di invio telematico all’Amministrazione finanziaria con un ritardo non superiore a 90 giorni non decadono dai benefici medesimi, ferma restando l’applicazione della sanzione, per la quale è possibile avvalersi dell’istituto del ravvedimento operoso.
• Ai soggetti che non sono in regime di contabilità ordinaria, e che rispettano le condizioni previste alle precedenti lettere a) e b), sono riconosciuti, altresì, i seguenti benefici:
– determinazione del reddito Irpef secondo il criterio di cassa e predisposizione in forma automatica, da parte dell’Agenzia delle Entrate, delle dichiarazioni Irpef ed Irap;
– esonero dalla tenuta delle scritture contabili rilevanti ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap e dalla tenuta del registro dei beni ammortizzabili;
– esonero dalle liquidazioni, dai versamenti periodici e dal versamento dell’acconto ai fini Iva.
• Con uno o più provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, da emanare entro 180 giorni dal 6.12.2011, sono dettate le relative disposizioni di attuazione.
• Le disposizioni operano previa opzione da esercitare nella dichiarazione dei redditi presentata nel periodo d’imposta precedente a quello di applicazione delle medesime.
 

F) STUDI DI SETTORE

 
• Nei confronti dei contribuenti soggetti agli studi di settore, che dichiarano, anche per effetto dell’adeguamento, ricavi o compensi pari o superiori a quelli risultanti dell’applicazione degli studi medesimi:
– sono preclusi gli accertamenti basati sulle presunzioni semplici;
– sono ridotti di un anno i termini di decadenza per l’attività di accertamento (la disposizione non si applica in caso di violazione che comporta obbligo di denuncia ai sensi dell’art. 331 c.p.p. per uno dei reati previsti dal D. Lgs. 74/2000);
– la determinazione sintetica del reddito complessivo è ammessa a condizione che il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno 1/3 quello dichiarato.
• La disposizione si applica a condizione che:
– il contribuente abbia regolarmente assolto gli obblighi di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, indicando fedelmente tutti i dati previsti;
– sulla base dei dati comunicati, la posizione del contribuente risulti coerente con gli specifici indicatori previsti dai decreti di approvazione dello studio di settore o degli studi di settore applicabili.
• Con riguardo ai contribuenti soggetti agli studi di settore, per i quali non si rende applicabile la disposizione precedente (in quanto non soddisfatte le condizioni richieste), l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza destinano parte della capacità operativa alla effettuazione di specifici piani di controllo, articolati su tutto il territorio, in modo proporzionato alla numerosità dei contribuenti interessati e basati su specifiche analisi del rischio di evasione che tengano anche conto delle informazioni presenti nella apposita sezione dell’anagrafe tributaria.
• Nei confronti dei contribuenti che dichiarano ricavi o compensi inferiori a quelli risultanti dall’applicazione degli studi di settore e per i quali non risulti la congruità, i controlli sono svolti prioritariamente con l’utilizzo dei poteri istruttori di cui all’art. 32, c. 1, nn. 6-bis e 7 Dpr 600/1973, e all’art. 51, c. 2, nn. 6-bis e 7 Dpr 633/1972 (accertamento bancario).
• Le disposizioni si applicano con riferimento alle dichiarazioni relative all’annualità 2011 ed a quelle successive.
• Per le attività di accertamento effettuate in relazione alle annualità antecedenti il 2011 continua ad applicarsi quanto previsto dal previgente art. 10, c. 4-bis e dall’art. 10-ter L. 146/1998, ora abrogati. Tali disposizioni prevedevano l’inapplicabilità delle rettifiche sulla base di presunzioni semplici e limiti agli accertamenti in caso di adesione agli inviti a comparire se le attività non dichiarate erano inferiori al 40% dei ricavi.
 
G) LIMITE DI € 1.000 ALL’UTILIZZO DEL CONTANTE
                         
Dal 6.12.2011 le limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore (art. 49, cc. 1, 5, 8, 12 e 13, D. Lgs. 231/2007), sono applicate all’importo di € 1.000,00: l’adeguamento dei libretti al portatore alla nuova soglia potrà essere effettuato entro il 31.03.2012.
• Non costituisce infrazione la violazione delle disposizioni commessa nel periodo dal 6.12.2011 al 31.01.2012 e riferita alle limitazioni di importo introdotte dalla nuova disposizione.
• Per le violazioni che riguardano libretti al portatore con saldo inferiore a 3.000,00 euro la sanzione è pari al saldo del libretto stesso.
 
H) ISTITUZIONE DELL’IMU (IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA)  –  BASE IMPONIBILE  – ALIQUOTA E DETRAZIONI
 
• L’istituzione dell’IMU è anticipata, in via sperimentale, a decorrere dall’anno 2012, ed è applicata in tutti i Comuni del territorio nazionale fino al 2014. Conseguentemente, l’applicazione a regime dell’Imu è fissata al 2015.
• L’Imu ha per presupposto il possesso di immobili, ivi comprese l’abitazione principale e le pertinenze della stessa.
• Per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel Catasto Edilizio Urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente.
• Per pertinenze dell’abitazione principale si intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in Catasto unitamente all’unità ad uso abitativo
 • La base imponibile dell’Imu è costituita dal valore dell’immobile determinato ai fini Ici  e secondo le nuove disposizioni.
• Per i fabbricati iscritti in Catasto, il valore è costituito da quello ottenuto applicando i seguenti moltiplicatori all’ammontare delle rendite risultanti in catasto, vigenti al 1.01 dell’anno di imposizione, rivalutate del 5%:
– 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10;
– 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;
– 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale A/10;
– 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale D/5;
– 60 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5 (tale moltiplicatore è elevato a 65 a decorrere dal 1.01.2013);
– 55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.
• Per i terreni agricoli, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1.01 dell’anno di imposizione, rivalutato del 25%, un moltiplicatore pari a 130. Per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola il moltiplicatore è pari a 110.
• L’aliquota di base dell’imposta è pari allo 0,76%. I Comuni possono modificare, in aumento o in diminuzione, l’aliquota di base sino a 0,3 punti percentuali.
• L’aliquota è ridotta allo 0,4% per l’abitazione principale e per le relative pertinenze. I Comuni possono modificare, in aumento o in diminuzione, la suddetta aliquota sino a 0,2 punti percentuali.
• L’aliquota è ridotta allo 0,2% per i fabbricati rurali ad uso strumentale. I Comuni possono ridurre la suddetta aliquota fino allo 0,1%.
• I Comuni possono ridurre l’aliquota di base fino allo 0,4% nel caso di immobili non produttivi di reddito fondiario, ovvero nel caso di immobili posseduti dai soggetti passivi dell’Ires, ovvero nel caso di immobili locati.
• Dall’imposta dovuta per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo e per le relative pertinenze, si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, € 200,00 rapportati al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione; se l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica.
• Per gli anni 2012 e 2013 la detrazione è maggiorata di € 50,00 per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni, purché dimorante abitualmente e residente anagraficamente nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale. L’importo complessivo della maggiorazione, al netto della detrazione di base, non può superare l’importo massimo di € 400,00.
• I Comuni possono disporre l’elevazione dell’importo della detrazione, fino a concorrenza dell’imposta dovuta, nel rispetto dell’equilibrio di bilancio. In tal caso il Comune che ha adottato detta deliberazione non può stabilire un’aliquota superiore a quella ordinaria per le unità immobiliari tenute a disposizione.
• È riservata allo Stato la quota di imposta pari alla metà dell’importo calcolato applicando alla base imponibile di tutti gli immobili, ad eccezione dell’abitazione principale e delle relative pertinenze, nonché dei fabbricati rurali ad uso strumentale, l’aliquota di base. La quota di imposta risultante è versata allo Stato contestualmente all’imposta municipale propria.
 
I) AUMENTO ALQUOTE IVA
                         
• A decorrere dal 1.10.2012 e fino al 31.12.2012 le aliquote Iva del 10% e del 21% sono aumentate di 2 punti percentuali (12% e 23%).
• In assenza, entro il 30.09.2012, di una riforma fiscale assistenziale:
– a decorrere dal 1.01.2013 continua ad applicarsi il predetto aumento.
– a decorrere dal 1.01.2014 le predette aliquote sono ulteriormente incrementate di 0,5 punti percentuali (12,50% e 23,50%).
 
L) IMPOSTA DI BOLLO SU CONTI CORRENTI E STRUMENTI FINANZIARI
 
• A decorrere dal 1.01.2012, per gli estratti conto, inviati dalle banche ai clienti, nonché estratti di conto corrente postale e rendiconti dei libretti di risparmio, anche postali, per ogni esemplare con periodicità annuale, si applica l’imposta di bollo pari a:
– € 34,20 se il cliente è persona fisica (sempreché il valore medio di giacenza annuo sia complessivamente superiore a € 5.000,00);
– € 100,00 se il cliente è soggetto diverso da persona fisica.
• Le comunicazioni alla clientela relative a titoli, strumenti e prodotti finanziari, anche non soggetti a obbligo di deposito (esclusi i fondi pensione e i fondi sanitari), sono soggette per ogni esemplare all’imposta (calcolata sul complessivo valore di mercato o, in mancanza, sul valore nominale o di rimborso) pari a:
– 1 per mille annuo per il 2012;
– 1,5 per mille annuo a decorrere dal 2013.
• L’imposta è dovuta nella misura minima di € 34,20 e, limitatamente all’anno 2012, nella misura massima di € 1.200,00. Sono comunque esenti i buoni postali fruttiferi di valore di rimborso complessivamente non superiore a € 5.000,00.
• L’estratto conto, il rendiconto e la comunicazione relativa agli strumenti e ai prodotti finanziari si considerano in ogni caso inviati almeno una volta nel corso dell’anno, anche quando non sussiste un obbligo di invio o di redazione. Se gli estratti conto o le comunicazioni sono inviati periodicamente nel corso dell’anno, l’imposta di bollo dovuta è rapportata al periodo rendicontato.
 
M) ADDIZIONALE REGIONALE ALL’IRPEF
 
• Ciascuna Regione a Statuto ordinario può, con propria legge, aumentare o diminuire l’aliquota dell’addizionale regionale all’Irpef di base.
• La predetta aliquota di base è aumentata dallo 0,90% a 1,23%, a decorrere dall’anno di imposta 2011, sino alla rideterminazione regionale.
• L’aliquota di base si applica anche alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e Bolzano.
 
N) FALSE AUTODICHIARAZIONI E SANZIONE PENA
 
• Chiunque, a seguito delle richieste effettuate dagli uffici o dalla Guardia di Finanza, esibisce o trasmette atti o documenti falsi in tutto o in parte, ovvero fornisce dati e notizie non rispondenti al vero, è sanzionato penalmente (art. 76 Dpr 445/2000).
• La disposizione si applica solo se a seguito delle richieste si configurano le fattispecie di reato tributario.
 
 LAVORO E PREVIDENZA 
 
A)  PENSIONE CALCOLATA IN BASE AL SISTEMA CONTRIBUTIVO
 
• A decorrere dal 1.01.2012, con riferimento alle anzianità contributive maturate a decorrere da tale data, la quota di pensione corrispondente a tali anzianità è calcolata secondo il sistema contributivo.
• Il lavoratore che maturi, entro il 31.12.2011, i requisiti di età e di anzianità contributiva, previsti dalla normativa vigente, ai fini del diritto all’accesso e alla decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità, consegue il diritto alla prestazione pensionistica secondo tale normativa e può chiedere all’ente di appartenenza la certificazione di tale diritto.
• A decorrere dal 1.01.2012 e con riferimento ai soggetti che, nei regimi misto e contributivo, maturano i requisiti a partire dalla medesima data, le pensioni di vecchiaia, di vecchiaia anticipata e di anzianità sono sostituite, dalle seguenti prestazioni:
– pensione di vecchiaia;
– pensione anticipata.
                         
B)  PROSEGUIMENTO ATTIVITÀ LAVORATIVA FINO A 70 ANNI
 
• Il proseguimento dell’attività lavorativa è incentivato, fermi restando i limiti ordinamentali dei rispettivi settori di appartenenza, dall’operare dei coefficienti di trasformazione calcolati fino all’età di 70 anni, fatti salvi gli adeguamenti alla speranza di vita.
• Nei confronti dei lavoratori dipendenti, l’efficacia delle disposizioni di cui all’art. 18 L. 300/1970 in materia di operatività della reintegrazione o tutela reale nel caso di licenziamento, opera fino al conseguimento del limite massimo di flessibilità (70 anni più eventuali adeguamenti).
 
C) REQUISITI PER PENSIONE DI VECCHIAIA
 
• A decorrere dal 1.01.2012 i requisiti anagrafici per l’accesso alla pensione di vecchiaia sono ridefiniti nei termini di seguito indicati.
– 62 anni per le lavoratrici dipendenti la cui pensione è liquidata a carico dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) e delle forme sostitutive della medesima. Tale requisito anagrafico è fissato a:
§ 63 anni e 6 mesi a decorrere dal 1.01.2014;
§ 65 anni a decorrere dal 1.01.2016;
§ 66 anni a decorrere dal 1.01.2018;
§ resta in ogni caso ferma la disciplina di adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita.
– 63 anni e 6 mesi per le lavoratrici autonome la cui pensione è liquidata a carico dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO), nonché della Gestione Separata. Tale requisito anagrafico è fissato a:
§ 64 anni e 6 mesi a decorrere dal 1.01.2014;
§ 65 anni e 6 mesi a decorrere dal 1.01.2016;
§ 66 anni a decorrere dal 1.01.2018;
§ resta in ogni caso ferma la disciplina di adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita.
• Per i lavoratori dipendenti e per le lavoratrici dipendenti di cui all’art. 22-ter, c. 1 D.L. 78/2009, la cui pensione è liquidata a carico dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima, il requisito anagrafico di 65 anni per l’accesso alla pensione di vecchiaia nel sistema misto e il requisito anagrafico di 65 anni di cui all’art. 1, c. 6, lett. b), L. 243/2004, è determinato in 66 anni.
• Per i lavoratori autonomi la cui pensione è liquidata a carico dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO), nonché della Gestione Separata, il requisito anagrafico di 65 anni per l’accesso alla pensione di vecchiaia nel sistema misto e il requisito anagrafico di 65 anni di cui all’art. 1, c. 6, lett. b) L. 243/2004 è determinato in 66 anni.
 
D) ANZIANITÀ CONTRIBUTIVA MINIMA PER PENSIONE DI VECCHIAIA
 
• Il diritto alla pensione di vecchiaia è conseguito, in presenza di un’anzianità contributiva minima pari a 20 anni, a condizione che l’importo della pensione risulti essere non inferiore (per i lavoratori con riferimento ai quali il primo accredito contributivo decorre successivamente al 1.01.1996), a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale, annualmente rivalutato. Si prescinde dal predetto requisito di importo minimo se in possesso di un’età anagrafica pari a 70 anni, ferma restando un’anzianità contributiva minima effettiva di 5 anni.
 
E) REQUISITI PER ASSEGNI SOCIALI
                         
• A decorrere dal 1.01.2018 il requisito anagrafico per il conseguimento dell’assegno sociale, la pensione sociale ai sordomuti e ai mutilati e invalidi civili è incrementato di un anno. Il requisito passa così da 65 a 66 anni.
 
F) REQUISITI ANAGRAFICI PER ACCESSO A PENSIONE DI VECCHIAIA
 
• Per i lavoratori e le lavoratrici la cui pensione è liquidata a carico dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) e delle forme esclusive e sostitutive della medesima, nonché della Gestione Separata, i requisiti anagrafici per l’accesso alla pensione di vecchiaia devono essere tali da garantire un’età minima di accesso al trattamento pensionistico non inferiore a 67 anni per i soggetti, in possesso dei predetti requisiti, che maturano il diritto alla prima decorrenza utile del pensionamento dall’anno 2021.
• Qualora, per effetto degli adeguamenti dei predetti requisiti agli incrementi della speranza di vita, la predetta età minima di accesso non fosse assicurata, sono ulteriormente incrementati gli stessi requisiti, al fine di garantire, per i soggetti, in possesso dei predetti requisiti, che maturano il diritto alla prima decorrenza utile del pensionamento dall’anno 2021, un’età minima di accesso al trattamento pensionistico comunque non inferiore a 67 anni.
• Resta ferma la disciplina di adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita.
 
G) PENSIONE ANTICIPATA
                         
• A decorrere dal 1.01.2012 e con riferimento ai soggetti la cui pensione è liquidata a carico dell’AGO e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché della Gestione Separata, che maturano i requisiti a partire dalla medesima data, l’accesso alla pensione anticipata a età inferiori ai requisiti anagrafici previsti è consentito esclusivamente se risulta maturata un’anzianità contributiva di 42 anni e un mese per gli uomini e 41 anni e un mese per le donne, con riferimento ai soggetti che maturano i requisiti nell’anno 2012.
• Tali requisiti contributivi sono aumentati di un ulteriore mese per l’anno 2013 e di un ulteriore mese a decorrere dall’anno 2014.
• Sulla quota di trattamento relativa alle anzianità contributive maturate antecedentemente il 1.01.2012 è applicata una riduzione percentuale pari a un punto percentuale per ogni anno di anticipo nell’accesso al pensionamento rispetto all’età di 62 anni; tale percentuale annua è elevata a 2 punti percentuali per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a 2 anni. Nel caso in cui l’età al pensionamento non sia intera la riduzione percentuale è proporzionale al numero di mesi.
• I requisiti sono soggetti a revisione in funzione dell’incremento della speranza di vita. 
                         
H) PENSIONE ANTICIPATA CON CALCOLO CONTRIBUTIVO
 
• Per i lavoratori con riferimento ai quali il primo accredito contributivo decorre successivamente al 1.01.1996 il diritto alla pensione anticipata, previa risoluzione del rapporto di lavoro, può essere conseguito, altresì, al compimento del requisito anagrafico di 63 anni, a condizione che risultino versati e accreditati in favore dell’assicurato almeno 20 anni di contribuzione effettiva e che l’ammontare mensile della 1ª rata di pensione risulti essere non inferiore ad un importo soglia mensile, annualmente rivalutato, pari per l’anno 2012 a 2,8 volte l’importo mensile dell’assegno sociale.
• I requisiti sono soggetti a revisione in funzione dell’incremento della speranza di vita.
 
I)  ACCESSO ALLA PENSIONE IN BASE ALLE DISPOSIZIONI PREVIGENTI
 
• Le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima del 6.12.2011 (data di entrata in vigore del D.L. 201/2011) continuano ad applicarsi a:
– soggetti che maturano i requisiti entro il 31.12.2011;
– lavoratrici che hanno optato per il sistema contributivo (art. 1, c. 9 L.243/2004);
– nei limiti delle risorse stabilite, ancorché maturino i requisiti per l’accesso al pensionamento successivamente al 31.12.2011:
§ ai lavoratori collocati in mobilità (artt. 4 e 24 L. 223/1991), sulla base di accordi sindacali stipulati anteriormente al 4.12.2011 e che maturano i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità;
§ ai lavoratori collocati in mobilità lunga (art. 7, cc. 6 e 7 L. 223/1991), per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 4.12.2011;
§ ai lavoratori che, alla data del 4.12.2011, sono titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore, nonché ai lavoratori per i quali sia stato previsto, da accordi collettivi stipulati entro la medesima data, il diritto di accesso ai predetti Fondi di solidarietà; in tale secondo caso, gli interessati restano tuttavia a carico dei Fondi medesimi fino al compimento di almeno 59 anni di età, ancorché maturino prima del compimento della predetta età i requisiti per l’accesso al pensionamento previsti prima del 6.12.2011 (data di entrata in vigore del D.L. 201/2011);
§ ai lavoratori che, antecedentemente alla data del 4.12.2011, siano stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione;
§ ai lavoratori che alla data del 4.12.2011 hanno in corso l’istituto dell’esonero dal servizio di cui all’art. 72, c. 1 D.L. 112/2008 (l’istituto dell’esonero si considera, comunque, in corso qualora il provvedimento di concessione sia stato emanato prima del 4.12.2011).
 
 
L) ADEGUAMENTO GRADUALE ALLE NUOVE DISPOSIZIONI
 
• In via eccezionale, per i lavoratori dipendenti del settore privato le cui pensioni sono liquidate a carico dell’Assicurazione Generale Obbligatoria e delle forme sostitutive della medesima:
– i lavoratori che abbiano maturato un’anzianità contributiva di almeno 35 anni entro il 31.12.2012 i quali avrebbero maturato, prima del 6.12.2011, i requisiti per il trattamento pensionistico entro il 31.12.2012, possono conseguire il trattamento della pensione anticipata al compimento di un’età anagrafica non inferiore a 64 anni;
– le lavoratrici possono conseguire il trattamento di vecchiaia con un’età anagrafica non inferiore a 64 anni qualora maturino, entro il 31.12.2012, un’anzianità contributiva di almeno 20 anni e alla medesima data conseguano un’età anagrafica di almeno 60 anni di età.
 
M) COEFFICIENTE DI AGGIORNAMENTO
 
• Il sistema di aggiornamento triennale del coefficiente di trasformazione in rendita è esteso anche alle età corrispondenti a valori fino a 70 anni. Gli aggiornamenti dei coefficienti di trasformazione in rendita, successivi a quello decorrente dal 1.01.2019, sono effettuati con periodicità biennale.
 
N) ADDETTI A LAVORAZIONI FATICOSE E PESANTI
 
• Le modifiche intervenute sui requisiti pensionistici riguardano anche gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti.
• Per i lavoratori che prestano le attività di lavoro notturno a turni per un numero di giorni lavorativi annui inferiori a 78 e che maturano i requisiti per l’accesso anticipato dal 1.01.2012, il requisito anagrafico e il valore somma delle quote:
– sono incrementati, rispettivamente, di 2 anni e di 2 unità per coloro che svolgono le predette attività per un numero di giorni lavorativi all’anno da 64 a 71;
– sono incrementati, rispettivamente, di un anno e di una unità per coloro che svolgono le predette attività lavorative per un numero di giorni lavorativi all’anno da 72 a 77.
• Per tali lavoratori continuano ad applicarsi le disposizioni sulle finestre mobili.
 
O) AUMENTO DELLE ALIQUOTE CONTRIBUTIVE
 
• Con effetto dal 1.01.2012 le aliquote contributive pensionistiche di finanziamento e di computo delle gestioni pensionistiche dei lavoratori artigiani e commercianti iscritti alle gestioni autonome dell’Inps sono incrementate di 1,3 punti percentuali dall’anno 2012 e, successivamente, di 0,45 punti percentuali ogni anno fino a raggiungere il livello del 24%.
                         
P) BLOCCO DELLA RIVALUTAZIONE AUTOMATICA DELLE PENSIONI
 
• La rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, è riconosciuta per gli anni 2012 e 2013 esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a 3 volte il trattamento minimo Inps, nella misura del 100%.
• Per le pensioni di importo superiore a 3 volte il trattamento minimo Inps e inferiore a tale limite, incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante, l’aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato.
 
  
 
 
In allegato uno schema delle principali norme di carattere fiscale.
 
Per informazioni:
a.silvestroni@macerata.confartigianato.it
0733.366408

 

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