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27 gennaio 2012 - La news ha avuto 31 visite
Artigianato: negativo ( - 3%) il tasso di crescita per le imprese del maceratese nell’anno 2011.Nel IV° trimestre è comunque di Macerata il miglior risultato a livello regionale ( + 1,10%)

Artigianato: negativo ( – 3%) il tasso di crescita per le imprese del maceratese nell’anno 2011.Nel IV° trimestre è comunque di Macerata il miglior risultato a livello regionale ( + 1,10%)

 

Confartigianato Imprese Macerata ha, in dettaglio, rielaborato ed analizzato le rilevazioni di Movimprese/Unioncamere relative alla nati/mortalità regionale e provinciale del comparto artigiano con riferimento al IV° trimestre 2011 ed all’intero anno 2011.

Nelle Marche le imprese artigiane attive al 31 dicembre 2011 risultano essere 50.325 : nel IV° trimestre 2011 si è avuto un modesto saldo attivo pari a + 40 imprese (tasso di crescita + 0,08%). Tale cifra è la risultante dei “saldi” relativi rispettivamente alla provincia di Ancona (- 14)), di Ascoli Piceno (- 26), di Fermo (- 16), di Pesaro (- 29) e di Macerata, unico positivo (+ 125).

Se prendiamo a riferimento l’intero 2011 il saldo regionale è negativo e si attesta a  – 501 ( perdita dell’1%); tutti negativi i dati provinciali: Ancona (- 76), Pesaro (- 20), Fermo (- 22), Ascoli Piceno (- 48), e Macerata (- 339, pari ad una contrazione del 3,00%).

In particolare:

in provincia di Macerata, nel IV° trimestre, si sono avute 297 nuove iscrizioni e 172 cessazioni (totale imprese artigiane attive 11.327), con un saldo positivo, come detto, pari a + 125 imprese (incremento dell’1,10%). In dettaglio, tutti i comparti più significativi mostrano deboli segni di ripresa eccetto quello del mobile e legno che registra la perdita di un’azienda: il settore del tessile e quello dell’abbigliamento registra un + 2, quello del cuoio/pelli/calzature +19, quello dei trasporti +1, quello degli autoriparatori +1, quello dell’edilizia +46.

Preso a riferimento l’intero anno 2011 si registra, nella nostra provincia, un saldo negativo (pari a – 339 imprese), frutto di 672 nuove iscrizioni e ben 1.011 cessazioni. Tra i settori più significativi particolarmente colpiti i servizi alla persona con – 8 aziende (- 0,78% la contrazione del comparto), i trasporti con – 16 imprese (- 2,54%), l’autoriparazione con – 19 aziende (- 3,30%), il legno/mobili con – 21 imprese (- 4,75%), il comparto cuoio/pelli/calzature con – 56 aziende (- 5,20%), l’edilizia con – 96 imprese (- 2,20%) e soprattutto l’abbigliamento che, per la perdita di ben 31 imprese, vede una contrazione del comparto, rappresentato attualmente da 233 aziende, assai elevata (- 12%).

<< Questi dati – dichiara il Presidente Provinciale della Confartigianato di Macerata Comm. Folco Bellabarba – confermano purtroppo che le difficoltà che stanno attraversando le nostre imprese artigiane sono ancora tante e complesse. Sebbene le piccole imprese siano state quelle che hanno reagito meglio alla crisi, soprattutto in termini di tenuta occupazionale, era inevitabile che avrebbero pagato il conto, sotto forma di contrazione delle commesse e di crediti non soddisfatti, anche delle criticità sofferte dalle grandi imprese. Le nostre imprese – continua Bellabarba – hanno bisogno di concrete certezze, soprattutto sul fronte della pressione fiscale, della riduzione del costo del lavoro, del miglioramento delle condizioni di accesso al credito. Abbiamo fiducia nel complesso lavoro di risanamento intrapreso dal governo Monti: non condividiamo certamente tutto quanto da esso fatto o annunciato ma è indubbio che il momento è drammatico e la medicina è purtroppo amara: l’importante è che lo sia per tutti, senza privilegi e senza mantenimento di anacronistiche ed inique rendite di posizione. Il decreto sulle liberalizzazioni rappresenta un primo, concreto segnale d’inversione atto a liberare cittadini ed imprese da mercati protetti e da rendite di posizione: ci aspettiamo ora ancora maggiore coraggio su fronti decisivi per abbassare gli oneri a carico delle imprese e dei cittadini quali ad esempio quelli del mercato delle assicurazioni, dei servizi bancari e dei servizi pubblici locali. Attendiamo poi l’approvazione delle annunciate norme sulle semplificazioni e, soprattutto, chiediamo che si concretizzino al più presto gli annunciati interventi su un problema drammatico per le piccole imprese: il ritardo dei pagamenti della P.A. che costa ogni anno agli imprenditori artigiani 3,6 miliardi di maggiori oneri e li costringe ad attendere addirittura fino a 793 giorni prima di essere pagati >>.

 

                                        UFFICIO  STAMPA CONFARTIGIANATO  IMPRESE  MACERATA

 

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