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13 dicembre 2011 - La news ha avuto 39 visite
Lavoro - Apprendistato: cosa cambia con il nuovo Testo Unico

Lavoro – Apprendistato: cosa cambia con il nuovo Testo Unico

 

Il 25 ottobre 2011 è entrato in vigore il nuovo testo unico per l’apprendistato. La nuova legge prevede comunque un periodo transitorio di sei mesi e pertanto gli effetti si produrranno a partire dal 25 aprile 2012.

Nel frattempo però gli attori chiamati in causa dal dettato normativo ossia le Regioni e le Parti Sociali dovranno intervenire ognuno per la propria parte a disciplinare le questioni loro affidate.

 

Vediamo in sintesi cosa prevedono i sette articoli di cui è composto il Testo Unico.

1)       Il contratto di apprendistato è un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato fatta eccezione per le attività “stagionali” per cui i CCNL potranno prevedere il contratto a tempo determinato.

2)       Alle Parti Sociali viene affidata la regolamentazione dell’istituto dell’apprendistato (forma scritta, patto di prova, piano formativo che può essere definito entro 30 giorni dalla stipula del contratto, divieto di cottimo, inquadramento fino a due livelli inferiori o retribuzione a percentuale, presenza del tutor, riconoscimento qualifica, registrazione sul libretto formativo, possibilità di finanziamento dei percorsi formativi  attraverso i fondi paritetici, prolungamento del periodo a seguito di malattia ed infortunio, divieto di recesso per le parti durante il periodo formativo, divieto di licenziamento durante la formazione se non per giusta causa o giustificato motivo, possibilità di recesso al termine del periodo formativo con preavviso contrattuale, il numero massimo di apprendisti assunti contemporaneamente nell’azienda non può superare il 100% dei qualificati e specializzati – l’azienda da zero a tre dipendenti può assumerne tre – tranne che per le aziende artigiane per cui valgono i limiti della Legge 443.1985)

3)       Possono essere assunti in tutti i settori  i giovani con più di 15 anni e fino a 25 per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione. La durata è legata al diploma da conseguire e la componente formativa non può superare i tre anni o quattro  se il giovane conseguirà il diploma professionale regionale. La regolamentazione è rimessa alle Regioni.

4)       Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere: è possibile in tutti i settori di attività e riguarda i giovani fra i 18 ed i 29 anni. La contrattazione collettiva dovrà stabilire la durata in ragione anche dell’età del giovane e per le aziende non artigiane non potrà superare i tre anni. Per le aziende artigiane la durata sarà di cinque anni. La formazione è svolta sotto la responsabilità del datore ed è integrata dalla formazione (interna o esterna all’impresa) finalizzata all’acquisizione delle competenze di base o trasversali pari a 120 ore nel triennio offerte e disciplinate dalla Regione nei limiti delle risorse pubbliche.

5)       Apprendistato per alta formazione e ricerca: è possibile in tutti i settori per i giovani fra i 18 ed i 25 anni. Questa tipologia farà conseguire il diploma di istruzione secondaria superiore , di titoli di studio universitari compresi i dottorati di ricerca. Viene introdotta la possibilità dell’apprendistato per i praticanti degli studi professionali.  La regolamentazione è rimessa alle Regioni sentite le Parti Sociali e l’Università.

6)       Il datore di lavoro che non impartisce formazione, per cause a lui addebitabili, è tenuto a pagare la differenza contributiva tra quanto già erogato ed il livello di uscita del lavoratore maggiorato del 100%. Se il periodo formativo però non si è ancora concluso, l’Ispettore del lavoro emette un provvedimento di disposizione dando un congruo tempo per l’ottemperanza.

7)       Le violazioni alle disposizione previste dai CCNL di cui al precedente p.1 sono punite in via amministrativa con una sanzione compresa tra 100 e 600 euro per ogni singola violazione (in caso di recidiva si va da 300 a 600 euro). Ammesso l’istituto della diffida con il pagamento della misura minima.

8)       Gli apprendisti non rientrano nel computo dei limiti numerici se non per espressa previsione di legge. (es. L.. 223.91 per la CIGS)

9)       NOVITA’: i lavoratori iscritti alle liste di mobilità con o senza indennità possono essere assunti con contratto di apprendistato per la loro qualificazione o riqualificazione professionale. E’ evidente che per tali lavoratori possa attivarsi esclusivamente l’apprendistato professionalizzante e a prescindere dalla loro età anagrafica. Per questi si applica il regime agevolato previsto dalla L. 223.91 che consiste nel versamento della contribuzione del 10%.

10)   Regime transitorio: alcuni articoli delle leggi sull’apprendistato vengono abrogati dall’entrata in vigore del decreto; tuttavia per le regioni ed i settori in cui non è immediatamente operativa la nuova disciplina, trovano applicazione le vigenti disposizioni in via transitoria e non oltre sei mesi dalla data di entrata  in vigore del Testo Unico. Inoltre, in assenza di offerta formativa pubblica trovano applicazione le regolazioni contrattuali vigenti.

11)   I benefici contributivi per l’apprendistato restano gli stessi e sono mantenuti per un anno dopo il consolidamento del rapporto al termine del periodo formativo. Questa agevolazione non riguarda i lavoratori in mobilità assunti con rapporto di apprendistato.

12)   I datori di lavoro con sedi in più regioni possono far riferimento al percorso  formativo della regione in cui ha la sede legale e possono accentrare le comunicazione al Ciof.

 

 

 

NOVITA’ prevista dalla Legge di Stabilità (L. 183 del 12.11.2011) : dal 1° gennaio 2012 e fino al 31.12.2016 viene riconosciuto uno sgravio contributivo del 100% ai datori di lavoro con un organico fino a 9 unità che assumono apprendisti per un periodo massimo di tre anni anche se la durata complessiva del contratto sarà di cinque. La contribuzione a carico dell’apprendista rimane del 5,54%.

 

Per informazioni:

c.marincioni@macerata.confartigianato.it

0733.366412

 

 

 

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