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10 settembre 2011 - La news ha avuto 41 visite
FISCALE: LA RIDUZIONE DEL LIMITE PER L’USO DEL CONTANTE E DEGLI ASSEGNI

A decorrere dal 13.8.2011, l’art. 2, comma 4, DL n. 138/2011, c.d. “Manovra di Ferragosto”, ha ridotto ad € 2.500 il limite per l’utilizzo:

• del denaro contante;
degli assegni bancari o postali / circolari e dei vaglia postali o cambiari;
dei libretti di deposito bancari o postali al portatore.

TRASFERIMENTI IN CONTANTE – UTILIZZO ASSEGNI “TRASFERIBILI” – UTILIZZO LIBRETTI DI DEPOSITO AL PORTATORE: DAL 31.5.2010 FINO AL 12.8.2011: € 5.000

DAL 13.8.2011: € 2.500

 

L’UTILIZZO DEL DENARO CONTANTE

A seguito della riduzione della soglia per i trasferimenti di denaro contante non è più possibile effettuare pagamenti tra soggetti diversi in un’unica soluzione in contante di importo pari o superiore a € 2.500.

I trasferimenti eccedenti tale limite vanno eseguiti tramite intermediari abilitati (banche, Poste, ecc.).

La modifica in esame, oltre a rispondere all’esigenza di prevenzione del fenomeno del riciclaggio è finalizzata anche al contrasto dell’evasione fiscale.

La predetta limitazione riguarda complessivamente il valore oggetto di trasferimento e si applica anche alle c.d. “operazioni frazionate”, ossia a quei pagamenti inferiori al limite che appaiono artificiosamente frazionati.

Il frazionamento in più importi inferiori al limite è ammesso nel caso in cui lo stesso sia previsto dalla prassi commerciale o da accordi contrattuali.

I soggetti che operano nel campo fiscale – tributario ed in particolare che si occupano della gestione di contabilità di terzi devono porre particolare attenzione alle seguenti fattispecie:

 

• pagamenti di fatture (IVA compresa);
• finanziamenti soci-società;
• distribuzione utili ai soci.

Va evidenziato che nell’iter di conversione in legge del Decreto in esame uno specifico emendamento presentato dal Governo, al fine di incentivare la tracciabilità delle movimentazioni finanziarie, prevede la riduzione al 50% delle sanzioni di cui agli artt. 1, 5 e 6, D.Lgs. n. 472/97 a favore delle imprese / lavoratori autonomi che per tutte le operazioni attive e passive utilizzano esclusivamente strumenti di pagamento diversi dal contante.

COMUNICAZIONE AL MEF DELLE VIOLAZIONI ALL’USO DEL CONTANTE

Ai sensi dell’art. 51, D.Lgs. n. 231/2007 i soggetti interessati al rispetto degli obblighi antiriciclaggio (dottori commercialisti ed esperti contabili, società di servizi, ecc.) devono comunicare, entro 30 giorni, al MEF le infrazioni circa l’uso del contante delle quali gli stessi hanno avuto cognizione.

Per violazioni di importo inferiore a € 250.000, le comunicazioni in esame vanno inoltrate alla competente Direzione Provinciale dei servizi vari.

Per le regioni EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, MARCHE la DIREZIONE PROVINCIALE TERRITORIALMENTE COMPETENTE è BOLOGNA –  Viale Aldo Moro, 68 – 40127 Bologna

FATTISPECIE DI “SOSPETTO”

Si rammenta che come previsto dall’art. 41, comma 1, ultimo periodo, D.Lgs. n. 231/2007, rappresenta un elemento di sospetto, che può far scattare la segnalazione dell’operazione all’UIF: “il ricorso frequente o ingiustificato a operazioni in contante, anche se non in violazione dei limiti di cui all’articolo 49, e, in particolare, il prelievo o il versamento in contante con intermediari finanziari di importo pari o superiore a 15.000 euro”.

Dopo aver evidenziato che la citata disposizione ha introdotto un particolare indice di anomalia” da considerare ai fini della valutazione complessiva dell’operazione, che in ogni modo richiede la conoscenza e l’esame degli elementi soggettivi del cliente e oggettivi dell’operazione, il MEF nella Circolare 11.10.2010, n. 297944 ha precisato che la stessa: “offre ai soggetti obbligati un elemento valutativo di particolare pregnanza, volto a qualificare meglio il sospetto circa il cliente o l’operazione e ad agevolare l’individuazione e la corretta ponderazione di eventuali profili di sospetto di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo”.

La disposizione in esame non impone un’automatica segnalazione all’UIF da parte dei soggetti destinatari degli obblighi antiriciclaggio. Questi ultimi dovranno infatti valutare le operazioni poste in essere dal cliente “caso per caso”, ancorché inferiori al limite di € 2.500, considerando anche la condotta tenuta dallo stesso

REGIME SANZIONATORIO

Si evidenzia che ai sensi dell’art. 58, D.Lgs. n. 231/2007 il regime sanzionatorio applicabile può essere così schematizzato:

VIOLAZIONE: Trasferimento di denaro contante e titoli al portatore di importo pari o superiore a € 2.500

SANZIONE: Dall’1% al 40% dell’importo trasferito e comunque non inferiore a € 3.000.

Nel caso di importi superiori a € 50.000 la sanzione applicabile è compresa tra il 5% e il 40% dell’importo trasferito, fermo restando l’importo minimo della sanzione pari a € 3.000.

La sanzione è applicabile non solo al soggetto che ha effettuato il trasferimento ma anche a colui che ha ricevuto le somme in contante.

In caso di violazione dell’obbligo di comunicazione al MEF da parte dei soggetti sopra specificati è applicabile la sanzione dal 3% al 30% dell’importo dell’operazione e comunque non inferiore a € 3.000.

L’UTILIZZO DEGLI ASSEGNI

 

L’art. 49, D.Lgs. n. 231/2007 dispone che le banche e le Poste devono rilasciare i moduli di assegni muniti della clausola di non trasferibilità, la quale va apposta anche su assegni circolari e vaglia postali o cambiari.

I moduli in forma libera, ossia senza la clausola di non trasferibilità, sono rilasciati soltanto:

• a seguito di una specifica richiesta scritta presentata dal soggetto interessato alla banca

ovvero alle Poste;

pagando € 1,50 a titolo di imposta di bollo, per ciascun modulo di assegno richiesto in forma libera ovvero per ciascun assegno circolare, vaglia postale o cambiario rilasciato in forma libera (così, ad esempio, per un libretto di 10 assegni è necessario pagare € 15).

N.B.

Con l’introduzione dei nuovi limiti detti assegni e vaglia trasferibili potranno essere utilizzati esclusivamente per importi inferiori a € 2.500.

Si evidenzia che è necessario indicare il nome o la ragione sociale del beneficiario:

• sugli assegni bancari e postali emessi per importi pari o superiori a € 2.500 (che non possono mai essere privi della clausola di non trasferibilità);

• sugli assegni circolari e vaglia postali e cambiari (a prescindere dall’importo).

Il MEF nella Circolare 5.8.2010, n. 281178 ha precisato che il limite va inteso soltanto per il singolo assegno. Gli assegni utilizzati, anche per la medesima operazione, non sono cumulabili ai fini del calcolo dell’importo totale del trasferimento.

In merito agli assegni emessi all’ordine del traente, il comma 6 del citato art. 49 precisa che gli stessi “possono essere girati unicamente per l’incasso a una banca o a Poste Italiane S.p.A.”.

Il MEF nella citata Circolare n. 281178 ha infatti precisato che i c.d. assegni “a me medesimo”, indipendentemente dall’importo, non possono circolare e che “l’unico utilizzo possibile è la girata per l’incasso allo stesso nome del traente/beneficiario”.

ASSEGNI EMESSI PRIMA DEL 13.8.2011 E INCASSATI SUCCESSIVAMENTE

Come previsto dal MEF nella Circolare 20.3.2008, n. 33124 con riferimento all’analoga questione emersa in occasione della riduzione del limite ad opera dell’art. 49, D.Lgs. n. 231/2007, gli assegni emessi ante 13.8.2011, per importi pari o superiori al nuovo limite, presentati in banca successivamente a tale data vanno considerati regolari.

REGIME SANZIONATORIO

Il regime sanzionatorio applicabile ai sensi dell’art. 58, D.Lgs. n. 231/2007 può essere così schematizzato:

VIOLAZIONE:

• emissione assegni bancari e postali di importo pari o superiore a € 2.500 ovvero assegni circolari, vaglia postali o cambiari senza indicazione del nome / ragione sociale del beneficiario e / o senza clausola di non trasferibilità;

• emissione assegni all’ordine del traente non girati direttamente per l’incasso a una banca / Poste.

SANZIONE:

Dall’1% al 40% dell’importo trasferito e comunque non inferiore a € 3.000.

Nel caso di importi superiori a € 50.000 la sanzione applicabile è compresa tra il 5% e il 40% dell’importo trasferito, fermo restando l’importo minimo della sanzione pari a € 3.000.

Si rammenta che in caso di violazione dell’obbligo di comunicazione al MEF da parte dei soggetti sopra specificati è applicabile la sanzione dal 3% al 30% dell’importo dell’operazione e comunque non inferiore a € 3.000.

L’UTILIZZO DEI LIBRETTI DI DEPOSITO AL PORTATORE

In caso di libretti di deposito bancari o postali al portatore:

• il saldo non può essere pari o superiore a € 2.500.

Per i libretti di deposito esistenti al 13.8.2011 con un saldo pari o superiore a € 2.500, il portatore, entro il 30.9.2011 dovrà:

estinguere il libretto;

ovvero

– ridurre il relativo saldo ad un somma inferiore al predetto limite;

• in caso di trasferimento, il cedente è tenuto a comunicare i dati identificativi del beneficiario, nonché la data del trasferimento alla banca o alle Poste entro 30 giorni.

 

REGIME SANZIONATORIO

Ai sensi dell’art. 58, D.Lgs. n. 231/2007 il regime sanzionatorio applicabile può essere così schematizzato.

VIOLAZIONE: Libretti di deposito al portatore con saldo pari o superiore a € 2.500SANZIONE: Dal 20% al 40% del saldo e comunque non inferiore a € 3.000.

N.B. Nel caso di importi superiori a € 50.000 la sanzione è aumentata del 50% e pertanto la stessa è dal 30% al 60% del saldo.

VIOLAZIONE: Libretti di deposito al portatore esistenti al 13.8.2011 con saldo pari o superiore a € 2.500 per i quali entro il 30.9.2011 non si provvede alla riduzione del saldo ovvero all’estinzione –  SANZIONE: Dal 10% al 20% del saldo con un minimo di € 3.000 (dal 15% al 30% nel caso di importi superiori a € 50.000).

VIOLAZIONE:  Mancata comunicazione entro 30 giorni dei dati richiesti a seguito del trasferimento del libretto – SANZIONE: Dal 10% al 20%.

 

LA DEFINIZIONE DELLE VIOLAZIONI TRAMITE OBLAZIONE

Come previsto dall’art. 60, comma 2, D.Lgs. n. 231/2007, per le violazioni sopra esposte di importo non superiore a € 250.000 è possibile utilizzare l’oblazione ex art. 16, Legge n. 689/81 che comporta il pagamento di una somma in misura ridotta pari ad un terzo del massimo o, se più favorevole e qualora sia stabilito il minimo della sanzione edittale, pari al doppio del minimo, entro 60 giorni dalla notificazione della violazione.

Il MEF nella citata Circolare n. 281178 specifica che “resta in vigore la possibilità, … , per transazioni di importo non superiore a 250.000 euro, di effettuare un pagamento in misura ridotta (oblazione) pari al 2 per cento dell’importo (doppio del minimo edittale) … . Il pagamento, da effettuarsi entro 60 giorni dall’avvenuta notifica della contestazione, definisce e chiude il procedimento sanzionatorio.”

Così, ad esempio, la violazione relativa ad un trasferimento di € 40.000 può essere definita con il

pagamento di una sanzione ridotta pari a € 800 (40.000 x 2%).

 

Non è prevista la possibilità di oblare in caso di:

• violazioni inerenti gli assegni emessi dal traente;
• mancata comunicazione al MEF delle violazioni delle limitazioni ai trasferimenti in contante da parte dei destinatari degli obblighi antiriciclaggio.

Per informazioni:

a.silvestroni@macerata.confartigianato.it

0733.366408

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