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26 luglio 2011 - La news ha avuto 22 visite
Polveri Sottili: le osservazioni di CONFARTIGIANATO sulla proposta della REGIONE MARCHE per riduzione inquinanti in atmosfera

Polveri Sottili: le osservazioni di CONFARTIGIANATO sulla proposta della REGIONE MARCHE per riduzione inquinanti in atmosfera

 

La Federazione Regionale Confartigianato, in merito a quanto presentato in Regione il 18/7 u.s. dall’ Assessorato e dal Servizio Ambiente relativamente all’introduzione dal 1° Ottobre 2011 di nuove misure per combattere le polveri sottili e la conseguente interdizione all’accesso dei mezzi inquinanti nelle zone che saranno individuate dai Comuni, esprimono la loro più profonda preoccupazione.

Infatti, pur essendo consapevoli della gravità della situazione sia per quanto concerne la salute delle persone, sia per quanto attiene alle sanzioni economiche che possono derivare al nostro Paese dalla mancata applicazione delle norme, ritengono che esse non siano efficaci e idonee a migliorare significativamente la qualità dell’aria, poiché indirizzate quasi esclusivamente contro i mezzi circolanti.

Occorre, secondo Confartigianato, pensare a provvedimenti contingenti, realmente efficaci, che non penalizzino oltremodo l’economia locale e ad altri realizzabili sul medio-lungo periodo, predisponendo anche le risorse necessarie ad attuarli.

L’ Associazione ritiene inopportuno l’eccessivo allargamento delle zone interdette al traffico e soprattutto esprimono contrarietà all’ipotesi di impedire l’accesso alle zone interdette degli autoveicoli a gasolio Euro 3, in uso a molteplici piccole attività economiche. Appare esageratamente dilatata la fascia oraria ( 6,00- 21,00), tanto da non consentire l’ingresso e l’uscita di mezzi di lavoro prima e dopo il periodo di divieto.  Inoltre, occorre confermare la possibilità per i Comuni di concedere deroghe alle imprese, previa verifica della loro reale esigenza di ingresso nelle zone interdette.

Per quanto riguarda i forni a legna utilizzati dalle pizzerie con ristorazione, si fa rilevare che, essendo il numero di questi locali del tutto limitato, la diminuzione di PM 10 sarebbe così irrilevante da non giustificare la forte penalizzazione economica che tali misure restrittive comporterebbero a carico delle imprese. I F.A.P. richiesti, oltre ad essere molto costosi, non sono in grado di ridurre sensibilmente l’emissione di PM10.

Relativamente alla proposta di ridurre ulteriormente le emissioni da attività produttive del 10%, si rileva che la misura riguarda attività già autorizzate e che, pertanto, debbono già rispettare i limiti imposti dalla Regione Marche, di gran lunga inferiori rispetto ai limiti nazionali. Un ulteriore abbattimento appesantirebbe la competitività delle nostre imprese rispetto alle concorrenti presenti sul territorio nazionale.

Confartigianato ritiene che si debba fare un forte intervento, sia nel breve che nel lungo termine, sugli impianti di riscaldamento privati e pubblici. Inoltre, occorre una rigida applicazione della Legge regionale n°9 in materia di manutenzione e conduzione di impianti di riscaldamento individuali e condominiali, con l’intensificazione di controlli, per ora del tutto aleatori. Si conferma la condivisione sulla misura di abbassamento della temperatura massima degli edifici ma riteniamo che la limitazione debba essere applicata a partire dagli edifici pubblici. Si ritiene infatti che Scuole e  Enti Pubblici devono rapidamente prevedere sia un graduale rinnovo di tutti gli impianti tecnologici obsoleti con impianti a massimo risparmio energetico e devono predisporre piani di gestione ottimale del calore.

Occorre che si indichi ai Comuni di prevedere il lavaggio delle strade più frequentate con autobotti, in periodi di lunghi ristagni di aria e conseguente inquinamento.

Altre misure vanno immediatamente prese perché possano avere effetti sul medio-lungo periodo, per non trovarci periodicamente da affrontare l’emergenza.

Per prima cosa, si ritiene che per l’efficacia delle politiche di miglioramento della qualità dell’aria si debba vedere, accanto alle misure limitative, anche un adeguato e non occasionale sistema di incentivazione che, fino ad ora, è mancato a livello regionale. Per queste ragioni l’ Associazione crede che sia necessario pensare ad un sistema di contributi e incentivi, così come peraltro messo in atto  da altre Regioni.  Si pensa in particolare ad incentivi per: montaggio di filtri antiparticolato (FAP) su veicoli commerciali Euro 1 – 2 –3; conversione di veicoli alimentati con carburanti tradizionali ad alimentazione a GPL o metano; rinnovo del parco veicolare con veicoli elettrici; montaggio di sistemi di abbattimento per forni a legna di pizzerie e ristoranti

I Comuni, devono dare avvio ai Piani Urbani del Traffico, puntando sulle programmazioni d’area e sulla intermodalità; prevedendo il graduale ammodernamento di molti mezzi obsoleti;  debbono prevedere, nel piano del Commercio, l’insediamento di nuove attività commerciali ritenute di primaria necessità e di somministrazione in zone servite da idonea viabilità e adeguato parcheggio.  Inoltre, sarebbe veramente auspicabile l’attuazione della normativa nazionale che prevede l’istituzione del bollino blu per gli autoveicoli, attuabile in collaborazione con gli autoriparatori.

I Comuni, singoli o associati programmino piani di investimenti per  la realizzazione di reti distribuzione di energia per auto elettriche. E  incentivino la riduzione progressiva delle vecchie caldaie di riscaldamento autonomo con sistemi innovativi di riscaldamento centralizzato ( tele riscaldamento ) . Si coniugherebbe in questo caso l’esigenza di risparmio energetico e la possibilità di un controllo effettivo ed efficace.

 

 

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