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15 febbraio 2011 - La news ha avuto 24 visite
Rete Imprese Italia: rischio di aumento pressione fiscale sulle imprese

Rete Imprese Italia: rischio di aumento pressione fiscale sulle imprese

1297784068_RETE20IMPRESE20ITALIA_0K_100X75.jpg,1297783915_TabellaReteImpreseItalia.doc,1297784068_RETE20IMPRESE20ITALIA_0K_100X75.jpg,1297783915_TabellaReteImpreseItalia.doc <p align="justify"><font size="2">&nbsp; </font></p><p align="justify"><font size="2">Il nuovo testo del decreto sul federalismo municipale rischia di far aumentare la pressione fiscale locale sulle imprese. </font></p><p align="justify"><font size="2">Secondo Rete Imprese Italia il passaggio dall’attuale aliquota ICI, pari in media al 6,49 per mille, alla nuova IMU con aliquota base del 7,6 per mille che, per&ograve;, grazie all’autonomia concessa ai Comuni, potrebbe essere incrementata sino al 10,6 per mille, comporterebbe, in tal caso, un aggravio fiscale sugli immobili strumentali posseduti dalle imprese pari a circa 3 miliardi di euro. </font></p><p align="justify"><font size="2">&quot;Sarebbe un pesante aumento per il sistema delle imprese gi&agrave; gravato da una pressione fiscale pi&ugrave; elevata rispetto alla media europea&quot; commenta Giorgio Guerrini, Presidente di Rete Imprese Italia.</font></p><p align="justify"><font size="2">Dalle stime effettuate emerge che, considerando tutti gli immobili adibiti ad attivit&agrave; produttiva (immobili adibiti ad ufficio, negozi e botteghe, magazzini, laboratori per arti e mestieri, opifici, alberghi e pensioni, teatri, fabbricati industriali e commerciali), l’incremento dell’ imposizione ad aliquota del 7,6 per mille sarebbe pari a 812 milioni di euro. </font></p><p align="justify"><font size="2">A livello di singola impresa, inoltre, l’aggravio di imposizione rischia di superare alcune migliaia di euro annue in base al Comune nel quale &egrave; collocata l’impresa stessa.</font></p><p align="justify"><font size="2">&quot;Il federalismo fiscale che ci piace -<strong> </strong>sottolinea Guerrini – &egrave; quello che favorisce la progressiva riduzione della spesa pubblica locale improduttiva e che determina un meccanismo virtuoso in grado di abbassare la pressione fiscale sulle imprese&quot;. A questo proposito, il Presidente Guerrini conclude con un auspicio: &quot;Ci aspettiamo<strong> </strong>che i Comuni, nell’ambito della propria autonomia tributaria, riducano, come permette la norma, l’aliquota base dello 0,3 per cento. In tal modo le imprese godrebbero di un risparmio di imposta pari a 1,4 miliardi di euro&quot;.</font></p><p>&nbsp;</p>

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