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13 febbraio 2011 - La news ha avuto 92 visite
NOVITA' NELLA GESTIONE DEI RIFIUTI!

NOVITA’ NELLA GESTIONE DEI RIFIUTI!

È stato pubblicato sulla G.U. del 10 dicembre 2010 il D.Lgs. 3 dicembre 2010, n. 205, decreto correttivo della parte IV (cioè quella relativa ai rifiuti) del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, il cosiddetto testo unico ambientale. Il nuovo decreto introduce nella normativa italiana sia i riferimenti al SISTRI, sia nuovi principi europei (direttiva 2008/98/CE).

Si riportano le principali novità di interesse comune.

a) Nuova definizione di deposito temporaneo (cioè il luogo in cui si effettua il raggruppamento dei rifiuti sul luogo di produzione). 

I rifiuti devono essere avviati alle operazioni di recupero/smaltimento rispettando le seguenti regole, a scelta del produttore: 

1. Con cadenza trimestrale, se la quantità in deposito supera i 30 metri cubi, di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi;

2. Quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunge i 30 metri cubi, di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi.

In ogni caso, qualora non si rientri in uno dei limiti individuati dalle disposizioni precedenti, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno.

b) Nuova definizione di sottoprodotto

La sostanza non è un rifiuto ma un sottoprodotto se sono rispettate tutte le seguenti condizioni: 

1. la sostanza o l’oggetto è originato da un processo di produzione, di cui costituisce parte integrante, e il cui scopo primario non è la produzione di tale sostanza od oggetto

2. è certo che la sostanza o l’oggetto sarà utilizzato, nel corso dello stesso o di un successivo processo di produzione o di utilizzazione, da parte del produttore o di terzi

3. la sostanza o l’oggetto può essere utilizzato direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale

4. l’ulteriore utilizzo è legale, ossia la sostanza o l’oggetto soddisfa, per l’utilizzo specifico, tutti i requisiti pertinenti riguardanti i prodotti e la protezione della salute e dell’ambiente e non porterà a impatti complessivi negativi sull’ambiente o la salute umana.

Sulla base delle 4 condizioni sopra illustrate, possono essere adottate misure per stabilire criteri qualitativi o quantitativi da soddisfare affinché specifiche tipologie di sostanze o oggetti siano considerati sottoprodotti e non rifiuti. All’adozione di tali criteri si provvede con uno o più decreti del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Considerando la portata della nuova definizione, si suggerisce alle aziende di attendere tali decreti prima di poter serenamente classificare gli scarti della produzione come sottoprodotti e non come rifiuti.

c) Rifiuti?

Non sono sicuramente più rifiuti ” .. (omissis) .. paglia, sfalci e potature, nonché altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso utilizzati in agricoltura, nella selvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa mediante processi o metodi che non danneggiano l’ambiente né mettono in pericolo la salute umana”

Anche in questo caso è necessario però un chiarimento circa la definizione dei termini utilizzati (“biomassa”, “processi e metodi”, “danneggiano l’ambiente”).

d) Registri e delega alle Associazioni.

Le imprese che non sono obbligate all’iscrizione al Sistri, e che non si sono iscritte al SISTRI su base volontaria, dovranno comunque tenere il registro di carico e scarico dei rifiuti, e possono ancora delegare l’obbligo dell’aggiornamento alle Associazioni di Categoria, ma solo se la produzione complessiva di rifiuti (non pericolosi) non eccede le 10 tonnellate annue.

e) Trasporto conto proprio occasionale e saltuario.

Il trasporto in conto proprio dei propri rifiuti non pericolosi fino a 30 kg o 30 litri al giorno effettuato in modo “occasionale e saltuario” non prevede l’emissione del formulario per il trasporto. Esiste però ora la definizione di “trasporti occasionali e saltuari” che sono quindi i “trasporti di rifiuti effettuati complessivamente per non più di 4 volte l’anno e non eccedenti i 30 kg o litri al giorno e comunque i 100 kg o litri l’anno”.

Suggeriamo comunque cautela, nell’attesa di chiarimenti in merito.

f) Responsabilità del produttore.

E’ il produttore/detentore l’unico responsabile di eventuali difformità tra la descrizione dei rifiuti, riportata sulla Scheda SISTRI – Area Movimentazione oppure sul formulario, e la loro effettiva natura e consistenza. Al trasportatore spetta solo la verifica di difformità che possano risultare dalla mera diligenza associata alla natura dell’incarico. Ogni soggetto coinvolto nel ciclo di vita del rifiuto è responsabile solo e unicamente per i dati di sua competenza.

g) Trasporto in conto proprio.

Tutte le imprese che effettuano il trasporto dei propri rifiuti non pericolosi dovranno:

1. Essere iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali per il trasporto dei propri rifiuti ai sensi dell’art. 212 c.8

2. Accompagnare il trasporto dei rifiuti con formulario qualora non iscrittesi volontariamente al SISTRI

3. Dotarsi di registro di carico/scarico per l’attività di trasporto.

L’ultimo obbligo è stato sospeso sino al 31.05.2010 dal decreto 22 dicembre 2010. L’adempimento pare inoltre inutile e penalizzante (soprattutto per quelle attività – come nel settore dell’edilizia – che sono escluse dal registro per aggiornare la produzione dei rifiuti e che invece ora ne devono acquistare e vidimare uno per ogni cantiere per registrare i trasporti in conto proprio). Confartigianato Imprese ha già inoltrato al Ministero una richiesta volta ad eliminare tale balzello.

h) Trasporto in conto proprio.

Le aziende che si sono iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali per il trasporto in conto proprio ai sensi dell’art. 212 comma 8 del D.Lgs. 152/2006 prima del 14 aprile 2008, devono comunicare allo stesso Albo (che deve ancora predisporre la relativa modulistica) entro il 25 dicembre 2011 le seguenti informazioni:

1) le targhe dei mezzi con i quali viene effettuato il trasporto

2) i codice CER dei rifiuti trasportati

Tutte le autorizzazioni per il trasporto in conto proprio ai sensi dell’art. 212 comma 8 del D.Lgs. 152/2006 dovranno essere rinnovate entro 10 anni dalla data del rilascio e le aziende sono obbligate a comunicare all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali tutte le eventuali variazioni intervenute successivamente all’iscrizione.

i) Albo Nazionale dei Gestori Ambientali, cancellazione dall’Albo.

La Sezione Provinciale dell’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali procederà, entro il 25 febbraio 2011, a sospendere d’ufficio dall’Albo stesso tutti i mezzi che non sono stati iscritti al SISTRI.

Trascorsi 3 mesi dalla sospensione senza che l’obbligo di cui sopra sia stato adempiuto, l’autoveicolo verrà di diritto e con effetto immediato cancellato dall’Albo.

l) Albo Nazionale dei Gestori Ambientali, trasporto dei rifiuti pericolosi conto terzi.

Le aziende iscritte all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali per le attività di raccolta e trasporto dei rifiuti pericolosi sono esonerate dall’obbligo di iscrizione per le attività di raccolta e trasporto dei rifiuti non pericolosi, purché questa attività non comporti variazione della classe per la quale le imprese sono iscritte.

La novità richiede ancora dei chiarimenti da parte del competente Ministero.

m) Scheda di trasporto.

La “scheda di trasporto” (D.Lgs. 286/2005 e D.M. 30 giugno 2009) è equipollente al formulario (e già si sapeva) ma anche alla scheda SISTRI – Area Movimentazione (novità).

n) SANZIONI SISTRI ( vedi allegato)

 

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