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22 dicembre 2010 - La news ha avuto 29 visite
Nel mondo sempre più dolci natalizi made in Italy: + 5,1% nel 2010. Nel 2009 l’ export relativo alla pasticceria per le feste di Natale vale 357 milioni di euro

Nel mondo sempre più dolci natalizi made in Italy: + 5,1% nel 2010. Nel 2009 l’ export relativo alla pasticceria per le feste di Natale vale 357 milioni di euro

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La situazione economica attuale sicuramente non favorirà un "boom" dei consumi ma è certo che quasi nessuno saprà e vorrà rinunciare alla tradizione, gustando le varie specialità gastronomiche caratteristiche specie nei classici " pranzo di Natale" e "cenone di fine anno">. A parlare è Il Presidente della Confartigianato di Macerata Comm. Folco Bellabarba, che invita tutti i maceratesi ad approfittare di questa occasione per valorizzare e rilanciare il "buono ed il bello" del nostro territorio. < I prodotti realizzati nei nostri laboratori artigiani – afferma Bellabarba – hanno un "comune denominatore": la tipicità e la qualità, capace di sintetizzare passione, arte, abilità, saperi antichi, gusto e genuinità. I prodotti creati dalle sapienti mani dei nostri artigiani hanno una qualità ed una originalità che non trovano eguali nella concorrenza (spesso di importazione). E sicuramente altri sapori e profumi hanno i prodotti dell’enogastronomia artigiana rispetto agli analoghi della produzione industriale nazionale che inondano i banconi dei nostri esercizi commerciali!>

Un invito, quello fatto dal Presidente Bellabarba in favore dell’acquisto delle tipicità locali, che, secondo un sondaggio condotto da Confartigianato, è già stato accolto dagli italiani:nonostante la crisi resistono infatti i consumi di specialità alimentari artigiane e quest’anno le tavole natalizie saranno più ‘tradizionaliste’ con la riscoperta della qualità dei prodotti tipici delle regioni italiane, non solo nella nostra penisola ma anche negli altri paesi.

All’estero piacciono infatti sempre di più i dolci natalizi della tradizione artigianale italiana. Nel 2009, tra panettoni, pandoro, cioccolato e prelibatezze made in Italy, sono volati nel mondo prodotti per un valore di 357 milioni di euro.

E quest’anno le vendite si prevedono in crescita: tra gennaio e settembre 2010 il nostro export di pasticceria natalizia è aumentato del 5,1% rispetto allo stesso periodo del 2009.

Lo rileva l’Ufficio studi di Confartigianato che ha stilato una classifica dei Paesi più ‘golosi’ di prodotti italiani: in testa c’è la Francia, seguita da Germania e Regno Unito.

Se l’alimentare made in Italy va forte sulle tavole di tutto il mondo il merito è anche delle 87.189 aziende artigiane che danno lavoro a 246.490 addetti e che, rispetto al 2009, sono aumentate dell’1,7%.

Veneto, Molise e Piemonte sono le regioni che hanno fatto registrare la crescita maggiore del numero di imprese artigiane dell’alimentazione. In particolare, quello degli artigiani della pasticceria è un ‘esercito’ di 42.289 produttori specializzati in nicchie d’eccellenza, come la cioccolateria in cui operano 377 laboratori artigiani che si dedicano esclusivamente alla lavorazione del cacao.

Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato a far crescere la passione degli stranieri per i nostri prodotti della buona tavola è anche il numero di specialità alimentari italiane riconosciute e tutelate dall’Unione Europea con i marchi Dop, Igp e Stg. L’Italia è leader nell’Ue per quantità di prodotti difesi da questi marchi di qualità: ben 194, realizzati da 6.065 imprese. E se la qualità non si discute, i prezzi rimangono sotto controllo: Confartigianato fa rilevare che, nonostante i rincari del 28,3% delle materie prime alimentari, ad ottobre 2010 la dinamica dei prezzi dei prodotti di pasticceria si è mantenuta all’1,6%, al di sotto del tasso d’inflazione dell’1,7%.

"Il nostro rapporto – sottolinea il Presidente Bellabarba – dimostra che il buon cibo italiano resiste alla crisi. Ma non  accontentiamoci di questo risultato. I prodotti della nostra tradizione alimentare vanno difesi e valorizzati, perchè la ricchezza economica del nostro Paese sta anche in questi ‘tesori del palato’. I sapori autentici della cucina italiana, se scompare chi è capace di produrli, non sono riproducibili in serie. Vanno salvaguardati perché con essi difendiamo un modello imprenditoriale invidiatoci da tutto il mondo, l’artigianato e la piccola impresa protagonista di quel made in Italy sinonimo di manualità, flessibilità, creatività. C’è il grave rischio che questi prodotti scompaiano, soffocati da modelli di consumo massificanti, normative, standard tecnologici, direttive in materia sanitaria, ambientale, di sicurezza, in gran parte costruite a misura di grande impresa e quindi incompatibili con la peculiarità della nostra produzione alimentare. Troppo spesso si tenta di calare a forza sulle nostre imprese una complicata e costosa burocrazia legislativa che non ha nulla a che fare con la con la garanzia di condizioni di igiene e di qualità del prodotto già rispettate dalle imprese". 

UFFICIO STAMPA CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA

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