Categorie: Ambiente, news,

5 luglio 2010 - La news ha avuto 116 visite
AMBIENTE, EMISSIONI IN ATMOSFERA: SCADENZE E NUOVE DELIBERE

AMBIENTE, EMISSIONI IN ATMOSFERA: SCADENZE E NUOVE DELIBERE

   

AMBIENTE, EMISSIONI IN ATMOSFERA: SCADENZE E NUOVE DELIBERE

 

 

 

 

SCADENZE

Il DLGS 152/2006 stabilisce che tutti gli impianti che danno luogo ad emissione in atmosfera devono essere autorizzati. I gestori degli impianti esistenti prima del 1988, e cioè quagli impianti che hanno presentato la domanda dal 1989 ai sensi del DPR 203/1988, senza ricevere mai una formale autorizzazione, e che quindi sono attualmente autorizzati in via tacita o provvisoria, devono presentare una nuova domanda di autorizzazione entro il 31 dicembre 2010.

 

 

NUOVE DELIBERE

Con la deliberazione della Giunta Provinciale n. 238 del 8 giugno 2010, la Provincia di Macerata ha emanato le nuove autorizzazioni generali per le emissioni in atmosfera derivanti dagli impianti e dalle attività cosiddette a ridotto inquinamento atmosferico, quelle di cui all’articolo 272 del DLGS 152/2006.

L’autorizzazione di carattere generale, rispetto alle procedure in via ordinaria, rappresenta una semplificazione amministrativa consistente in una domanda da presentare agli organi competenti: Provincia; Comune; ARPAM.

La domanda, correttamente compilata pena la sua nullità, deve recare la descrizione delle materie prime e del ciclo tecnologico, oltre all’indicazione dei punti di emissione, degli impianti termici e delle eventuali emissioni diffuse. Alla domanda deve essere allegata anche una planimetria dei luoghi di lavoro.

La domanda sarà considerata nulla qualora non contenga tutte le informazioni richieste!

Le nuove autorizzazioni valgono sia per i "nuovi impianti", sia per gli "impianti esistenti".

Per "nuovo impianto" si intende un impianto attivato successivamente alla data di entrata in vigore del relativo provvedimento. I nuovi impianti devono presentare la loro domanda almeno 45 giorni prima dell’avvio dell’attività.

45 giorni per le nuove attività!

Per "impianto esistente" si intende un impianto già debitamente autorizzato prima della entrata in vigore del relativo provvedimento. Gli impianti esistenti devono presentare una nuova domanda di autorizzazione, sempre secondo il calendario allegato ed entro 60 giorni dalla data fissata dal calendario stesso.

60 giorni per adeguare le attività esistenti!

L’autorizzazione così ottenuta ha una validità di 15 anni.

In caso di mancato adeguamento le attività saranno considerate svolte in assenza di autorizzazione, e quindi passibili di sanzione.

Sanzioni (art. 279, DLGS 152/2006): "Chi inizia a installare o esercisce un impianto e chi esercita una attività in assenza della prescritta autorizzazione ovvero continua l’esercizio dell’impianto o dell’attività con l’autorizzazione scaduta, decaduta, sospesa, revocata o dopo l’ordine di chiusura dell’impianto o di cessazione dell’attività è punito con la pena dell’arresto da due mesi a due anni o dell’ammenda da 258,00 € a 1032,00 €. …"

Tra le novità più rilevanti delle nuove autorizzazioni segnaliamo:

-l’impossibilità di presentare domanda con questa procedura nel caso in cui l’attività esistente non possa adeguarsi alle prescrizioni stabilite dalle nuove autorizzazioni generali. In questo caso, per le attività esistenti, l’autorizzazione deve essere ottenuta entro 2 anni dalla data di entrata in vigore delle stesse autorizzazioni generali, e cioè entro il 18 giugno 2012. Fino ad allora, sarà considerata efficace la precedente autorizzazione. Se l’azienda non ottiene la nuova autorizzazione nei tempi previsti, l’attività sarà considerata svolta in assenza di autorizzazione.

-le aziende esistenti e non adeguate alle prescrizioni delle nuove autorizzazioni dovranno presentare nuova domanda di autorizzazione entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del relativo provvedimento, stabilita dal calendario, e dovranno presentare l’eventuale piano di adeguamento entro il 18 giugno 2012.

-gli impianti a ciclo chiuso di pulizia a secco di tessuti e di pellami e le pulitintolavanderie che abbiano già richiesto di aderire alla autorizzazione generale ex DGP 95/2005 possono continuare ad operare nel rispetto delle prescrizioni ivi impartite. Se vogliono, possono comunque aderire alle nuove autorizzazioni generali.

-l’obbligo di conservare le fatture di acquisto a dimostrazione del reale consumo di materie prime, l’obbligo di tenere e aggiornare due registri: quello dei controlli analitici e quello delle manutenzioni.

Non possono sicuramente aderire alle nuove autorizzazioni generali, tra le attività di nostro interesse:

-le attività che rientrano nel campo di applicazione dell’articolo 275 del DLGS 152/2006, relativo alle emissioni di COV (e cioè chi attualmente redige il piano gestione solventi, ad eccezione delle lavanderie, non può aderire a queste nuove autorizzazioni in via generale!).

-le attività che effettuano pulizia a secco di tessuti e pellami con utilizzo di impianti a ciclo aperto ed utilizzo giornaliero massimo complessivo di solventi non superiore a 20 kg.

-le attività che generano emissioni di sostanze cancerogene, tossiche per la riproduzione, mutagene, oppure sostanze con di tossicità e cumulabilità particolarmente elevate.

-le attività che impieghino sostanze cancerogene, mutagene, tossiche per la riproduzione a causa del loro tenore di COV.

 

Le aziende interessate potranno verificare la loro posizione consultando gli uffici A&S di Artigiana Servizi ai recapiti di seguito indicati, e rivolgendosi agli stessi per redigere le relative pratiche.

 

Macerata

 

0733 366 236

0733 366 242

0733 366 243

 

Tolentino

 

0733 366 502

0733 366 505

0733 971 744

 

Recanati

 

0733 366 656

0733 366 665

071 757 36 44

 

Civitanova Marche

 

0733 366 612

0733 366 613

0733 812 912

 

 

Calendario di entrata in vigore delle nuove autorizzazioni in via generale.

 

Dal 18 giugno 2010

1) Riparazione e verniciatura di carrozzerie di autoveicoli, mezzi e macchine agricole con utilizzo di impianti a ciclo aperto e utilizzo complessivo di prodotti vernicianti pronti all’uso giornaliero massimo complessivo non superiore a 20 kg.

2) Tipografia, litografia, serigrafia, con utilizzo di prodotti per la stampa (inchiostri, vernici e similari) giornaliero massimo complessivo non superiore a 30 kg.

3) Produzione di articoli in gomma e prodotti delle materie plastiche con utilizzo giornaliero massimo complessivo di materie prime non superiore a 500 kg.

8) Torrefazione di caffè ed altri prodotti tostati con produzione non superiore a 450 kg/giorno.

9) Produzione di mastici, pitture, vernici, cere, inchiostri e affini con produzione complessiva non superiore a 500 kg/h.

11) Laboratori orafi con fusione di metalli con meno di venticinque addetti.

14) Produzione di sapone e detergenti sintetici prodotti per l’igiene e la profumeria con utilizzo di materie prime non superiori a 200 kg/giorno.

16) Produzione di oggetti artistici in ceramica, terracotta o vetro in forni in muffola discontinua con utilizzo nel ciclo produttivo di smalti, colori e affini non superiore a 50 kg/giorno.

17) Trasformazione e conservazione, esclusa la surgelazione, di frutta, ortaggi, funghi con produzione superiore a 350 kg/giorno e pari o inferiore a 1000 kg/giorno.

18) Trasformazione e conservazione, esclusa la surgelazione, di carne con produzione superiore a 350 kg/giorno e pari o inferiore a 1000 kg/giorno.

19) Molitura di cereali con produzione superiore a 500 kg/giorno e pari o inferiore a 1500 kg/giorno.

20) Lavorazione e conservazione, esclusa la surgelazione, di pesce ed altri prodotti alimentari marini con produzione superiore a 350 kg/giorno e pari o inferiore 1000 kg/giorno.

21) Prodotti in calcestruzzo e gesso in quantità non superiore a 1500 kg/giorno.

22) Pressofusione con utilizzo di metalli e leghe in quantità non superiore a 100 kg/giorno.

23) Lavorazioni manifatturiere alimentari con utilizzo di materie prime superiore a 350 kg/giorno e pari o inferiore a 1000 kg/giorno.

24) Lavorazioni conciarie con utilizzo di prodotti vernicianti pronti all’uso giornaliero massimo non superiore a 50 kg.

25) Fonderie di metalli con produzione di oggetti metallici giornaliero massimo non superiore a 100 kg.

26) Produzione di ceramiche artistiche esclusa la decoratura con utilizzo di materia prima giornaliero massimo non superiore a 3000 kg.

27) Produzione di carta, cartone e similari con utilizzo di materie prime giornaliero massimo non superiore a 4000 kg.

29) Trasformazioni lattiero-casearie con produzione giornaliera superiore a 350 kg/giorno e pari o inferiore 1000 kg/giorno.

34) Attività di distillazione.

35) Attività di estrazione di materiali inerti.

36) Attività di lavorazione di materiali inerti con capacità massima complessiva di trattamento non superiore a 200.000 tonnellate all’anno.

37) Produzione di prodotti in vetroresina con utilizzo giornaliero massimo complessivo di resina pronta all’uso non superiore a 200 kg.

38) Impianti a ciclo chiuso di pulizia a secco di tessuti e di pellami, escluse le pellicce, e pulitintolavanderie a ciclo chiuso.

39) Attività di produzione di calore con impianti termici che utilizzano combustibili solidi, liquidi o gassosi.

 

Dal 1 settembre 2010

10) Sgrassaggio superficiale dei metalli con consumo complessivo di solventi non superiore a 10 kg/giorno.

12) Anodizzazione, galvanotecnica, fosfatazione di superfici metalliche con consumo di prodotti chimici non superiore a 10 kg/giorno.

15) Tempra di metalli.

28) Saldatura di oggetti e superfici metalliche.

30) Taglio e deformazione plastica di metalli.

31) Elettroerosione.

32) Lavorazioni meccaniche in genere e/o pulizia meccanica/asportazione di materiale effettuate su metalli e/o leghe metalliche.

 

Dal 1 novembre 2010

4) Produzione di mobili, oggetti, imballaggi, prodotti semifiniti in materiale a base di legno con utilizzo giornaliero massimo complessivo di materie prime non superiore a 2000 kg.

5) Verniciatura, laccatura, doratura di mobili ed altri oggetti in legno con consumo massimo teorico di solvente non superiore a 15 tonnellate/anno.

6) Rivestimento di superfici in materiali differenti dal legno, con utilizzo complessivo di prodotti vernicianti pronti all’uso non superiore a 50 kg/giorno.

7) Panificazione, pasticceria e affini con consumo di farina superiore a 300 kg/giorno e pari o inferiore a 1500 kg/giorno.

 

Dal 1 gennaio 2011

13) Utilizzazione di mastici e colle con consumo complessivo di sostanze collanti non superiore a 100 kg/giorno.

33) Attività del settore calzaturiero e pellettiero.

 

 

SICUREZZA, VALUTAZIONE DELLO STRESS LAVORO CORRELATO: SCADENZE

 

Il DLGS 81/2008 ha introdotto l’obbligo di valutare il rischio da stress lavoro correlato (articolo 28, comma 1), indicandone poi le modalità con il comma 1bis dell’articolo 28, aggiunto dal DLGS 106/2009), riferendosi a lavori a cura della Commissione consultiva permanente.

La Commissione ha istituito un apposito gruppo di lavoro con rappresentanze imprenditoriali, dei dipendenti e della PA, operante nella prospettiva del termine di scadenza del 1° agosto 2010. Le rappresentanze datoriali, di intesa tra loro, stanno elaborando una proposta di linea guida, ancora in bozza preliminare. Analoga operazione viene effettuata dalle Regioni e dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori. Le differenti ipotesi dovranno poi essere sottoposte ad un confronto nel merito dal quale ricavare eventualmente una elaborazione condivisa.

Nel frattempo, un decreto legge ha introdotto una proroga al 31 dicembre 2010 dell’obbligo di valutazione del rischio stress lavoro correlato per le sole Pubbliche Amministrazioni.

Esiste quindi oggi una disparità di trattamento tra settore pubblico e settore privato, disparità discutibile, considerando che le difficoltà di ordine organizzativo e la indisponibilità delle suddette elaborazioni della Commissione consultiva riguardano certamente entrambi i settori. Per questo motivo RE.TE. Imprese Italia, con lettera indirizzata al Ministro Sacconi, ha richiesto la proroga al 2011 per tutti i comparti lavorativi. Vi terremo aggiornati sullo stato di avanzamento dei lavori indicando quindi modalità e termini per l’assolvimento degli obblighi in questione.

 

Per ulteriori informazioni:

f.mosca@macerata.confartigianato.it

 

 

 

Shares