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19 maggio 2010 - La news ha avuto 41 visite
Richiesta di "Abbonamento Speciale" da parte della RAI per il possesso di apparecchi tv fuori dall'ambito familiare

Richiesta di "Abbonamento Speciale" da parte della RAI per il possesso di apparecchi tv fuori dall’ambito familiare

 <p align="justify"><font size="2">&nbsp; </font></p><p align="justify"><font size="2">Ci stanno pervenendo, da parte di numerose Associazioni territoriali, segnalazioni sulla&nbsp; ripresa, da parte della RAI, di una intensa campagna di richiesta rivolta alle imprese che detengono un apparecchio radiotelevisivo nel proprio laboratorio (indipendentemente dal collegamento d’antenna e dall’uso per ricezione di programmi) volta alla riscossione del cosiddetto &quot;abbonamento speciale alla televisione&quot;.</font></p><p align="justify"><font size="2"></font></p><p align="justify"><font size="2">In relazione a detta richiesta, deve essere preliminarmente chiarito che si fonda su precise disposizioni legislative sulla base delle quali, chiunque detenga uno o pi&ugrave; apparecchi televisivi &egrave; tenuto, in virt&ugrave; del R.D.L.21/02/1938 n.246 e dell’articolo 16 della legge n.488/99, a pagare il canone Rai. Trattandosi infatti di un’imposta sul possesso o sulla detenzione dell’apparecchio, il canone deve essere pagato indipendentemente dall’uso del televisore o dalla scelta delle emittenti televisive.</font></p><p align="justify"><font size="2"></font></p><p align="justify"><font size="2">In particolare deve essere specificato che esistono due tipi di canone: quello per uso ordinario, dovuto da chi possiede o detiene l’apparecchio televisivo in ambito familiare, e quello speciale, dovuto da chi possiede o detiene uno o pi&ugrave; apparecchi radiofonici o televisivi in locali aperti al pubblico o comunque al di fuori dall’ambito familiare, secondo quanto disposto dal D.L.Lt.21/12/1944 n. 458 </font></p><p align="justify"><font size="2"></font></p><p align="justify"><font size="2">In relazione a quest’obbligo, peraltro, le norme prevedono che quando un abbonato Rai, per qualsiasi ragione, non intende pi&ugrave; usufruire del servizio RAI, deve presentare richiesta al competente Ufficio del Registro, non oltre il mese di novembre di ciascun anno, indicando il numero di abbonamento e specificando il tipo di apparecchio di cui &egrave; in possesso, che dovr&agrave; infine essere racchiuso in apposito involucro (di iuta), in modo da impedirne il funzionamento. La chiusura dell’apparecchio, o la cessione di esso, come pure la distruzione, infatti, non danno diritto all’esonero dall’obbligo di pagamento. Alla chiusura dell’apparecchio provvedono gli Uffici Tecnici Erariali e l’involucro (di iuta), che contiene l’apparecchio, deve essere chiuso con filo di ferro, munito all’estremit&agrave; di un piombino timbrato dell’Ufficio Tecnico; l’apparecchio, cos&igrave; sistemato, viene lasciato in deposito all’utente, che ne assume tutte le conseguenze di legge.</font></p><p align="justify"><font size="2"></font></p><p align="justify"><font size="2">Deve peraltro essere messo in evidenza che il canone &egrave; dovuto anche per il possesso di tutti gli apparecchi atti o adattabili alla ricezione di programmi televisivi.</font></p><p align="justify"><font size="2"></font></p><p align="justify"><font size="2">Il mancato pagamento del canone comporta l’applicazione di specifiche sanzioni e il controllo sulla regolarit&agrave; di pagamento &egrave; demandato a tutti gli Organismi che ordinariamente effettuano controlli sulle imprese.</font></p><p align="justify"><font size="2"></font></p><p align="justify"><font size="2">Descritta nei termini giuridici, appare del tutto evidente come la questione assuma aspetti di inopportunit&agrave; e che l’applicazione di norme che risalgono a tempi molto remoti contrasta fortemente con l’innovazione tecnologica e l’impiego delle tecnologie multimediali sempre pi&ugrave; diffuse nello svolgimento delle attivit&agrave; imprenditoriali.</font></p><p align="justify"><font size="2"></font></p><p align="justify"><font size="2">Per di pi&ugrave;, la massiccia azione svolta in questi giorni dalla Rai, volta al recupero dell’evasione del canone appare alle imprese, in questo momento di particolare difficolt&agrave; economica, l’ulteriore vessazione di fronte alla quale soccombere in virt&ugrave; delle numerose disposizioni di legge che prevedono &quot;balzelli&quot; della pi&ugrave; svariata natura.</font></p><p align="justify"><font size="2"></font></p><p align="justify"><font size="2">Non essendo ancora chiarita, peraltro, la vicenda che ci vede in contrapposizione con SCF per la ben nota questione della riscossione dei &quot;diritti connessi&quot; (vedi nostra comunicazione Prot.n. 734/2010), sembra proprio che in questo periodo, alcune categorie in particolare, siano sottoposte ad una forte pressione che rischia di divenire insostenibile.</font></p><p align="justify"><font size="2"></font></p><p align="justify"><font size="2">Per questa ragione la Confederazione interverr&agrave; tempestivamente nelle opportune sedi politiche per denunciare la situazione e per richiedere la immediata modifica delle disposi-zioni normative che penalizzano immotivatamente e fortemente le nostre imprese.</font></p>

 

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