Categorie: Eventi, Moda, news,

5 maggio 2010 - La news ha avuto 72 visite
CONFARTIGIANATO E C.N.A. : SI’ AL "MARCHIO 100% MADE IN ITALY",unica garanzia del "tutto" fatto in Italia

CONFARTIGIANATO E C.N.A. : SI’ AL "MARCHIO 100% MADE IN ITALY",unica garanzia del "tutto" fatto in Italia

1273069094_MADE_IN_ITALY_300X204.jpg,1273069094_MADE_IN_ITALY_300X204.jpg,1273069094_MADE_IN_ITALY_300X204.jpg 

Le maggiori organizzazioni di categoria delle imprese artigiane in maniera pacata ma ferma intervengono sulla questione del marchio "made in Italy" dopo le recenti affermazioni di un importante imprenditore calzaturiero locale (condivise, a quanto pare, da gran parte degli industriali calzaturieri) il quale ha affermato il suo <>.

Al riguardo le associazioni artigiane affermano quanto segue: << Trasparenza e chiarezza nell’informazione dei consumatori (e quindi del mercato) non possono esser spacciate per confusione: la confusione la ingenera chi, attraverso una comunicazione chiaramente di parte, sfruttando le incongruenze legislative in vigore (leggi italiane, normative comunitarie), ha tutto l’interesse a far passare nell’immaginario collettivo il messaggio che il marchio "made in Italy" sia effettivamente quello che letteralmente dovrebbe essere (e che invece non è!!!) e cioè "fatto in Italia", con il quale, in maniera subdola, si ingenera nel consumatore la convinzione del "tutto" fatto in Italia.

Purtroppo, dal punto di vista legislativo, esistono almeno due letture distinte (e distanti) del "fatto in Italia": la possibilità, secondo il Regolamento CEE, di apporre il marchio "made in Italy" a quei prodotti che abbiano avuto, a prescindere dalla manodopera e dalle materie prime utilizzate, l’ultima trasformazione o lavorazione sostanziale in Italia; la possibilità, ancora, di utilizzare il marchio "100% made in Italy" (legge 166/09) per quei prodotti "il cui disegno, progettazione, lavorazione e confezionamento siano compiuti esclusivamente sul territorio italiano".

Alla luce di quanto sopra ci sembra ben evidente che la confusione in materia è frutto della legislazione esistente: qui non vogliamo polemizzare al riguardo, come non vogliamo in alcun modo delegittimare o criticare scelte imprenditoriali di chi opta per effettuare fasi più o meno rilevanti della produzione fuori confine, quello che vogliamo, anche a tutela del lavoro italiano e delle tante aziende artigiane del settore ma soprattutto a tutela del consumatore, che l’informazione sui prodotti sia la più chiara e trasparente possibile. Non si tratta, come qualcuno ha adombrato, di protezionismo, ma si tratta esclusivamente di trasparenza e di rispetto per i consumatori. Le nostre imprese (ed i nostri prodotti) vogliono rispettare la libera circolazione delle merci e la libera concorrenza: una informazione corretta verso i consumatori è quanto vogliamo e chiediamo rimettendoci serenamente alla loro decisione di acquistare consapevolmente il prodotto che preferiscono. Solo così si renderebbe ancora credibile il made in Italy, solo così si difenderebbe il lavoro italiano, solo così si rispetterebbe il consumatore finale >>.

                                                                                      UFFICIO     STAMPA

                                                                 CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA

1273069094_MADE_IN_ITALY_300X204.jpg,1273069094_MADE_IN_ITALY_300X204.jpg,1273069094_MADE_IN_ITALY_300X204.jpg

 

Shares