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26 aprile 2010 - La news ha avuto 42 visite
Continua con un sondaggio la campagna di Confartigianato "IL LAVORO ABUSIVO E' UN REATO, NON RENDERTI COMPLICE".

Continua con un sondaggio la campagna di Confartigianato "IL LAVORO ABUSIVO E’ UN REATO, NON RENDERTI COMPLICE".

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Confartigianato Imprese Macerata ha presentato alla stampa la campagna contro l’abusivismo "IL LAVORO ABUSIVO E’ UN REATO, NON RENDERTI COMPLICE" lo scorso 19 febbraio presso Camera di Commercio di Macerata.

Il messaggio racchiude il senso della nostra iniziativa. Abbiamo voluto promuovere una campagna provinciale a sostegno delle imprese e dei diritti dei cittadini, perché riteniamo che combattere l’abusivismo significa stare al fianco dei tanti imprenditori artigiani onesti che svolgono quotidianamente, nel  pieno rispetto delle leggi, le loro attività, oltrechè tutelare le giuste aspettative dei consumatori tutti..

Con questa iniziativa Confartigianato si pone un duplice obiettivo: da una parte, sollecitare, anche a livello locale, istituzioni e forze dell’ordine a mantenere alta la guardia per contrastare questa piaga, dall’altra, invitare i cittadini ad affidarsi a mani responsabili, garanzia di legalità, professionalità e sicurezza.

La campagna contro l’abusivismo predisposta da Confartigianato Imprese Macerata, iniziata  nelle scorse settimane attraverso la convocazione di un’apposita tavola rotonda che ha coinvolto tutti gli Enti e le Istituzioni competenti in materia, poi proseguita con l’attivazione di un numero dedicato (0733-366420) e un indirizzo di posta elettronica (abusivismo@macerata.confartigianato.it) cui i cittadini, imprenditori, lavoratori potranno inviare segnalazioni, anche in forma anonima, di presunte illegalità, continuerà con l’affissione di manifesti in tutta la provincia.

Detta iniziativa è in linea con l’identità vera di Confartigianato che fa da sempre della promozione, della valorizzazione, della crescita e dello sviluppo delle piccole e medie imprese della nostra provincia il proprio credo.

Idraulici, elettricisti, meccanici, muratori, piastrellisti, assemblatori di mobili, parrucchieri, estetiste: c’è un esercito di "irregolari", invisibile al fisco, che opera impunemente sul territorio. Esso è costituito non da "imprese", bensì da una miriade di "pseudo imprese", visto che parliamo di abusivi che lavorano in concorrenza con le vere aziende sane, cioè in  regola.

In molti casi si tratta di dopolavoristi, ovvero persone con già un impiego sia nel settore pubblico che in quello privato che "arrotondano" lo stipendio con lavoretti che molto spesso finiscono per esser tanti e tali da costituire la loro vera prima occupazione.

In altri casi si tratta di giovani in cerca di prima occupazione o di casalinghe che contribuiscono così all’eventuale magro bilancio  familiare attraverso servizi non solo in casa ma anche a domicilio, fenomeno questo abbastanza frequente soprattutto nei settori  dell’acconciatura e dell’estetica.

Oggi in particolare, a causa della crisi, queste file dell’esercito degli abusivi si stanno paurosamente ingrossando. Tra coloro che iniziano ad operare nel sommerso cominciano ad esserci anche ex imprenditori magari costretti a chiudere a causa della recessione, ma non sono pochi neanche gli ex imprenditori ora a riposo che cercano di alzare la propria pensione prestando servizi nel campo delle piccole manutenzioni. Insomma la mappa del sommerso è quanto mai variegata e riguarda ormai tutti i settori. Si tratta di una vera e propria piaga che anche nella nostra provincia sta assumendo proporzioni davvero pesanti.

Inutile dire che in un momento di crisi come quello attuale l’abusivismo rappresenta un nemico in più per le imprese "sane", quelle che cioè rispettano fino in fondo le regole pagando regolarmente le tasse.

In momenti come questo l’attenzione verso le criticità del mercato deve essere portata al massimo livello, in particolare non ci si può permettere un abbassamento della guardia verso alcuni fattori che alterano il mercato e penalizzano le imprese ‘regolari’. Coloro che lavorano abusivamente compromettono la possibilità di competere delle imprese ed arrecano pregiudizio a tutti i soggetti che operano nel rispetto delle leggi; ‘drogano’ le regole di un’economia di mercato concorrenziale, con pesanti ricadute sul piano degli investimenti e dei livelli occupazionali; impoveriscono il Paese, essendo il lavoro abusivo basato sulla produzione e sulla vendita ‘in nero’, in totale evasione fiscale; negano i diritti sociali elementari ai lavoratori coinvolti nella produzione e, spesso, nella distribuzione; infine rappresentano un inganno per i consumatori, inganno in molti casi associato ad un reale  pericolo per la salute e per l’incolumità fisica degli stessi.

E’ quindi di tutta evidenza che occorre debellare o quanto meno fortemente circoscrivere il suddetto fenomeno: noi da parte nostra, in questa che riteniamo una battaglia prima ancora che di legittima tutela degli imprenditori onesti, di moralità, di equità, di giustizia sociale e di legalità, ci crediamo fortemente e ci mettiamo con orgoglio "la faccia". Abbiamo però la necessità che tutti gli attori del territorio, Istituzioni, Autorità preposte, Forze sociali e cittadini tutti, "remino" uniti verso la stessa direzione.

                                                                 

                                                                                  UFFICIO     STAMPA

                                                                 CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA

 

 

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