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14 aprile 2010 - La news ha avuto 71 visite
Giornata di prevenzione dell’Alzheimer SABATO 17 APRILE Civitanova Marche

Giornata di prevenzione dell’Alzheimer SABATO 17 APRILE Civitanova Marche

 

 

L’iniziativa, promossa dall’Associazione Nazionale Anziani e Pensionati (Anap) di Confartigianato è inserita all’interno della campagna "Ricordati di ricordare, senza ricordi non hai futuro"; in tutte le principali piazze d’Italia verranno allestiti dei gazebo informativi sulle problematiche legate alla malattia e dove medici geriatri, assistiti da infermieri-volontari della Croce Rossa, somministreranno dei minimental test per predire l’insorgere dei primi sintomi dell’Alzheimer, malattia responsabile del 70% delle demenze senili.

Nel nostro territorio, siamo presenti a Civitanova Marche, presso il Centro Commerciale Civita Center in Piazza Nassiria dalle ore 8,30 alle ore 19,00.

Il  morbo di Alzheimer  è un processo, degenerativo ed incurabile, che distrugge progressivamente le cellule cerebrali, rendendo a poco a poco l’individuo che ne è affetto incapace di una vita normale.

 La malattia è dovuta a una diffusa distruzione di neuroni, causata principalmente da una proteina (la beta-amiloide ) che depositandosi tra i neuroni agisce come una sorta di collante, inglobando placche e grovigli "neurofibrillari".

 La malattia è accompagnata da una forte diminuzione di acetilcolina nel cervello, sostanza fondamentale per la memoria ma anche per le altre facoltà intellettive. La conseguenza di queste modificazioni cerebrali è l’impossibilità per il neurone di trasmettere gli impulsi nervosi e quindi la morte. All’inizio i sintomi – qualche difficoltà a ricordare e la perdita delle capacità intellettive – possono essere così lievi da passare inosservati, sia all’interessato che ai familiari e agli amici.

 Ma, col progredire della malattia, i sintomi diventano sempre più evidenti, e cominciano a interferire con le attività quotidiane e con le relazioni sociali. Le difficoltà pratiche nelle più comuni attività quotidiane, come quella di vestirsi, lavarsi o andare alla toilette, diventano a poco a poco così gravi da determinare, col tempo, la completa dipendenza dagli altri. La malattia di Alzheimer non è né infettiva né contagiosa; essa colpisce sia persone al di sotto dei 65 anni di età che persone al di sopra dei 65 anni. Di conseguenza, oggi, ci si riferisce spesso alla malattia come a una demenza di Alzheimer, specificando, eventualmente "ad esordio precoce".
 L’Anap  fortemente impegnata sul fronte della prevenzione dell’Alzheimer  ha finanziato tre dottorati di ricerca presso il dipartimento di Scienze dell’invecchiamento dell’Università La Sapienza di Roma, vengono formati i caregiver interni alle famiglie, e si elabora e analizzano i dati raccolti al fine di identificare i soggetti a rischio attraverso l’intervento di geriatri e la realizzazione di uno screening mirato a rallentare l’insorgenza della malattia.

I fattori di rischio

 E’ improbabile che si possa far risalire la malattia ad un’unica causa: è invece verosimile che sia il risultato di un insieme di fattori, con incidenza diversa da persona a persona, quali l’età, il sesso, la predisposizione genetica, eventuali traumi cranici subiti in passato, oltre ad altri potenziali fattori socio-culturali ed economici, di cui si sta studiando l’incidenza, diretta o indiretta.

Età

E’ affetta dalla malattia di Alzheimer circa una persona su venti tra quelle che hanno superato i 65 anni di età. E’ importante rilevare che, anche se col passare degli anni le persone tendono a perdere la memoria, la stragrande maggioranza degli individui sopra gli ottant’anni è intellettualmente integra. Sebbene, quindi, le probabilità di contrarre la malattia di Alzheimer crescano con gli anni, la vecchiaia di per se stessa non è causa di tale malattia. Poiché oggi si vive più a lungo che in passato, il numero di persone affette da malattia di Alzheimer o da altre forme di demenza sembra destinato ad aumentare.

Sesso

 Da alcuni studi risulta che il numero di donne affette da tale malattia è sempre stato superiore al numero degli uomini. Tale dato può essere, tuttavia, ingannevole, perché le donne vivono mediamente più a lungo degli uomini. Ciò significa che, a parità di durata della vita e in assenza di altre cause di morte, il numero di uomini affetti da malattia di Alzheimer equivarrebbe al numero delle donne.

Fattori genetici

In un numero estremamente limitato di famiglie, la malattia di Alzheimer si presenta col carattere di malattia genetica dominante. I membri di tali famiglie possono ereditare da uno dei genitori la parte di DNA (struttura genetica) che causa tale malattia. Mediamente, la metà dei figli di un genitore malato erediterà la malattia, con esordio ad un’età relativamente bassa:di norma, tra i 35 e i 60 anni. Nell’ambito di una stessa famiglia, l’età d’inizio è discretamente costante. E’ stato scoperto un collegamento tra il cromosoma 21 e la malattia di Alzheimer. Poiché la sindrome di Down è causata da un’anomalia su questo cromosoma, i soggetti Down hanno maggiori probabilità di ammalarsi se raggiungono la mezza età, anche se non appaiono tutti i sintomi della malattia.

Traumi cranici

Ci sono fondati motivi per ritenere che una persona che ha ricevuto un violento colpo alla testa possa essere a rischio di ammalarsi di Alzheimer. Il rischio è maggiore se al momento del colpo la persona ha più di cinquant’anni, ha un gene specifico (apoE4) e ha perso conoscenza subito dopo il colpo.

Altri fattori

Non esiste nessuna prova sicura che un particolare gruppo di persone sia candidato a sviluppare la malattia. Razza, professione, posizione geografica, livello socio-economico non sono fattori determinanti. Tuttavia alcune patologie come il diabete, la sindrome metabolica, l’ipertensione arteriosa costituiscono fattori di rischio per l’insorgenza della demenza vascolare


Per informazioni:
f.meriggi@macerata.confartigianato.it    
0733.366228

 

 

 

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