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3 marzo 2010 - La news ha avuto 29 visite
ANALISI DI CONFARTIGIANATO : "FARE IMPRESA" SEMPRE PIU’ MULTIETNICA

ANALISI DI CONFARTIGIANATO : "FARE IMPRESA" SEMPRE PIU’ MULTIETNICA

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In questi ultimi tempi, anche nella nostra provincia, si sta assistendo ad un aumento esponenziale dell’imprenditoria immigrata. Gli ultimi dati ci indicano chiaramente che il lavoro autonomo resiste anche grazie agli immigrati. Settori in crescita quali ristorazione, commercio al dettaglio, costruzioni  presenterebbero anch’essi un saldo negativo senza il decisivo apporto della componente immigrata. E’ quindi importante avere uno spaccato di questa imprenditoria emergente.

La Confartigianato di Macerata ha condotto un approfondito studio sull’argomento servendosi, come fonte, dei dati 2009 della Camera di Commercio di Macerata integrati dalle informazioni ottenute  attraverso un sondaggio condotto tramite interviste ed uso di un questionario su un campione di 90 imprenditori extracomunitari titolari di impresa individuale propri associati dalla dott.ssa Sara Branciari, borsista presso la Confartigianato provinciale.. Ecco, in sintesi, gli aspetti più rilevanti dello studio.

"Fare impresa" è la strada scelta da gran parte di extracomunitari per integrarsi nel nostro Paese. Gli immigrati che decidono di mettersi in proprio sono sempre più numerosi: nella nostra provincia i titolari extracomunitari di imprese individuali hanno raggiunto quota 2.105; di essi più della metà, 1.107 (fonte Albo Artigiani), sono titolari di impresa artigiana.

Una rappresentazione per sesso e per età ci dice che l’imprenditore extracomunitario "tipo" è maschio e di età compresa tra i 30 ed i 49 anni: infatti il 22% è tra i 18 ed i 29 anni, il 66% tra i 40 ed i 59 e l’11% tra i 50 ed i 69 (vi è un ulteriore 1% di ultrasettantenni); le imprenditrici donne sono in  crescita, attorno al 30% del totale.

Per quanto riguarda la nazionalità degli imprenditori immigrati circa 70 sono le Nazioni rappresentate! Alcune etnie sono presenti diffusamente e omogeneamente sul territorio, altre invece sono concentrate in determinati Comuni. Le dieci nazionalità più diffuse (rappresentano circa il 76% del totale) sono quelle marocchina (344,di cui 42 artigiane, forte soprattutto a Cingoli), cinese (315, di cui 187 artigiane, a Civitanova soprattutto), macedone (294, di cui 248 artigiane), albanese (234, di cui 193 artigiane, presente soprattutto a Macerata, S. Severino e Porto Recanati), senegalese (184, di cui 2 artigiane, presente soprattutto a Macerata, Porto Recanati e Potenza Picena), argentina (131, di cui 65 artigiane, con roccaforti a Civitanova,  a Macerata ed a P.Recanati), pakistana (108, di cui 22 artigiane, presente soprattutto a Civitanova ed a Corridonia),  nigeriana (75, di cui 6 artigiane, a Macerata soprattutto), tunisina (57, di cui 27 artigiane) ed indiana (19, di cui 6 artigiane).

Da ciò emerge che sono artigiani oltre l’80% degli imprenditori macedoni ed albanesi, circa il 60% dei cinesi, circa il 50% degli argentini e tunisini, il 30% degli indiani, il 20% dei pakistani, il 10% dei marocchini e nigeriani; pressoché nulla la componente artigiana (poco più dell’ 1%) tra i senegalesi.

Altri dati interessanti che emergono dallo studio sono quelli relativi ai settori di attività:

–            Commercio all’ingrosso ed al dettaglio ( il comparto più rappresentato ) : 283 marocchini (l’81% della relativa comunità), 177 senegalesi (ben il 96% della relativa comunità), 67 pakistani (pari al 62%), 53 nigeriani (il 70%), 52 cinesi (il 17%), 31 argentini (il 24%), 13 tunisini (il 23%9, 11 indiani (il 57%).

–            Costruzioni : 272 macedoni (92% dell’intera comunità), 196 albanesi (l’84%), 36 tunisini (il 64%), 35 marocchini (il 10%), 30 argentini (23%).

–            Manifatturiero : preponderanti i cinesi (254, pari all’80% dell’imprenditoria cinese) seguiti dai pakistani (15, pari al 14%), argentini (12, pari al 9%) e tunisini (7, pari al 12%).

Infine, per comprendere appieno il fenomeno, alcuni aspetti per così dire "sociologici" emersi dal sondaggio sopra citato: l’85% degli intervistati risulta coniugato; il livello di istruzione preponderante è il diploma di istituto superiore (48%) ma  il 7% è in possesso di diploma di laurea; il 70% di essi sono in Italia da più di 10 anni; per il 38% degli intervistati l’idea di aprire un’impresa è maturata per "libera scelta" indipendentemente dalle necessità, ma il 27% ha intrapreso un’attività in proprio a seguito di chiusura dell’azienda per cui prima lavorava da dipendente ed il 18% l’ha fatto perché non è riuscito a trovare un lavoro alle dipendenze; tra le difficoltà incontrate all’inizio del suo percorso lavorativo in Italia  un 8% segnala quello di ottenere il permesso di soggiorno, un 20% quello di trovare un alloggio, il 24% quello relativo alla lingua prima ed all’integrazione poi ma circa il 40% dichiara di non aver avuto nessun tipo di problema; circa le motivazioni che hanno determinato la scelta del Comune dove aprire l’azienda la metà afferma di averlo fatto sulla base della vicinanza a dove aveva fissato la residenza, solo il 18% perché vicino ad altre imprese con le quali collabora; tra i maggiori problemi incontrati finora nell’espletamento dell’attività imprenditoriale si segnalano le difficoltà ad ottenere credito/fido dalle banche (31%), le difficoltà a reperire servizi fiscali e commerciali adeguati ai propri bisogni ed a prezzi equi (29%), le difficoltà a trovare nuovi clienti onde poter assicurare all’azienda una continuità produttiva (29%), espletamento delle incombenze burocratiche (11%); infine, le aspettative per servizi più puntuali da parte delle organizzazioni di categoria, soprattutto sul versante dell’assistenza amministrativa (39%), dell’assistenza previdenziale e sociale (18%), dell’organizzazione di corsi lingua adeguati (18%), dei consigli e supporti necessari all’ottimizzazione dell’aspetto gestionale dell’impresa (18%).

 

                                                                                                    UFFICIO     STAMPA

                                                                              CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA

 

 

 

 

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