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9 febbraio 2010 - La news ha avuto 24 visite
TAVOLA ROTONDA CONFARTIGIANATO : "QUALI AZIONI COMUNI PER CONTRASTARE IMPRESE FANTASMA, LAVORO NERO ED ECONOMIA SOMMERSA"

TAVOLA ROTONDA CONFARTIGIANATO : "QUALI AZIONI COMUNI PER CONTRASTARE IMPRESE FANTASMA, LAVORO NERO ED ECONOMIA SOMMERSA"

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Confartigianato Imprese Macerata, da sempre in prima linea contro l’abusivismo e l’illegalità, anche alla luce dei recenti blitz operati dalle autorità preposte ai controlli che documentano come, purtroppo, il nostro territorio non sia certamente immune da fenomeni di lavoro nero, da contraffazioni di merci e marchi e da imprese fantasma, ha inteso promuovere un incontro tra tutti i potenziali attori del territorio (realtà produttive, forze sociali e sindacali, pubblici amministratori ed autorità preposte ai controlli) per fare il punto della situazione nella nostra provincia e poter creare le premesse per collaborazioni e sinergie volte a contrastare in maniera efficace tali illegalità con l’obiettivo di, se non debellare, almeno circoscrivere fortemente il grave fenomeno.

All’incontro, tenutosi questa mattina presso la sala consiliare della Provincia, hanno partecipato numerosi "interlocutori": presenti tra gli altri, il Presidente Provinciale di Confartigianato Folco Bellabarba, il Presidente Nazionale di Confartigianato Moda Giuseppe Mazzarella, il Segretario Provinciale di Confartigianato nonché Presidente della Camera di Commercio Giuliano Bianchi, Pierluigi Rausei, direttore della Direzione Provinciale del Lavoro, il Vice Prefetto Sante Copponi,  l’Assessore provinciale Patrizio Gagliardi, Carla Galassi (INAIL) e Rodolfo Sperandini (INPS), il Presidente di Confcommercio di Macerata Mario Volpini, Stefano Orlanoni (Confindustria Macerata), Sonia Paoloni (CGIL), Lidia Fabbri (CISL), il comandante della Polizia Municipale di Macerata Oreste Negromanti Tini. Unica nota stonata la massiccia assenza dei Sindaci del territorio, assenza stigmatizzata anche dai pochi amministratori intervenuti: il Sindaco di Montecosaro Stefano Cardinali, quello di Montelupone Giuseppe Ripani, l’assessore alle attività produttive del Comune di Tolentino Luigi Bontempi, l’assessore alla sicurezza ed alla polizia municipale di Porto Recanati Elena Leopardi.

Svariati e tutti interessanti gli interventi che si sono succeduti. Giuliano Bianchi, riconoscendo l’impegno ed i risultati già conseguiti dagli organi di controllo, ha invitato gli stessi a sanzionare soprattutto le irregolarità sostanziali più che quelle formali ed a convogliare uomini e risorse nella ricerca << delle imprese "non targate", quelle cioè completamente abusive e quindi sconosciute all’anagrafe fiscale e previdenziale >>:

Il dottor Rausei, responsabile provinciale della Direzione Provinciale del Lavoro (cui è demandato  il coordinamento dei servizi ispettivi e di controllo) ha ribadito che << proprio verso quest’ultime, le cosiddette aziende "non targate", sono state soprattutto dirette le investigazioni nel corso del 2009 e che nel 2010 la lotta ad esse sarà la priorità dell’azione del suo ufficio. Ma per poter ottenere dei risultati efficaci occorre la più ampia collaborazione degli Enti e delle Istituzioni territoriali (i Comuni), di chi cioè può presidiare millimetro per millimetro il territorio. E purtroppo, anche per l’esiguità delle risorse e degli organici delle polizie municipali e della loro scarsa formazione verso  operazioni di natura investigativa (ma non solo per questo!) finora tale disponibilità non v’è stata o, almeno, non v’è stata nella misura adeguata. Voglio ricordare che le operazioni di vigilanza volte a contrastare il lavoro sommerso ed irregolare nei laboratori abusivi (frequentemente gestiti, ma non sempre, da soggetti di etnia straniera) servono  a combattere il fenomeno "lavoro nero" il quale però, va rimarcato, è solo la punta di un iceberg nel mare dell’evasione fiscale, della concorrenza sleale, dello sfruttamento, dell’immigrazione irregolare, del riciclaggio di denaro sporco, dell’aggiramento delle norme sulla sicurezza e sulla prevenzione degli infortuni dei lavoratori >>. << Nel 2009 abbiamo sospeso per il lavoro nero 69 aziende (35 nel2008). Ed il 2010 è iniziato all’insegna di nuove sospensioni. La scorsa settimana è stato fermato il lavoro in due aziende cinesi nel campo del tessile situate nel tolentinate e che impiegavano in nero 7 operai. Altre 5 ispezioni in aziende cinesi sono state effettuate nei giorni scorsi nelle zone tra Cingoli ed Apiro. E per quanto attiene il laboratorio si Scarrocciano (Corridonia) dove morì la undicenne Anni Ye stiamo chiudendo il cerchio sulle 12 aziende del fermano-maceratese (7 italiane) che ruotavano intorno al laboratorio. I laboratori clandestini, rispetto al recente passato, si muovono più rapidamente e cercano sempre più di insediarsi nei tanti casolari esistenti nelle campagne di centri sempre più piccoli. Si insediano, lavorano e poco dopo si spostano. Nel corso del 2009 abbiamo scovato 1.388 lavoratori irregolari di cui 557 totalmente in nero. Ma il lavoro nero è solo uno dei quattro problemi principali (gli altri sono la contraffazione, l’economia sommersa e l’immigrazione illegale). Un dato da tenere in considerazione è che, dati 2009, nella nostra provincia aumenta il sommerso (al 10% contro l’8% dell’anno precedente), ma scendono le imprese irregolari: ciò sta a significare che l’impresa va massicciamente verso il "nero">>.

                                                                                      UFFICIO     STAMPA

                                                                 CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA

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