Categorie: Moda, news,

27 gennaio 2010 - La news ha avuto 37 visite
Calzature:nuovo profilo di rischio applicato dalle Dogane Russe sulle importazioni

Calzature:nuovo profilo di rischio applicato dalle Dogane Russe sulle importazioni

1264779242_fieremoda.jpg,1264779242_fieremoda.jpg,1264779242_fieremoda.jpg 

Il Servizio Federale delle Dogane Russe ha rilasciato una nota interna sull’importazione di calzature la quale, se seguita da misure applicative concrete, comporterebbe un aumento dei prezzi per il prodotto in pelle (e non solo) immesso sul mercato della Federazione Russa.

Secondo le stime, in primavera si avrebbe un aumento dei prezzi pari al 10/15%.

Questa informazione è stata data da alcune fonti russe molto attendibili e rilanciata da varie associazioni di categoria.

L’esistenza  della nota " scarpe" non è stata confermata dal Servizio Federale delle Dogane, ma neanche smentita.

Dal 1 gennaio 2010 gli uffici dogali hanno raddoppiato i cosiddetti rischi del prezzo indicativo (profili di rischio) con riferimento al  valore in dogana delle calzature cuoio importate. Ciò significa identificare una soglia minima di valore al di sotto della quale non è possibile dichiarare le merci.

Questo "sistema" viene reso operativo per assicurare che i fornitori  non sotto-fatturino artificialmente per far risparmiare sulle spese e sugli oneri doganali. Secondo le stime degli esperti, di alcuni studi di settore e da altre fonti doganali circa 200-250 milioni di paia di scarpe vengono importati illegalmente (sotto-fatturazione) perché senza il pagamento dei corrispettivi dazi doganali.

Questo fenomeno rappresenterebbe circa il 40% del mercato russo delle calzature.

Valori Minimi dichiarabili in dogana

Stando alla nuova valutazione dei valori minimi in dogana (tabelle dei funzionari doganali) il valore minimo di un paio di scarpe in pelle prodotte nella UE o negli Stati Uniti oggi è pari a 30 US$ (dai precedenti 14 US$).

Per le calzature in pelle fabbricate in Cina, il valore minimo dichiarabile è di 21 US$.

Il minimo doganale, invece, per le calzature di gomma o in sintetico è fissato rispettivamente in 4,5 e 7,5 US$ al paio per il prodotto made in UE o Stati Uniti.

Per la Cina il valore minimo è di 3,15 US$ per le calzature in gomma e di 5,25 US$ per quelle in altri materiali sintetici.

Gli esperti sostengono che l’aumento della scala dei valori indicativi porterà sicuramente ad un incremento dei prezzi al mercato.

"I prezzi medi di contratto per molti tipi di calzature (siano esse per bambini, scarpe o sandali) sono significativamente inferiori al nuovo profilo di rischio doganale" ha spiegato la direttrice generale del Sindacato Nazionale Natalia Demidova. "In questo modo", aggiunge, "agli importatori non rimarrà che ricorrere ai tribunali in caso di contestazione per far valere i propri diritti, il che comunque porterà a dei costi aggiuntivi soprattutto per le piccole imprese.

Natalia Demidova propone un esempio. Il prezzo pattuito per una fornitura di scarpe per  bambino in cuoio fabbricate in Cina può essere di 3,8 US$ al paio. Tuttavia, all’atto dello sdoganamento i funzionari riscuoteranno il dazio (10%) in base al profilo di rischio accertato e al valore in dogana – quindi su 21 US$, ovvero 2,1 US$ – e, poi sulla base imponibile ottenuto, si pagherà l’IVA (10% nel caso di calzature per bambino). Una volta sdoganate, le paia seguiranno il normale iter commerciale attraverso la vendita all’ingrosso e le catene di vendita al dettaglio. In questo modo si verificheranno ulteriori incrementi di prezzo, pari a circa il 15% (dato, quest’ultimo, che ANCI ritiene di gran lunga sottostimato). Vale la pena di ricordare che i produttori russi di scarpe per bambini e calzature per adulti riescono a soddisfare solo il 10% della domanda interna.

Gli esperti sostengono che anche i  produttori nazionali aumenteranno i prezzi portando così tutto il comparto a subire un generalizzato aumento dei costi, penalizzando il consumatore russo che farà sempre più fatica ad acquistare calzature.

"Il rischio", continua la Demidova, "è quello di vedere aumentare in maniera vertiginosa il contrabbando di scarpe e … mi sembra un modo sin troppo esasperato di proteggere il mercato dei produttori nazionali. Il settore delle calzature già nel 2009 ha subito un brusco stop ed è stato costretto a rivedere buona parte degli investimenti e dei budget stanziati per innovazione, marketing, pubblicità etc. etc."

Fonte: dr. Sergio Russo, servizi consulenza doganale

 

 

Per informazioni:

p.capponi@macerata.confartigianato.it

0733.366285

 

1264779242_fieremoda.jpg,1264779242_fieremoda.jpg,1264779242_fieremoda.jpg

 

Shares