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15 settembre 2009 - La news ha avuto 47 visite
Confartigianato Moda: le nostre ragioni per la difesa del Made in Italy

Confartigianato Moda: le nostre ragioni per la difesa del Made in Italy

 <p align="justify"><font size="2">E&rsquo; del tutto inaccettabile che le pressioni dell&rsquo;associazione che gestisce le grandi industrie importatrici porti alla demolizione di un provvedimento di legge 99 sul made in Italy come quello entrato in vigore lo scorso 15 agosto e volto alla tutela dell&rsquo;etichettatura dei prodotti. Una norma che va a sfavore di chi importa prodotti lavorati o semilavorati all&rsquo;estero, e che tutela finalmente chi produce interamente in Italia. Un risultato questo, ottenuta dopo una battaglia durata oltre 7 anni e condotta in prima linea da Confartigianato Imprese e che non vogliamo che venga vanificato proprio nel momento in cui c&rsquo;&egrave; bisogno di norme a sostegno del settore calzaturiero. </font></p><p align="justify"><br /><font size="2">A parlare &egrave; l&rsquo;imprenditore maceratese Giuseppe Mazzarella, Presidente Nazionale Confartigianato Moda. </font></p><p align="justify"><font size="2">Nel maxi provvedimento licenziato nelle &ldquo;Disposizioni per lo sviluppo e l&rsquo;internazionalizzazione delle imprese, nonch&eacute; in materia di energia&rdquo;, vengono introdotti infatti criteri restrittivi sull&rsquo;utilizzo dei marchi, che obbligano le imprese italiane che hanno spostato all&rsquo;estero in parte o interamente la loro produzione ad indicare il luogo dove la merce &egrave; stata realizzata.</font></p><p align="justify"><font size="2">&lt; Quella che tutela l&rsquo;etichettatura dei prodotti italiani &ndash; afferma l&rsquo;imprenditore – &egrave; una legge senza dubbio scomoda per quelle che possono essere definite industrie solo sulla carta, ma che in realt&agrave; sono vere e proprie importatrici di prodotti senza etichetta. E&rsquo; per questo che vogliamo impedire che ad opera dell&rsquo;associazione che gestisce le grandi industrie importatrici, nel Prossimo Consiglio dei Ministri previsto per gioved&igrave; 3 settembre si congeli una legge che &egrave; in vigore a tutti gli effetti e che sta gi&agrave; dando i suoi risultati. Basti pensare che presso molte dogane del nostro Paese ci sono numerosissimi container bloccati carichi di merce in molti casi del tutto priva di etichettatura di origine e di &ldquo;made in&rdquo;&gt;.</font></p><p align="justify"><font size="2">&lt;Auspichiamo quindi &ndash; continua Mazzarella &ndash; che il Governo non cada ancora una volta nella trappola tesa dalle poche industrie nazionali che anzich&eacute; arricchire, sfruttano il mercato nazionale attraverso la riduzione del gettito per imposte, tasse e tributi, per aumentare a dismisura i propri margini.&nbsp; Basti pensare poi che secondo dati Istat la produzione industriale Italiana dal 2008 al 2009 &egrave; scesa del 30%, mentre da gennaio a giugno del 2009 le ore di cassa integrazione nel settore calzaturiero sono aumentate del 170% toccando quota undici milioni e seicentomila. Cifre da brivido che dimostrano come si produca sempre di pi&ugrave; all&rsquo;estero e sempre di meno in Italia, e che dovrebbero far meditare sulla necessit&agrave; di agire con maggiore lealt&agrave;, soprattutto in momenti di crisi come quella attuale. <br />E&rsquo; tempo che gli oltre 15 miliardi di euro spesi nel 2008 dagli italiani per la calzatura inizino a rappresentare una ricchezza ottenuta anche dando lavoro alla manodopera nazionale&gt;.</font></p><p align="justify"><font size="2">&lt;Con tutto il rispetto per chi ha scelto di commercializzare e delocalizzare e non di produrre, ci auguriamo che il Governo non rimanga ostaggio delle pressioni di alcuni e che rispetti gli impegni presi in favore delle piccole imprese e di chi vuole produrre in Italia&gt;.&nbsp; </font></p><p align="justify"><font size="2"></font></p><p align="justify"><font size="2">UFFICIO STAMPA CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA</font></p>

 

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