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28 luglio 2009 - La news ha avuto 37 visite
NORME PIU’ SEVERE SULL’UTILIZZO DEI MARCHI PER CHI DELOCALIZZA LE PROPRIE PRODUZIONI

NORME PIU’ SEVERE SULL’UTILIZZO DEI MARCHI PER CHI DELOCALIZZA LE PROPRIE PRODUZIONI

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Nel maxi provvedimento licenziato nelle “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, vengono introdotti criteri restrittivi sull’utilizzo dei marchi. Il provvedimento spacca in due i produttori tricolore. Il “collegato energia”, in attesa di essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, obbliga infatti le imprese italiane che hanno spostato all’estero parte o tutta la loro produzione, ad indicare il luogo dove la merce è stata realizzata.

Sarà infatti pratica commerciale ingannevole “l’uso di marchi di aziende italiane su prodotti o merci non originari dell’ Italia”. Inoltre le “false e fallaci indicazioni di provenienza o di origine non possono essere regolarizzate quando i prodotti siano stati già immessi in libera pratica” quindi la merce sequestrata non potrà essere riscattata come succedeva sino ad oggi, ma sarà distrutta. Per giunta sono state inasprite le sanzioni per il reato di importazione ed esportazione con false indicazioni di provenienza, previste ai sensi dell’art. 517 del Codice Penale.

Confartigianato Imprese Macerata, che anche in questa occasione ha partecipato attivamente alla realizzazione delle nuove importanti soluzioni attraverso i propri rappresentanti nazionali, è soddisfatta: < Finalmente una risposta concreta – commenta Giuseppe Mazzarella, Presidente Nazionale Confartigianato Moda – Il comparto moda denunciava da tempo che ci stavano derubando di un patrimonio. Chi ha un’idea italiana può andarla a produrre dove vuole, ma non possiamo accettare che questo abbia la stessa dignità di ciò che viene interamente fatto nel nostro Paese>.

Ciò no toglie che la norma contenga elementi paradossali; il più eclatante è che, in nome della difesa dell’origine geografica del prodotto, le moto Honda fatte a Chieti sono made in Italy, mentre le Fiat 500 no, perché escono dagli impianti polacchi.

 

Per informazioni:

p.capponi@macerata.confartigianato.it

0733.366285

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