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28 luglio 2009 - La news ha avuto 87 visite
IRAP, LE ENTRATE FANNO MARCIA INDIETRO

Allarme rientrato: le società di capitali non dovranno riscrivere i bilanci e le dichiarazioni dei redditi per adeguarsi ai recenti indirizzi interpretativi dell’Agenzia delle Entrate in materia di deducibilità dei costi Irap per autovetture, telefonia o spese di rappresentanza.
L’Agenzia ci ripensa e tira un colpo di spugna sulla circolare n.36 dello scorso 16 luglio, con la quale aveva di fatto trasfuso all’IRAP le limitazioni di alcune spese a deducibilità limitata già previste in materia di imposte dirette. Una previsione che aveva gettato lo scompiglio tra professionisti e imprenditori.
Un ripensamento non proprio spontaneo, piuttosto un’azione in risposta al durissimo intervento di Confartigianato e delle altre organizzazioni di rappresentanza delle piccole e medie imprese.
In una lettera inviata al Direttore delle Entrate Attilio Befera a pochi giorni dalla pubblicazione della circolare n.36, il responsabile del settore fiscale della Confederazione congiuntamente a quelli di altre quattro associazioni, aveva sottolineato l’infondatezza dei chiarimenti in materia di Irap contenuti nel documento. Giungendo alla conclusione che i chiarimenti forniti erano sbagliati. Nel merito e nella tempistica. Sbagliati perché “in contrasto con il dettato normativo”, con “i principi contabili in materia di bilancio”, oltre ad arrivare fuori tempo massimo “rispetto al corretto svolgimento degli adempimenti”. Le società di capitali, infatti, nella generalità dei casi approvano i bilanci entro aprile con il relativo stanziamento delle imposte. Inoltre, alla data del 16 luglio, giorno in cui la circolare è stata diffusa, la maggior parte delle imprese aveva già effettuato i versamenti a saldo ed in acconto. “E’ del tutto evidente – è scritto tra l’altro nella missiva indirizzata a Befera – che la tempistica con cui sono stati resi noti gli indirizzi interpretativi assume fondamentale importanza per quanto concerne l’adempimento spontaneo, tenuto conto che la norma era conosciuta dal 1° gennaio 2008 e la dottrina, da tempo, era orientata su differenti interpretazioni”.
Alle 22 del 22 luglio, a poche ore di distanza dalla dura presa di posizione Confederale (dura nei contenuti, cortese nella forma) l’Agenzia delle Entrate è tornata sui suoi passi diramando una nuova circolare che supera le criticità sollevate da Confartigianato. Nella nuova circolare le Entrate precisano, tra l’altro: “Con tale intervento (circolare 36 del 2009 ndr) non si è inteso, né sarebbe stato possibile, reintrodurre il legame tra IRES e IRAP che è venuto meno a seguito dell’abrogazione dell’articolo 11-bis del decreto IRAP”. Giungendo alla conclusione che: “La circolare non altera in alcun modo il trattamento dei costi di produzione dedotti integralmente o in misura superiore, per i quali l’amministrazione non potrà opporre le forfetizzazioni del TUIR. Queste ultime, infatti, nel sistema dell’IRAP non hanno valore di presunzioni e non possono essere utilizzate dagli uffici per contestare l’inerenza dei costi dedotti”. Insomma, si sarebbe trattato di un malinteso interpretativo.

Per informazioni:
a.silvestroni@macerata.confartigianato.it
0733.366408

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