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3 marzo 2009 - La news ha avuto 68 visite
CONTROLLI SANITARI, PROPOSTE CONTRO LA TASSA PER LE MICRO IMPRESE ALIMENTARI

CONTROLLI SANITARI, PROPOSTE CONTRO LA TASSA PER LE MICRO IMPRESE ALIMENTARI

 <p align="justify"><font size="2">Dopo aver protestato contro i contenuti del decreto legislativo 194/2008, la normativa con cui l&rsquo;Italia ha accolto le direttive europee sulle &ldquo;modalit&agrave; di finanziamento dei controlli sanitari alimentari&rdquo;, i tecnici di Confartigianato Imprese hanno preparato una proposta di emendamento per limarne le pesanti novit&agrave;, soprattutto quelle che, a detta di tutti gli operatori del settore, &ldquo;rischiano realmente di far crollare l&rsquo;intera filiera&rdquo;.<br />Nell&rsquo;occhio del ciclone sono finite le tariffe, innalzate anche di sessanta volte rispetto al passato, e la loro estensione a tutte le imprese del comparto alimentare. Una scelta, questa, assolutamente discrezionale e non voluta dall&rsquo;Unione europea.<br />Le tariffe per un servizio alle imprese, il controllo sanitario ufficiale, sono cos&igrave; diventate una tassa per tutte le imprese, senza la minima differenziazione tra dimensione aziendale e relativo volume d&rsquo;affari. Indicazioni che Bruxelles aveva espresso chiaramente, aggiungendo come gli Stati membri avrebbero dovuto tener conto della &ldquo;tipologia d&rsquo;impresa ed i relativi fattori di rischio&rdquo;, ma, soprattutto, &ldquo;degli interessi delle aziende del settore a bassa capacit&agrave; produttiva&rdquo;. Indicazioni rimaste inascoltate, che ora rischiano di bloccare la filiera. <br />Per scongiurare un pericolo tanto serio quanto reale, Confartigianato ha proposto due modifiche al testo normativo che dovrebbero semplificare le nuove procedure, alleggerirne la portata economica e garantire il giusto equilibro tra qualit&agrave; ed efficienza dei controlli sanitari sui prodotti che finiscono sulle tavole degli italiani.<br />La prima modifica punta l&rsquo;indice contro l&rsquo;articolo 10 della normativa italiana. In particolare, contro i commi 4 e 6, che fissano la scadenza di pagamento al &ldquo;31 gennaio dell&rsquo;anno di riferimento&rdquo;e l&rsquo;estensione delle procedure per la riscossione coattiva &ldquo;anche nel caso di violazione del comma 4&rdquo;.<br />Con la seconda modifica, invece, i tecnici di Confartigianato hanno voluto adeguare la normativa italiana alle preferenze espresse da Bruxelles sull&rsquo;attenzione nei confronti delle micro e piccole imprese del settore. <br />Secondo la pi&ugrave; rappresentativa organizzazione dell&rsquo;artigianato italiano, infatti, &ldquo;le imprese rientranti nella fascia produttiva annua A della tabella, con una capacit&agrave; produttiva fino al 25% dei valori limite indicati per tutte le tipologie di stabilimenti previsti, sono esonerate dal pagamento della tariffa forfettaria annua prevista&rdquo;. Una correzione che punta a salvare le micro imprese del settore, costrette a pagare tanto quanto quelle di dimensioni industriali. Un prezzo decisamente troppo alto per chi non ha quella portata aziendale.</font></p><p align="justify">&nbsp;</p><p align="justify"><font size="2">Per informazioni:</font></p><p align="justify"><a href="mailto:f.meriggi@macerata.confartigianato.it"><font size="2">f.meriggi@macerata.confartigianato.it</font></a><br /><font size="2">0733.366228<br /></font></p>

 

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