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17 dicembre 2008 - La news ha avuto 60 visite
CONSUMI:la crisi fa riscoprire la qualità dei prodotti tipici locali

CONSUMI:la crisi fa riscoprire la qualità dei prodotti tipici locali

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La situazione economica attuale sicuramente non favorirà un “boom” dei consumi ma è certo che quasi nessuno saprà e vorrà rinunciare alla tradizione, al sentirsi gratificato nel dare o nel ricevere un regalo, al gustare le varie specialità gastronomiche caratteristiche specie nei classici “ pranzo di Natale” e “cenone di fine anno”. Chiaramente ciascuno secondo le proprie possibilità.
Se è quindi gratificante e pertanto giusto un tal modo di comportarsi, è altrettanto giusto fare scelte intelligenti, vantaggiose ed anche utili per tutti.

Il Presidente della Confartigianato di Macerata Comm. Folco Bellabarba invita tutti i maceratesi ad approfittare di questa occasione per valorizzare e rilanciare il “buono ed il bello” di questa nostra terra, ancora tutta da scoprire e da gustare. Vini, argenti, carni, terrecotte, dolci, cioccolato, manufatti vari, formaggi, conserve e quant’altro realizzati nei nostri laboratori artigiani apparentemente potrebbero avere poco in comune, ma tutti questi prodotti hanno un “comune denominatore”, la tipicità e la qualità, capace di sintetizzare contemporaneamente passione, arte, gestualità, abilità, saperi antichi, gusto, sapori e genuinità. Gli oggetti in pelle o in cuoio, le calzature, gli articoli di abbigliamento, le ceramiche, i ricami e gli altri oggetti artistici, le lavorazioni in ferro battuto o in argento creati dalle sapienti mani dei nostri artigiani hanno una qualità ed una originalità che non trovano eguali nella concorrenza (spesso di importazione). E sicuramente altri sapori, altri profumi, altra genuinità e naturalezza hanno i prodotti dell’enogastronomia artigiana (vini da pasto o da dessert – vernaccia e vino cotto in particolare -, conserve e salse, formaggi e salumi – “ciauscolo” su tutti! – cioccolato puro, panettoni, pandori, torroni, dolci “tipici”e classici della tradizione maceratese quali i cavallucci, la serpe di Natale, la pizza nociata, il frostingo ecc.) rispetto agli analoghi della produzione industriale nazionale che inondano i banconi dei nostri esercizi commerciali!

Un invito, quello fatto dal Presidente Bellabarba in favore dell’acquisto delle tipicità locali, che secondo, un sondaggio condotto da Confartigianato,è già stato accolto dagli italiani:nonostante la crisi resistono infatti i consumi di specialità alimentari artigiane e quest’anno le tavole natalizie saranno più ‘tradizionaliste’ con la riscoperta della qualità dei prodotti tipici delle regioni italiane.

Lo rileva un sondaggio di Confartigianato condotto in tutta Italia su un campione di 1.200 produttori artigiani del settore alimentare: nelle preferenze dei consumatori si stanno affermando le tipicità locali per le quali si attende un incremento del 5% delle vendite rispetto a Natale 2007.

Seppure con gusti diversi, l’Italia è unita nel segno della qualità e della varietà delle produzioni alimentari artigiane. Confartigianato calcola che siano almeno 260 le ricette tipiche natalizie diffuse nelle varie zone del Paese.

Il ritorno alle tradizioni alimentari è anche alla base del boom registrato dalle 6.043 imprese specializzate nella lavorazione dei nostri 174 prodotti di qualità DOP e IGP: nel 2007, infatti, le aziende sono aumentate del 6,2% rispetto all’anno precedente, con un picco del + 14% nel Mezzogiorno.

Tra le specialità più gettonate a Natale vi sono, come sempre, i dolci: i consumi di quelli tipici, secondo Confartigianato, dovrebbero attestarsi sui 50.000 quintali per un valore di circa 70 milioni di euro. Per quanto riguarda, invece, panettoni e pandoro artigiani, Confartigianato prevede che potranno essere raggiunti i risultati del 2007 quando ne furono venduti 120.000 quintali per un valore di 240 milioni di euro.

Sotto controllo i prezzi. Nonostante l’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, i pasticceri artigiani si sono impegnati a mantenerli invariati rispetto allo scorso anno. Per panettoni e pandoro artigiani oscillano tra 15 e 20 euro al Kg. Per il torrone il costo va da 10 a 13 euro al Kg.

In Italia – secondo i dati di Confartigianato – le pasticcerie e i panifici artigiani sono quasi 45.000, danno lavoro a 166.000 addetti e dal 2003 ad oggi sono aumentati del 14,6%. Rappresentano l’87,7% del totale delle aziende del settore dolciario.

La passione degli italiani per i dolci artigiani è testimoniata anche dal fatto che il nostro Paese contende alla Francia il primato per la diffusione di forni e pasticcerie: in Francia vi sono 72 imprese di questi settori ogni 100.000 abitanti, in Italia 66 imprese ogni 100.000 abitanti. Seguono a grande distanza paesi come la Spagna, con 24 imprese ogni 100.000 abitanti, e la Germania, 18 imprese ogni 100.000 abitanti.

Nella classifica delle Regioni più ‘dolci’ d’Italia, al primo posto è il Piemonte, regione leader per la varietà della produzione con 24 specialità tradizionali in cui la nocciola è l’immancabile ingrediente.

Segue, con 21 ‘ricette’ tipiche, la Sicilia, patria della mandorla e terra d’origine del cioccolato (furono gli Spagnoli, sul finire del 1600, a portarvi il cacao e le tecniche di lavorazione scoperti nel Messico degli Aztechi). Terzo posto ex aequo per Emilia Romagna, Puglia e Sardegna, custodi anch’esse di un’antica esperienza dolciaria.

<< In tempi di crisi come quella attuale, rivolgere i propri acquisti verso questi prodotti del vero “made in Italy” o per meglio dire, del “made in Macerata” – dice infine il Presidente Bellabarba – significa sicuramente compiere una scelta che, oltre a far riscoprire la qualità, la tipicità e la genuinità,offre un reale sostegno all’economia provinciale ed in particolare alle piccole imprese,che sostengono in forte misura il peso delle criticità presenti,affinchè attraverso la valorizzazione del territorio sia possibile generare maggior benessere per l’intera collettività maceratese>>.

UFFICIO STAMPA CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA

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