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16 luglio 2008 - La news ha avuto 37 visite
Le ‘correzioni’ di Confartigianato alla Finanziaria 2009

Le ‘correzioni’ di Confartigianato alla Finanziaria 2009

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Sono sei le proposte di modifica al disegno di legge per la Finanziaria 2009 (D.L. 25 giugno 2008, n.112) in materia di fisco, di cui Confartigianato sollecita l’approvazione. Gli interventi Confederali mirano a rafforzare ulteriormente le semplificazioni, già presenti in modo massiccio all’interno del testo predisposto dal Governo, e a correggere alcuni aspetti negativi degli studi di settore. Si tratta di misure correttive a costo zero per il bilancio statale, ma dalla valenza estremamente positiva per le imprese in termini di minori costi.
Quattro le misure correttive in materia di semplificazioni.

Una prima richiesta sollecita l’ABROGAZIONE DELL’OBBLIGO – in realtà mai attuato – DI TRASMISSIONE TELEMATICA DEI CORRISPETTIVI, introdotto dal Decreto Legge 223/2006. Secondo la Confederazione, non ha senso mantenere una norma che in oltre due anni di vita non ha ancora trovato applicazione. Una norma di dubbia utilità sul fronte del contrasto dell’evasione, che comporta, oltretutto, costi aggiuntivi per le imprese, tenute a dotarsi di un nuovo registratore di cassa, oppure di un nuovo strumento in grado di trasmettere in tempo reale le ricevute fiscali o gli scontrini emessi, e per l’erario. che avrebbe dovuto ricevere e immagazzinare nei calcolatori della Sogei una grande mole di dati.

Un secondo correttivo indicato da Confartigianato propone la soppressione di un altro vincolo all’attività produttiva, e in particolare, al pronto RECUPERO IN COMPENSAZIONE DEI CREDITI DI IMPOSTA CHE EMERGONO DALLE DICHIARAZIONI ANNUALI.

La norma di cui si sollecita l’abrogazione è quella che prevede la necessità di una autorizzazione preventiva per le compensazioni dei crediti di imposta superiori a 10.000 euro.

Una terza richiesta della Confederazione, chiede la cancellazione dell’obbligo di INDICAZIONE SEPARATA IN FATTURA DEL COSTO DELLA MANODOPERA, ai fini del riconoscimento della detrazione del 36% sulle spese sostenute per la ristrutturazione delle abitazioni non di lusso. Confartigianato, a questo riguardo, ha sempre evidenziato due aspetti negativi della norma. Da una parte, una possibile violazione della privacy e delle regole di concorrenza tra imprese. Il costo della manodopera può rappresentare, infatti, un dato strategico per un’azienda in termini di competitività. Dall’altra, non è mai stato chiarito come l’indicazione del costo della manodopera in fattura si interfacci con il contrasto del lavoro irregolare. A fare chiarezza, non contribuisce neppure il fatto che il legislatore non ha previsto alcuna sanzione per le imprese che non ottemperano alla previsione.
Restando alle semplificazioni, Confartigianato sollecita anche “una migliore identificazione delle attività che rientrano nel settore edilizio”, per semplificare il regime Iva di inversione contabile riferito ai subappalti nel settore edile, il cosiddetto “REVERSE CHARGE”.

Per quanto attiene agli STUDI DI SETTORE, la prima modifica auspicata dalla Confederazione, riguarda la VALENZA PROBATORIA DEGLI INDICATORI DI NORMALITÀ ECONOMICA A REGIME. Grazie a un lungo braccio di ferro, Confartigianato, negli anni passati, era riuscita ad ottenere, sugli indicatori introdotti in via transitoria dal Ministro Visco, una valenza probatoria nettamente inferiore agli studi di settore. Ora, la richiesta, è che la stessa valenza probatoria sia confermata anche sugli indicatori a regime, proprio nella logica che gli indicatori devono costituire delle mere segnalazioni. Rappresentano, infatti, delle normalità economiche, senza tener conto che per le imprese la normalità economica è l’eccezione e non la regola.
Sempre in tema, una seconda proposta emendativa riguarda i tempi di ENTRATA IN VIGORE DEGLI STUDI DI SETTORE. In questa direzione il Governo ha già predisposto una norma assolutamente positiva per il sistema delle imprese, che anticipa al 30 settembre la data di approvazione degli studi. Confartigianato chiede al Governo di fare uno sforzo in più, ovvero di anticipare l’approvazione degli studi a giugno e di mettere a disposizione un programma informatico che permetta alle imprese di simulare la propria posizione.

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