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20 giugno 2008 - La news ha avuto 87 visite
Assegni, libretti e contante: al via le nuove regole

Assegni, libretti e contante: al via le nuove regole

 

Cambiano le regole per l’emissione degli assegni e per l’uso di contanti e libretti di risparmio.
Dallo scorso 30 aprile è scattato ufficialmente l’obbligo di emettere cheque con la clausola “non trasferibile” per importi dai 5.000 euro in su. Prevista una mini tassa di 1,5 euro ad assegno qualora si vogliano emettere titoli ‘liberi’. Scompare l’intestazione “a me medesimo”, se non per l’incasso di contanti da parte della stessa persona che li ha emessi. Si riduce da 12.500 euro a 5.000 euro la soglia del divieto di trasferimento di denaro contante, libretti di deposito bancari (o postali), titoli al portatore.
Sono queste alcune delle nuove regole messe a punto dal Ministero dell’Economia per contrastare il riciclaggio dei proventi da attività criminose e il finanziamento del terrorismo.
In sostanza, la stretta tende a limitare le operazioni opache. Alcuni esempi: i post-datati, da sempre fuori legge, ma da altrettanto tempo strumento di pagamento tanto diffuso quanto illecito, di fatto scompaiono, ostacolati dai molti vincoli imposti dalla nuova normativa, allo stesso modo sono intralciati i pagamenti in contanti e le girate multiple dei titoli, fino ad ora sostanzialmente ‘anonime’. Una maggior trasparenza che, secondo il Ministero dell’Economia, garantirà anche un maggior livello di sicurezza nel caso di furto o di smarrimento dei titoli e una più agevole tracciabilità delle transazioni da parte degli organi di controllo.

L’ABI (Associazione Bancaria Italiana) ha così riassunto i principali cambiamenti:

  • LIMITE A 5 MILA EURO – Gli assegni bancari, circolari o postali con un importo pari o superiore a 5.000 euro dovranno riportare la clausola “non trasferibile”;
  • ARRIVANO I ‘NUOVI’ ASSEGNI – I nuovi carnet di assegni distribuiti dalle banche saranno già muniti della dicitura “non trasferibile”. Quelli liberi si potranno avere richiedendoli in banca e pagando 1,50 euro di imposta di bollo per ciascun assegno o 15 euro per un blocchetto da 10;
  • CHE FARE CON I ‘VECCHI’? – Gli assegni già in nostro possesso possiamo usarli fino al loro esaurimento. Per importi pari o superiori a 5mila euro è necessario inserire la clausola “non trasferibile”;
  • STOP AL ‘ME MEDESIMO’ – Limiti anche per la pratica degli assegni a ‘me medesimo’ o a ‘m.m.’: da mercoledì possono essere girati per l’incasso soltanto presso uno sportello bancario o postale, vengono considerati ‘non trasferibili’ e possono essere incassati unicamente dall’emittente che non può girarli ad altri;
  • PER LA GIRATA SERVE IL CODICE FISCALE – Obbligo di indicare il codice fiscale di chi effettua la girata, pena la sua nullità (nel caso di una società, il codice fiscale della ditta). La banca potrà pagare l’assegno solo se tutte le girate avranno i relativi codici fiscali;
  • LIBRETTI – Il tetto di 5 mila euro va applicato anche per il saldo dei libretti al portatore che non deve superare i 4.999 euro. Per portare i vecchi libretti al di sotto della soglia di 5 mila euro (fino ad oggi fissata a 12.500 euro) ci sarà oltre un anno di tempo, fino al 30 giugno 2009. Per chi usa in modo scorretto gli assegni sono previste sanzioni che vanno dall’1% al 40% del totale dell’importo trasferito. Sanzioni anche per chi non regolarizza gli importi per i libretti al portatore entro il 30 giugno 2009: si va dal 10 al 20% del saldo del libretto.

 

 

Per informazioni:
l.pisani@macerata.confartigianato.it
tel.0733.366237

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