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4 giugno 2008 - La news ha avuto 60 visite
Abrogato l'onere certificatorio sui subappalti: un segnale di attenzione alle esigenze delle piccole imprese

Abrogato l’onere certificatorio sui subappalti: un segnale di attenzione alle esigenze delle piccole imprese

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I primi interventi del Governo appaiono in accordo con le aspettative degli imprenditori in materia di semplificazione. Il Ministero del Lavoro,  eliminando un onere certificatorio ingiustificato a carico delle piccole imprese, ha mostrato attenzione nei confronti delle sollecitazioni di Confartigianato”.
Così il presidente del settore edilizia di Confartigianato Imprese Macerata Bruno Crescimbeni commenta l’abrogazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del comma 29 dell’articolo 35 del Decreto legge 223/2006,  convertito con modificazioni dalla legge n. 248 del 4 agosto 2006, sulla responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore.
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Il Governo taglia così gli adempimenti amministrativi in materia di responsabilità solidale degli appalti che sarebbero dovuti entrare in vigore a partire 15 giugno. L’indicazione è contenuta nel decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 30 maggio, che ha abrogato l’articolo 35, commi da 28 a 34 della legge 248/2006, che introduceva una raffica di nuovi adempimenti burocratici a carico delle imprese.
Il provvedimento, cancellato sul filo di lana, prevedeva nuovi oneri certificatori che avrebbero reso la vita difficile soprattutto alle piccole imprese sub-appaltatrici: dal lungo elenco di documenti per certificare il corretto versamento delle ritenute fiscali, assicurative e previdenziali – la cui produzione era considerata necessaria per interrompere la catena di responsabilità tra appaltatore e sub-appaltatore –, alla condivisione dei dati anagrafici dei lavoratori impiegati nei lavori in appalto, tra committente, appaltatore e sub-appaltatore. Particolarmente aspro il regime sanzionatorio previsto in caso di inosservanza di alcune delle disposizioni contenute nell’articolo soppresso dal Governo: il committente che non avesse provveduto a verificare i versamenti delle ritenute di tutte le imprese coinvolte nei lavori in appalto, ad esempio, rischiava una sanzione da 5.000 a 200.000 euro.

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