Categorie: patronato INAPA,

20 maggio 2008 - La news ha avuto 90 visite
Lavoratrici madri, il Ministero riconosce i punti oscuri

Lavoratrici madri, il Ministero riconosce i punti oscuri

 <p align="justify"><font size="2">Dopo l&rsquo;entrata in vigore del Testo unico sulla tutela della maternit&agrave; e della paternit&agrave;, firmato il 12 marzo 2001, le Direzioni provinciali del lavoro hanno assunto comportamenti differenti sull&rsquo;astensione dal lavoro per le lavoratrici in dolce attesa. Soprattutto quando l&rsquo;attesa non &egrave; poi cos&igrave; dolce, a causa di complicanze della gravidanza o dei rischi che il luogo del lavoro pu&ograve; comportare per le mamme. <br />Dubbi e comportamenti discrepanti che hanno spinto il Ministero del Lavoro a far luce sull&rsquo;argomento. Due i principali nodi da sciogliere: da una parte la decorrenza dell&rsquo;interdizione anticipata, dall&rsquo;altra l&rsquo;impossibilit&agrave; di spostare la futura mamma in un altro luogo di lavoro o di affidarle una mansione meno pericolosa.<br />Nel primo caso il Ministero del Lavoro non ha dubbi: la richiesta di interdizione anticipata &ldquo;si intende accolta decorsi sette giorni dalla presentazione&rdquo;. Scatta la regola del silenzio assenso, quindi, e la data d&rsquo;inizio del provvedimento sar&agrave; quella del primo giorno di astensione dal lavoro, senza che debba coincidere con la data indicata sul necessario certificato medico.<br />La questione si fa pi&ugrave; ardua, invece, quando &egrave; proprio il luogo di lavoro a rappresentare una minaccia per la gravidanza e, soprattutto, quando il datore di lavoro non pu&ograve; spostare la lavoratrice in un luogo pi&ugrave; sicuro.<br />La legge prevede che siano le Direzioni provinciale del lavoro a certificare l&rsquo;impossibilit&agrave; del datore di lavoro di affidare alla futura madre compiti meno rischiosi per la propria salute. In casi simili, per&ograve;, il Ministero ha specificato che l&rsquo;astensione dal lavoro sar&agrave; autorizzata &ldquo;dalla data del provvedimento stesso&rdquo;. Il rischio, si legge tra le righe, &egrave; che se il certificato medico non dovesse coincidere con l&rsquo;inizio stabilito, i giorni che intercorrono tra il primo giorno di assenza e quello certificato dal medico competente potrebbero essere considerati giorni di assenza ingiustificata. </font></p><p align="justify"><font size="2"></font></p><p align="justify">&nbsp;</p><p align="justify"><font size="2">per informazioni:</font></p><p align="justify"><font size="2"><a href="mailto:t.bonfigli@macerata.confartigianato.it">t.bonfigli@macerata.confartigianato.it</a></font></p><p align="justify"><font size="2">tel.0733.366411<br /></font></p>

 

Shares