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13 febbraio 2008 - La news ha avuto 127 visite
Codice ambientale: al via le nuove norme

Codice ambientale: al via le nuove norme

 

Dal 13 febbraio scatta il via operativo alle principali misure contenute nel secondo correttivo al Codice Ambientale pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 29 gennaio.
Diverse le modifiche al testo che incidono sull’attività delle imprese. Le principali riguardano la gestione dei rifiuti e la tutela delle risorse idriche.
Semplificata la gestione del deposito temporaneo da parte del produttore dei rifiuti. Due le ipotesi di conduzione: temporale o quantitativa. Il primo criterio, temporale, prevede l’allontanamento dei rifiuti dal deposito entro tre mesi, indipendentemente dalla quantità e dalle caratteristiche degli scarti. In alternativa è possibile optare per la gestione quantitativa, ovvero avviare i rifiuti alla discarica quando hanno raggiunto i valori definiti ‘consueti’ (10 o 20 metri cubi, a seconda della pericolosità dei rifiuti in deposito). In quest’ultimo caso il limite temporale non scompare del tutto ma si allunga fino a 12 mesi.

Deludenti le semplificazioni per le imprese sul fronte delle scritture ambientali. A fronte del d.lgs 152/06 che aveva escluso dalla compilazione del MUD tutti i produttori di rifiuti non pericolosi, il correttivo reintroduce l’obbligo per i produttori di rifiuti speciali non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali e da lavorazioni artigianali, ad eccezione di quelle imprese che hanno meno di 10 dipendenti, per le quali non è previsto l’obbligo del MUD.
Confermata l’esenzione dalla compilazione del MUD e dalla tenuta dei registri per le imprese che trasportano i propri rifiuti non pericolosi.
Previsto nuovamente l’obbligo di vidimazione dei registri di carico e scarico, ad opera delle Camere di commercio. Per quanto riguarda l’utilizzo dei registri stessi, le imprese che stanno utilizzando registri già vidimati dall´Agenzia delle entrate dovrebbero poter continuare a registrare su quelli fino ad esaurimento degli spazi disponibili. A riguardo si è infatti in attesa di una nota nazionale di Unioncamere e Ministero dell´ambiente che confermerà questa interpretazione.

Sul versante del trasporto in conto proprio, è stato riscritto il relativo art. 212 comma 8. Verranno infatti ora richieste indicazioni sugli estremi identificativi e sull’idoneità tecnica dei mezzi utilizzati per il trasporto dei rifiuti, tenuto anche conto delle modalità di effettuazione del trasporto medesimo.
Nuova formulazione anche per quanto riguarda terre e rocce di scavo. Per essere riutilizzate in edilizia per interri o simili, dovranno rispettare alcune nuove condizioni: non devono provenire da siti contaminati o sottoposti a interventi di bonifica, devono essere utilizzati integralmente in interventi individuati in anticipo.
Per quanto riguarda la tutela delle risorse idriche, il Decreto correttivo rielabora la definizione di ‘scarico’ nelle acque, reintroducendo la nozione di ‘scarico diretto’ nelle acque, inteso come sistema stabile di collegamento tra produzione degli scarichi e punto di raccolta degli stessi. Con questa precisazione il legislatore ha inteso mettere un punto alle confusioni interpretative che spesso aprivano la strada allo sversamento dei rifiuti liquidi nelle acque libere.

Per ulteriori informazioni:

Federico Mosca

tel. 0733.366612
e-mail: f.mosca
@macerata.confartigianato.it

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