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28 gennaio 2008 - La news ha avuto 67 visite
Normativa ambientale:semaforo rosso

Normativa ambientale:semaforo rosso

Sul fronte della gestione dei sistemi ambientali, il Governo solleva il piede dall’acceleratore e concede una serie di importanti proroghe che spostano in avanti alcune scadenze particolarmente indigeste alle piccole imprese. Le novità sono contenute nei due provvedimenti di fine anno, la Finanziaria 2008 e il decreto ‘milleproroghe’ e riguardano i Raee (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), l’ammissibilità dei rifiuti in discarica, gli impianti che producono emissioni. Il Decreto Legge 248/2007 ‘milleproroghe’ dedica alla normativa ambientale 4 articoli: è qui che si concentrano le novità più significative. Il primo articolo, fortemente voluto e sollecitato da Confartigianato che in autunno aveva invitato il ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio a porre rimedio alle molte incongruenze del testo prima di dare il via definitivo al sistema, differisce a una data ancora da stabilire l’entrata in vigore dei provvedimenti in tema di Raee che avrebbero dovuto essere operativi già dal 1° gennaio. Entro il 28 febbraio un apposito decreto ministeriale indicherà le nuove modalità per la raccolta e il trasporto dai centri di stoccaggio dei Raee ritirati dai distributori. Solo a trenta giorni dalla pubblicazione del decreto, scatterà l’obbligo del ritiro. Di conseguenza è sospeso almeno per i prossimi tre mesi, l’obbligo di ritiro dei Raee da parte dei distributori a fronte dell’acquisto di un apparecchio nuovo (one-to-one), al pari delle sanzioni amministrative in caso di mancato ritiro o di ritiro a pagamento delle apparecchiature da rottamare. Si profilano all’orizzonte semplificazioni perché la normativa attuale, contenuta nel D.lgs n.152/06, fissa dei paletti precisi alla movimentazione e alla raccolta dei rifiuti provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, norme vincolistiche che di fatto non permettono di dare reale applicazione alle nuove disposizioni. Allo stato attuale i distributori avrebbero dovuto osservare la stessa disciplina degli operatori professionali della raccolta e del recupero, con obbligo di autorizzazioni, iscrizione all’albo, scritture ambientali. Confermato, invece, l’obbligo di iscrizione per produttori e importatori al registro nazionale istituito presso le Camere di Commercio Il secondo comma dell’articolo 30 è dedicato ai sistemi di finanziamento della gestione dei Raee domestici da parte dei sistemi collettivi di raccolta, ovvero dei Consorzi di produttori. In sostanza il finanziamento del ritiro dei Raee domestici avverrà con il regime previsto per quelli “storici”, ossia in base alle quote di mercato e non in forma individuale. Lo stesso meccanismo è previsto anche per i Raee professionali per i quali viene abolita la differenziazione tra storici e nuovi (a carico del produttore nel caso di sostituzione uno-a-uno, altrimenti a carico del detentore). Restando sempre al “milleproroghe”, l’articolo 32 proroga di due anni (dal 29 aprile 2009 al 29 aprile 2011) il termine entro il quale gli impianti che prima non erano soggetti all’autorizzazione alle emissioni in atmosfera, dovranno munirsi dell’apposito permesso. Per quanto riguarda le disposizioni in materia ambientale contenute nella Legge Finanziaria queste sono sostanzialmente due: la prima concerne la tariffazione dei rifiuti urbani, la seconda l’ammissibilità dei rifiuti in discarica. Il primo provvedimento stabilisce che i Comuni devono applicare per il 2008 lo stesso regime di tariffazione degli ultimi due anni, con divieto di passaggio dalla Tarsu alla tariffa e viceversa. Il secondo provvedimento, più significativo per le imprese, introduce nuove regole per l’invio in discarica dei rifiuti. Per la precisione, più che introdurre nuove regole, il Governo ritorna sui suoi passi e conferma per il momento quelle vecchie, dando il via alla quarta proroga sul tema. Fino al 31 dicembre 2008 le regole per l’ammissibilità dei rifiuti in discarica continuano a rimanere quelle previste dalla delibera del 27 luglio 1984. Non entra in vigore, quindi, l’obbligo di caratterizzazione chimica dei rifiuti da avviare allo smaltimento. Sostanziale tregua anche sulla lista dei rifiuti speciali ammessi nella discariche di prima categoria, quelle dei rifiuti urbani e assimilati, che resta sostanzialmente invariata.

 

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