Categorie: Innovazione tecnologica,

20 dicembre 2007 - La news ha avuto 45 visite
Le piccole imprese sempre più "motore" di innovazione tecnologica

Le piccole imprese sempre più "motore" di innovazione tecnologica

 

La parola innovazione non è più sinonimo di grande impresa: cresce la propensione delle piccole aziende a sperimentare e ricercare soluzioni tecnologiche sempre più all’avanguardia. Secondo un’indagine realizzata da Confartigianato Imprese in collaborazione con Censis e presentata a Roma lo scorso novembre, in Italia il 25% delle aziende con meno di 20 addetti è attivo in processi di innovazione delle proprie strategie di impresa : dati statistici che confermano una tendenza concreta e condivisa anche all’interno del tessuto delle piccole aziende della nostra provincia. < I risultati dell’indagine – afferma Giuseppe Ripani, responsabile provinciale del settore Innovazione e Trasferimento Tecnologico di Confartigianato Imprese Macerata – < confermano ora con dati statistici una percezione che avevamo già, derivante dalle quotidiane relazioni di consulenza e di servizio che intratteniamo con molte di esse, e cioè che un consistente numero di piccole imprese della provincia di Macerata è realmente impegnato in un’attività costante di miglioramento di prodotti e processi produttivi, di ricerca e di sperimentazione  anche tecnologica, con un’alta propensione alla individuazione di soluzioni creative. Anche le aziende che non operano su prodotti e marchi propri, quelle della cosiddetta sub-fornitura, sono spesso i veri “motori” dell’innovazione all’interno delle filiere in cui sono inserite, non di rado proponendo spontaneamente alle grandi imprese committenti soluzioni e prodotti ad alto valore innovativo.Un processo di ricerca e di creatività che va “dal basso verso l’alto” e smentisce il luogo comune che vede le grandi aziende come unici propulsori dell’innovazione. Anzi, le piccole imprese si affermano ancora una volta come minoranza trainante per l’intera economia nazionale. < Alcuni di questi “piccoli” grandi campioni di innovazione che la ricerca Censis ha ora “scoperto” – aggiunge Ripani – noi li conosciamo da tempo e sono stati protagonisti e testimoni, ad esempio, del Convegno profeticamente intitolato “L’innovazione fa grandi le piccole imprese” con cui Confartigianato Macerata ha ufficialmente avviato circa un anno fa le proprie attività su questa importante tematica.Già in quell’occasione sono emersi alcuni aspetti ed alcune caratteristiche del loro modo di operare che vengono oggi confermate dai dati ufficiali, vale a dire innanzitutto che sperimentazione, flessibilità e spirito di adattamento ai mutamenti del mercato risultano essere le colonne portanti che sostengono le piccole imprese nell’innovazione, ed inoltre che essa è attuata quasi del tutto senza l’apporto della ricerca con la “R” maiuscola, quindi senza forme di collaborazione con università o enti di ricerca, di conseguenza anche con pochissimo ricorso a finanziamenti pubblici (2,5% delle spese). > Le difficoltà quindi non mancano e fare innovazione costa.Scarsità di risorse finanziarie, complessità burocratiche, difficoltà a reperire risorse umane qualificate e a rapportarsi con centri di ricerca ed università sono ostacoli che vanno sicuramente rimossi.< Confartigianato Imprese Macerata – dice in proposito Giuseppe Ripani  – < ha iniziato nel corso di quest’anno ad affiancare le piccole imprese nel difficile percorso verso l’innovazione, attivando un’area operativa che ha l’obiettivo di fungere da punto di informazione ma soprattutto di facilitazione nell’accesso delle piccole realtà aziendali alle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie e dalla conoscenza in genere. Una scelta dell’Associazione che si rivelerà strategica a fronte della propensione sempre più forte delle piccole imprese ad innovare, atteggiamento ormai irrinunciabile per chi vuole rispondere alle richieste di un mercato sempre più mutevole e competitivo>.

 

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