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14 dicembre 2007 - La news ha avuto 89 visite
IL PRESIDENTE GUERRINI SULLA SICUREZZA DEL LAVORO:OCCORRE PIU' PREVENZIONE

IL PRESIDENTE GUERRINI SULLA SICUREZZA DEL LAVORO:OCCORRE PIU’ PREVENZIONE

 

“Per combattere il tragico fenomeno delle morti sul lavoro e più in generale degli infortuni è indispensabile migliorare la prevenzione ed intensificare i controlli. Non servono, invece, norme emergenziali per lo più incentrate sull’inasprimento delle sanzioni nei confronti dei datori di lavoro”.

A parlare è il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini il quale sollecita al Governo l’apertura di un tavolo di concertazione con le parti sociali sulla sicurezza sul lavoro, con l’obiettivo di individuare le modalità e gli strumenti più adatti a favorire la diffusione della cultura della sicurezza. Sono stati 1.280 i morti sul lavoro registrati dall’Inail nel 2006. È questa l’ ultima stima elaborata dall’Istituto e dalla quale risulta un aumento del numero delle donne e degli extracomunitari rimasti uccisi. I dati confermano così la strage quotidiana, negli ultimi giorni la raffica di incidenti mortali ha messo ancora più in luce la questione. Dati importanti, da leggere alla luce del Disegno di legge delega per il riassetto delle norme sulla salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro approvata dal Consiglio dei Ministri.


Ma le statistiche Inail spiegano anche che il numero degli infortuni mortali aumenta per le donne: ne sono rimaste uccise 88 nel 2005 e 103 nel 2006 mentre il numero delle vittime di sesso maschile è rimasto fermo ma è molto più alto (1.177).
Da un confronto tra il 2002 e il 2006 emerge poi che cresce, in un periodo più lungo, anche il numero degli extracomunitari che registrano incidenti: salgono del 14,2% quelli mortali (anche se registrano un leggero calo nell’ ultimo anno: dai 148 del 2005 ai 137 del 2006) e del 25,2% quelli non mortali. Visto per settori, Inail segnala che nel 2006 vi sarebbero stati 1.115 morti nel settore dell’industria e dei servizi, 114 nell’agricoltura e 11 nel settore dei dipendenti statali. Nel solo comparto edile, compreso nel settore industriale, vi sono stati 280 vittime.
I dati parlano di un calo nel lungo periodo degli incidenti mortali. I dati dell’Inail indicano un calo degli incidenti nel lungo periodo, dai 1.449 nel 2003 e poco meno di 1.300 nel 2006, si registra però un aumento dell’11% tra il 2005 e il 2006, con una decisa inversione di tendenza.

A giudizio di Guerrini “le risorse economiche per migliorare gli interventi di prevenzione esistono. Basti pensare all’ingente avanzo di gestione annuale dell’Inail: soltanto la Gestione dell’artigianato ha fatto registrare, nel 2006, un avanzo economico di oltre un miliardo di euro”.  “Ciò che invece è inaccettabile – sostiene Guerrini – è che tali risorse non vengono utilizzate per ridurre i premi pagati dalle aziende virtuose e per finanziare azioni e progetti volti ad accrescere la sicurezza sui luoghi di lavoro. Dobbiamo invece constatare che una parte dell’avanzo dell’Inail viene utilizzato per finalità del tutto estranee alla missione dell’Istituto, come, ad esempio,  la costruzione di caserme o di centri sportivi”.

 

 

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