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29 novembre 2007 - La news ha avuto 24 visite
CONFARTIGIANATO: LE IMPRESE EDILI LOCALI VANNO SALVAGUARDATE

CONFARTIGIANATO: LE IMPRESE EDILI LOCALI VANNO SALVAGUARDATE

 <div class="suContent"> <p>&nbsp;</p><p>CONFARTIGIANATO : SALVAGUARDARE LE PICCOLE IMPRESE EDILI LOCALI </p> <p>Da qualche tempo l’edilizia in provincia sta vivendo un momento di stasi economica: pur continuando a crescere il numero delle imprese (il comparto &quot;artigiano&quot;, che rappresenta circa l’80% di tutto il settore, negli ultimi nove mesi – dati<em> &quot;Infocamere&quot;</em> – ha segnato un incremento di sole 70 unit&agrave;, con un tasso di crescita pi&ugrave; che dimezzato rispetto al trend degli ultimi anni) a ci&ograve; non corrisponde pi&ugrave; una &quot;reale&quot; crescita del settore. Nella nostra provincia infatti l’incremento del numero delle imprese edili &egrave; sostenuta essenzialmente da extracomunitari e da maestranze espulse dal settore manifatturiero in crisi (soprattutto &quot;calzaturiero&quot;) visto che l’edilizia &egrave; uno degli ultimi settori per il cui accesso alla professione non &egrave; richiesta n&eacute; una &quot;patente di mestiere&quot; n&eacute; grandi investimenti. E’ poi del tutto evidente che, per il perdurare della crisi congiunturale, per la crescita vertiginosa dei prezzi dell’energia e delle materie prime, per il completamento della ricostruzione post-terremoto, per la stasi dell’edilizia abitativa e, non ultima, per la difficolt&agrave; di accesso agli &quot;appalti pubblici&quot;, il mercato delle costruzioni sia, oggi, di fatto, praticamente &quot;ingessato&quot;.</p> <p>Ben si comprende quindi la posizione assunta da tempo da Confartigianato circa la possibilit&agrave; di ricercare e sperimentare nuove iniziative idonee a creare, nel campo degli &quot;appalti pubblici&quot;, situazioni non penalizzanti per le aziende pi&ugrave; piccole (che rappresentano la quasi totalit&agrave; delle imprese locali), garantendo ad esse la reale possibilit&agrave; alla competizione per l’attribuzione dei lavori. Ed &egrave; pertanto condivisa la strada su cui si &egrave; mossa, in questi ultimi anni, in &quot;via sperimentale&quot;, la Provincia di Macerata, a cui va peraltro un sincero ringraziamento per la competenza e la disponibilit&agrave; mostrata dal personale preposto.</p> <p>Nel 2006 la Provincia ha bandito 222 gare: 24 con la modalit&agrave; del &quot;pubblico incanto&quot; (12 sono state le gare vinte da imprese del territorio); 66 con la &quot;trattativa privata&quot; (aggiudicate tutte ad imprese del maceratese); 126 con il metodo del &quot;cottimo&quot; (67 quelle vinte da imprese maceratesi, 59 quelle andate deserte); 5 sono state le gare assegnate con la &quot;licitazione privata semplificata&quot; (1 quella appannaggio di imprese del territorio) ed infine 1(vinta da un’impresa locale) con il sistema dell’appalto-concorso.</p> <p>Nel 2007 le gare bandite (al 25.10.2007) sono state 52: di esse 18 (9 aggiudicate ad imprese locali) si sono svolte con il meccanismo della &quot;procedura aperta&quot; (ex pubblico incanto), 23 (22 vinte da aziende maceratesi) con la &quot;procedura negoziata&quot; (ex trattativa privata), 7 (3 quelle appannaggio di imprese del territorio) con la &quot;procedura ristretta semplificata&quot; (ex licitazione privata semplificata), 3 (tutte vinte da imprese locali) con il &quot;cottimo&quot; e 1 con il &quot;concorso d’idee&quot; (vinta da un’impresa di Ancona).</p> <p>Alla luce di queste cifre Confartigianato esprime alcune valutazioni e considerazioni. </p> <p>Innanzitutto si evidenzia, confrontando i dati relativi ai due anni, (anche se quelli del 2007 sono parziali), un forte e preoccupante calo del numero degli appalti, passati da 222 a 52.</p> <p>Per quanto riguarda la c.d. &quot;procedura aperta&quot;(ex pubblico incanto) si nota una forte contrazione nella partecipazione delle imprese, passando dalle 130/150 dello scorso anno alle 40/50 attuali.</p> <p>Infine, per quanto attiene la &quot;procedura ristretta&quot; (ex licitazione privata semplificata) si pu&ograve; notare che nei due anni considerati gli appalti vinti da imprese maceratesi sono stati solo 1/3 del totale (se prendiamo in considerazione le imprese marchigiane la percentuale sale al 50%).</p> <p>Alla luce di tutto ci&ograve; quindi, pur valutando positivamente l’esperienza della <em>licitazione privata semplificata, </em>ora &quot;procedura ristretta&quot;, si pu&ograve; sicuramente affermare che questo sistema, se prima aveva un senso al fine di arginare il cosiddetto fenomeno del &quot;turismo degli appalti&quot; oggi, anche in considerazione del fatto che &egrave; sensibilmente diminuito il numero dei partecipanti (specie di imprese provenienti da fuori Regione) alle gare di appalto con &quot;procedura aperta&quot;, esso pu&ograve; esser definitivamente accantonato. Per contro invece andrebbero potenziati il metodo della &quot;procedura negoziata&quot;(ex trattativa privata), magari attraverso un innalzamento del tetto massimo dell’appalto ed il metodo del &quot;cottimo&quot;: questi due strumenti si sono infatti rivelati i pi&ugrave; idonei a soddisfare le aspettative delle nostre piccole imprese.</p> <p>UFFICIO STAMPA CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA</p> <p>&nbsp;</p></div>

 

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