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13 novembre 2007 - La news ha avuto 94 visite
FINANZIARIA 2008

FINANZIARIA 2008

 

Il presidente di Confartigianato Bellabarba: " Bene l’alleggerimento del carico fiscale, ma resta da sciogliere il nodo della spesa pubblica"

FINANZIARIA : APPREZZAMENTO PER L’ INVERSIONE DI TENDENZA RISPETTO ALLO SCORSO ANNO, MA NON BASTA: IL NODO RESTA LA SPESA PUBBLICA.

E’ il giudizio della Giunta Esecutiva di Confartigianato Imprese Macerata

<< Nella Finanziaria in via di approvazione al Senato si riscontra una positiva inversione di tendenza rispetto a quella dello scorso anno. Dopo la manovra vessatoria del 2007 – afferma il Presidente Comm. Folco Bellabarba – finalmente sembra esservi attenzione alle esigenze di semplificazione, di sviluppo e di alleggerimento del carico fiscale espresse dalle piccole imprese. Ma ciò non basta. Poco o nulla è stato fatto per sciogliere il nodo cruciale che sta strangolando il sistema Italia: l’abnorme spesa pubblica. La riduzione della spesa pubblica permetterebbe di liberare consistenti risorse da destinare allo sviluppo ed al rilancio della competitività del nostro sistema produttivo >>.

A parere della Giunta Esecutiva di Confartigianato Imprese Macerata, il Governo ha compreso la necessità di voltare pagina rispetto al brutto capitolo, in materia fiscale, scritto con la Finanziaria dello scorso anno: vanno in questo senso la riduzione dell’IRAP e dell’IRES e la novità introdotta con la semplificazione e forfetizzazione degli adempimenti e dei carichi fiscali per le imprese meno strutturate. Altrettanto apprezzabili sono le misure riguardanti la riduzione dell’ICI, il mantenimento delle agevolazioni per la ristrutturazione degli immobili, gli incentivi per interventi di risparmio energetico, la decontribuzione del lavoro straordinario e la valorizzazione del ruolo degli Enti Bilaterali.

Si rimarca invece profonda insoddisfazione per le inadeguate o assenti risposte su argomenti quali l’apprendistato, gli avanzi di gestione dell’Inail, i costi dell’energia (si sarebbe potuto e dovuto intervenire con una riduzione della pressione fiscale sui consumi energetici delle piccole imprese che pagano l’energia elettrica il 52,6% in più rispetto alla media UE).

Ma è soprattutto l’assenza di coraggio o di volontà per interventi strutturali atti a ridurre la spesa pubblica quello che maggiormente preoccupa. "Tagliare" è possibile: basterebbe seguire l’esempio di un Paese come la Germania che, dal 1996 al 2006, è riuscita a ridurre l’incidenza della spesa primaria sul PIL di 2,8 punti (in Italia, nello stesso periodo, essa è cresciuta di ben 4,6 punti!). Questo Governo, purtroppo, su questo tema, continua a marciare nel senso opposto, vedasi i provvedimenti atti a "stabilizzare" i precari della P.A. e vedasi il protocollo sul Welfare il quale, oltre a contenere inaccettabili discriminazioni tra lavoratori autonomi e lavoratori dipendenti, determina un ulteriore e sostanzioso innalzamento della spesa pubblica al fine di finanziare privilegi anacronistici in tema di pensioni.

UFFICIO STAMPA

CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA

 

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