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22 ottobre 2007 - La news ha avuto 77 visite
ACCORDO SUL WELFARE

ACCORDO SUL WELFARE

 

BELLABARBA (CONFARTIGIANATO) : " I MOTIVI CHE NON CI PERMETTONO DI FIRMARE"

<< Rimangono inalterati, e per alcuni aspetti addirittura si aggravano, i motivi che finora hanno impedito a Confartigianato di sottoscrivere il Protocollo sul Welfare >>.

Così il Presidente di Confartigianato Macerata Folco Bellabarba commenta l’accordo sul Welfare firmato da Governo ed alcune parti sociali.

<< Se è infatti difficile capire perché i lavoratori italiani debbano andare in pensione molto prima dei loro colleghi europei >>, afferma Bellabarba, << è ancor più difficile comprendere perché nel 2011, cioè fra soli 36 mesi, diventerà assolutamente legittimo ed equo quello che oggi viene presentato come un attentato ai diritti dei lavoratori! Sbandierato come un provvedimento di equità l’accordo raggiunto altro non è che una soluzione pasticciata che, per dare vantaggi ad una piccola platea di soggetti, è capace di negare diritti di uguaglianza a tutti i lavoratori con un onere per lo Stato di almeno 10 miliardi di euro in dieci anni, onere che sarà scaricato poi soprattutto sui lavoratori autonomi e dei giovani parasubordinati >>.

<< Ed è soprattutto inaccettabile >> continua Bellabarba << che l’accordo in questione riproponga assurde differenziazioni tra lavoro dipendente e lavoro autonomo nei requisiti per l’accesso al pensionamento ( 1 anno in più ) e sul "lavoro usurante". Nei settori privati inclusi nella lista dei lavori usuranti, per ogni 100 dipendenti ci sono 49 imprenditori che svolgono le medesime mansioni usuranti del dipendente: come si può pensare che fare il panificatore di notte per 40 anni come titolare d’impresa sia meno usurante rispetto alla stessa attività svolta come lavoratore dipendente?>>.

<< In conclusione, rilevato che il Protocollo sul Welfare è intriso di un ideologismo anacronistico che crea discriminazioni tra lavoratori autonomi e lavoratori dipendenti e che, soprattutto, scarica sui giovani gli oneri di una spesa pubblica ingigantita dai costi previdenziali, non vi sono proprio le minime condizioni per la sua sottoscrizione. E così la pensano anche le altre Confederazioni dell’Artigianato e del Commercio, che insieme a noi rappresentano 4 milioni di imprese >>.

 

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