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18 ottobre 2007 - La news ha avuto 40 visite
TROPPO ALTA LA PRESSIONE FISCALE NELLA NOSTRA PROVINCIA

TROPPO ALTA LA PRESSIONE FISCALE NELLA NOSTRA PROVINCIA

 

Si conferma particolarmente elevata la pressione fiscale per gli abitanti della nostra provincia.

Gran parte del "merito" per questo risultato và , senza ombra di dubbio, al Governo centrale (effetti della Finanziaria 2007) ma molto del proprio ci hanno messo la Regione Marche e gli Enti locali.

Irap, Addizionale regionale all’Irpef, Ici, Addizionale comunale all’Irpef, addizionali sulle imposte erariali di consumo sulle utenze dell’energia elettrica e del gas, tariffe tutte al rialzo (trasporti, mense scolastiche, Tarsu, Acqua ecc.) contribuiscono in modo determinante alla "felicità del cittadino", visto che "pagare le tasse è bellissimo"!

Confartigianato Imprese Macerata ha condotto un piccolo studio sull’imposizione fiscale operata dai Comuni della provincia: in particolare, non entrando nel merito delle "tariffe" i cui aumenti sono spesso determinati dal rispetto di vincoli di legge che impongono la copertura pressoché totale dei costi, ci si è soffermati sull’Ici e sull’Addizionale comunale Irpef.

Da questa analisi emergono dei dati interessanti.

ICI

Le aliquote applicate dai Comuni del maceratese presentano una fascia di oscillazione abbastanza ampia : va qui però tenuto conto che l’imposta dovuta è influenzata, oltre che dall’aliquota, dalle deduzioni e dalla rendita catastale (la quale a breve poi sarà aumentata in funzione della "revisione" annunciata dal Governo) che, non essendo un dato omogeneo su tutto il territorio provinciale, non permette una rigorosa valutazione e un corretto confronto.

Sono state rilevate le aliquote applicabili all’abitazione principale e quelle riguardanti capannoni e laboratori artigiani (per lo più compresi nella voce condizioni generali del Comune).

I dati relativi agli anni 2006 e 2007 compaiono nella sottostante tabella (le aliquote sono indicate in millesimi).

Una specifica va poi fatta: diverso risulta il trattamento degli immobili destinati ad attività d’impresa, come i "laboratori artigianali": solo 16 Comuni li trattano con un’aliquota analoga a quella della "prima casa"; dei restanti, solo 2, Appignano (5,5) e S.Severino (5,5 se di proprietà dell’impresa) prevedono riduzioni rispetto alle aliquote, più alte, che vanno sotto il nome di "Condizioni Generali del Comune".

Rispetto all’anno 2006, per quanto attiene "alla prima casa" hanno ridotto l’aliquota dell’1 per mille i Comuni di Esanatoglia, Fiastra e Serravalle di Chienti, dello 0,5 quelli di Corridonia, Morrovalle, Pollenza e S.Severino, dello 0,3 Matelica e dello 0,2 Recanati; per quel che invece riguarda le "Cond. Generali del Comune" Serravalle di Chienti presenta una riduzione dello 0,5, mentre hanno aumentato le aliquote S.Severino Marche (dello 0,5), Recanati (dello 0,9) ed Urbisaglia (dell’1,5).

ADDIZIONALE COMUNALE ALL’IRPEF.

Ampia gamma di valori si evidenzia anche nell’addizionale comunale Irpef : presentiamo analiticamente nella tabella sottostante, Comune per Comune, la loro "evoluzione" dal 2001 al 2007. Qui, come dato storico, vogliamo solo ricordare che:

Nel 2001 lo 0,5% era applicato da 5 Comuni, lo 0,4% da 17, lo 0,3% da 1, lo 0,2% da 22, mentre i Comuni senza addizionale erano 12.

Nel 2000 i Comuni che non avevano optato per l’addizionale erano 27 (e tra quelli che l’avevano adottata ben 25 avevano scelto l’aliquota dello 0,2%).

Nel 1999, anno di introduzione dell’imposta, erano ben 50 i Comuni che avevano scelto di non applicarla!

Statisticamente rileviamo che nel 2007, finito l’effetto del "blocco degli aumenti" introdotto con la finanziaria del precedente Governo, in provincia ben 30 Comuni hanno aumentato l’aliquota dell’addizionale irpef : l’incremento rispetto all’anno precedente è stato dello 0,5 a Fiordimonte, dello 0,4 a Bolognola, Castelraimondo, Fiuminata, Gagliole, Montecosaro e San Ginesio, dello 0,30 a Matelica, Montecassiano, Monte San Giusto, Pievebovigliana, Recanati, San Severino, Sant’Angelo in Pontano e Treia, dello 0,225 a Tolentino, dello 0,20 a Macerata, Montelupone, Monte S. Martino, Morrovalle, Muccia, Pollenza, Porto Recanati, Potenza Picena e Sarnano, dello 0,15 ad Appignano, dello 0,125 a Montefano e dello 0,10 a Caldarola, Sefro e Visso.

Non si tratta di aumenti di poco conto: ogni 10.000 euro di reddito imponibile si dovranno pagare 10 € in più per ogni decimale di incremento!

Concludiamo questa analisi dei dati con un breve commento del Presidente Provinciale di Confartigianato Imprese Macerata Comm. Folco Bellabarba: << A breve i nostri amministratori locali saranno chiamati, in funzione del prossimo bilancio, a deliberare le aliquote delle "addizionali" e dell’Ici per l’anno 2008. Qualsiasi provvedimento di natura finanziaria a carico dei cittadini e delle imprese volto a recuperare risorse magari con aumenti tariffari o della tassazione locale risulterebbe assolutamente assurdo in un periodo di ristagno economico e di riposizionamento delle imprese sul mercato. Anzi, ci aspettiamo provvedimenti equi come magari la riduzione dell’Ici sui laboratori ed i locali adibiti ad attività produttive che rappresentano un investimento primario per le imprese e che, in quanto sede della loro attività, andrebbero equiparati alle "prime case", cosa che di fatto già avviene nel 30% dei Comuni della provincia. Le aliquote dell’Ici andranno ripensate e fortemente ridotte onde bilanciare la imminente revisione degli indici catastali che determinerà un balzo notevole della base imponibile, mentre per l’addizionale Irpef si dovrà prender esempio da quelle 27 Amministrazioni che, pur continuando ad erogare servizi soddisfacenti ai propri cittadini, non hanno approfittato della fine del "blocco" per deliberare repentini e talora non esigui aumenti >>.

 

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