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29 agosto 2007 - La news ha avuto 79 visite
RALLENTA LA CRESCITA DELLE IMPRESE ARTIGIANE

RALLENTA LA CRESCITA DELLE IMPRESE ARTIGIANE

 Ha segnato il passo, nel primo semestre 2007, il ritmo di crescita delle imprese artigiane. <br /><br />Rispetto al 31 dicembre 2006 le imprese artigiane marchigiane iscritte alle Camere di Commercio sono cresciute di sole 25 unit&agrave; : Macerata +46, Ancona +28, Ascoli Piceno -19 e Pesaro -30.<br /><br />E’ quanto si evince dai dati diffusi da &quot;Movimprese&quot;, la rilevazione periodica condotta da Unioncamere sulla nati-mortalit&agrave; delle imprese, dati che confermano appunto il perdurare degli effetti negativi indotti dalla crisi economica ancora in atto.<br /><br />Confartigianato Imprese Macerata ha, in dettaglio, analizzato le rilevazioni relative alla situazione regionale e provinciale del comparto artigiano del II&deg; trimestre 2007.<br /><br />Nelle Marche le imprese artigiane registrate si sono attestate a quota 52.324: rispetto al trimestre precedente, a fronte di 1.413 nuove iscrizioni si sono avute 1.059 cessazioni, con un saldo di + 354 imprese (tasso di crescita dello 0,68%). La piccola crescita registrata &egrave; sostenuta dalle province di Ancona (+194), Pesaro (+94), Macerata ed Ascoli Piceno (entrambe +33).<br /><br />In provincia di Macerata (totale imprese artigiane 11.902) si sono avute, nel secondo trimestre dell’anno, 271 nuove iscrizioni e 238 cessazioni, con un tasso di crescita pari allo 0.28%. In particolare, tra i comparti pi&ugrave; significativi, mostrano un segno positivo il settore delle costruzioni (+42), il cuoio-calzature (+6), quello del tessile (+3), quello del mobile (+1) e quello dell’agro-alimentare (+1); stazionari risultano i comparti dell’abbigliamento, del legno e dei trasporti mentre negativo &egrave; il risultato del settore manutenzione-riparazione auto e moto (-4). <br /><br />&lt;&lt; I dati sopra esposti – dichiara il Presidente Provinciale della Confartigianato di Macerata Comm. Folco Bellabarba – confermano purtroppo le difficolt&agrave; che stanno attraversando le nostre imprese artigiane. Quello che preoccupa maggiormente &egrave; che il raffreddamento della crescita &egrave; determinato soprattutto dall’alto numero delle cessazioni, indice questo della reale difficolt&agrave;, per molte piccole imprese, di poter restare competitive e quindi di poter continuare l’attivit&agrave;. Sono per&ograve; convinto che la piccola impresa ed il lavoro autonomo hanno le potenzialit&agrave; per avviare una nuova fase di crescita del territorio e del Paese. Occorre per&ograve; una reale politica di sviluppo con interventi che sostengano e qualifichino soprattutto le piccole e medie imprese, che per numero, per PIL prodotto e per occupazione generata sono l’asse portante del &quot;Sistema Italia&quot;. Quando abbiamo detto e fatto contro la Finanziaria 2006 e contro le modifiche degli studi di settore &egrave; oggi avvalorato anche da questi dati : non si trattava di una lotta per mantenere presunti privilegi, bens&igrave; di una lotta per la sopravvivenza. Continuando a vessare il lavoratore autonomo ed il piccolo artigiano in particolare sar&agrave; assai difficile attendersi la ripresa e la crescita economica del Paese&gt;&gt;.

 

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